BANANAS
27 Febbraio 2006

La prevalenza del cretino

Marco Travaglio

Ottima l'idea di Daniele Capezzone e di alcuni altri fra i migliori
cervelli del centrosinistra, fra i quali Mastella e Turci, di rinviare
l'uscita del film di Nanni Moretti "Il Caimano" per non alimentare il
vittimismo di Berlusconi con l'ennesimo "boomerang". Com'è noto,
infatti, George W.Bush ha rivinto le elezioni grazie al film anti-Bush
di Michael Moore. E, a ben guardare, anche lo scandalo Watergate fu un
favore a Nixon, il quale sì perse la Casa Bianca, ma potè fare la
vittima. Dunque rinviare il Caimano. Ma non solo. La proposta non deve
restare isolata, ma va allargata e perfezionata per la bisogna.
1) Moretti prepari in fretta e furia un film pro Berlusconi, magari
facendosi aiutare da Bondi, Cicchitto e Schifani. Potrebbe sobriamente
intitolarsi "Il Santo", con introduzione di Vespa.
2) Proibire per tutta la durata della campagna elettorale pellicole
potenzialmente allusive, come "Quarto potere" o "Il padrino".
3) Ritirare dalle librerie tutte le opere su (e dunque anti)
Berlusconi: dai libri di Alexander Stille, David Lane, Paolo Sylos
Labini, Giovanni Sartori, Umberto Eco, Furio Colombo e Romano Prodi ai
dvd di Enrico Deaglio e Andrea Salerno. Chi scrive, per la sua parte,
ha già dato disposizioni in merito ai propri editori. Devono sparire
al più presto anche le liriche antigovernative di Giovanni Raboni,
pubblicate da Garzanti dopo il rifiuto dell'Einaudi, cioè di
Berlusconi (timoroso di vincere troppo facilmente le elezioni).
Sostituire il tutto con le opere del Cavaliere, le poesie di Bondi e
Pecorella, e le recenti memorie del cosiddetto ministro Castelli in
lingua celtica con testo a fronte e cofanetto con maglietta di
Calderoli in omaggio.
4) Sbarrare cinema e teatri a tutti i comici - Luttazzi, Rossi, Hendel,
fratelli Guzzanti e così via - che Berlusconi ha fatto cacciare dalla
tv per buttar via qualche milione di voti.
5) Sospendere, fino al 10 aprile compreso, la stampa di pubblicazioni
pericolose come la Repubblica, l'Espresso, Diario, l'Unità, il
manifesto, Liberazione, Micromega. Il fatto che Berlusconi ne sia
ossessionato non deve ingannare: lui ancora non lo sa, ma è grazie a
queste testate che rischia di rivincere.
6) Pregare la stampa internazionale, dall'Economist in giù, di
ritirare i suoi corrispondenti da Roma e sospendere la diffusione nelle
edicole d'Italia e dei paesi limitrofi, onde evitare giudizi negativi
sul premier che gli consentano di fare la vittima.
7) Abrogare tutti i processi a carico del premier e, dove possibile,
assolverlo a prescindere dalla sua eventuale colpevolezza: in questo
modo gli sarà più difficile attaccare la magistratura.
8) Imbavagliare tutti i magistrati, onde evitare che rispondano agli
insulti del premier. Invitare i vertici dell'Anm e il primo presidente
della Cassazione Nicola Marvulli a confessare la propria affiliazione
alle Brigate rosse e i loro viaggi a Cuba a scopo di turismo sessuale,
così da privare Berlusconi di altri preziosi argomenti in campagna
elettorale.
9) Evitare di candidare nell'Unione personaggi noti per la loro
deplorevole propensione per la legalità, come già opportunamente
fatto con Nando Dalla Chiesa e Leoluca Orlando, e sostituirli con
figure meno controverse. Per esempio David Mills e Bruno Contrada.
Perché il modo migliore per battere Berlusconi è quello di
anticiparlo.
10) Chiudere "Che tempo che fa", "Parla con me" e "Blob" o, in
alternativa, sostituire Cornacchione e Vergassola con lo staff del
Bagaglino e il programma di Ghezzi con le omelie di Pera e le sedute
integrali delle commissioni Mitrokhin e Telekom Serbia.
11) Denunciare i genitori di Ilaria Alpi per aver coperto in tutti
questi anni il suicidio della figlia e di Miran Hrovatin, notoriamente
legati ad Al Qaeda, anticipando anche Taormina.
12) Convincere i pensionati alla fame a salire sugli autobus per
magnificare la politica economica del governo,
13) Iscrivere tutti i leader dell'Unione al Club Scontro di Civiltà
appena fondato da Pera, Fallaci e Rosa Giannetta Alberoni.
14) Far accettare a Prodi il confronto tv con Berlusconi sul campo
neutro delle reti di Tarak Ben Ammar, moderato da Adriano Tilgher,
Maurizio Boccacci e Franco Freda, secondo le indicazioni del Cda Rai e
della commissione di Vigilanza.
15) Lasciare la campagna elettorale nelle mani di Capezzone, Mastella e
Turci, che a perdere ci riescono benissimo da soli.