Paolo Sylos Labini: economista con passione civile
di Andrea Filippetti
foto internet
09/12/2005


All'età di ottantacinque anni è morto l'Economista Sylos Labini. Sylos, professore universitario di economia politica, polemista energico, si definiva un "vecchio arrogante e presuntuoso" – ma solo quando era sicuro di essere nella ragione aggiungiamo noi - è stato prima di tutto uno dei più grandi economisti degli ultimi sessanta anni. La sua passione era la tecnologia - da giovanissimo voleva intraprendere gli studi di ingegneria ma poi si laureò in Giurisprudenza (la facoltà di Economia non esisteva) con una tesi sugli effetti del progresso della tecnologia. Per Sylos il progresso tecnico costituisce una variabile fondamentale del sistema economico poiché incide sulla produttività, che in sostanza vuol dire ottenere lo stesso livello di produzione utilizzando minore lavoro e macchine.

E proprio l'enorme incremento continuo di produttività ha permesso negli ultimi due secoli un progresso di benessere per la classe lavoratrice mai sperimentata prima di allora. Ha consentito di dedicare una parte sempre minore della vita di ognuno al lavoro ed allo stesso tempo un aumento enorme dei livelli di benessere. Ecco quindi la passione civile di Sylos, quando vede un sistema economico che si evolve "nel tempo" e crea benessere, svincola i lavoratori da giornate massacranti di lavoro, consente a tutti di avere accesso all'istruzione ed alla cultura. Il progresso tecnico dona al contempo ricchezza e tempo libero. A questo punto ognuno sarà libero di farne quel che vorrà, Sylos disse una volta che in fondo "fare i soldi" non è poi così difficile, il problema è che occorre impiegare molto tempo e quindi sottrarlo ad attività più interessanti come il teatro, la lettura e la musica. Dietro questa visione "classica" del sistema economico si è sempre avvertita la forte presenza di quello che amava considerare "un suo amico": Adam Smith.

Nel 1776 Smith con la Ricchezza delle Nazioni aveva capito che il "mercato" aveva la forza di incanalare gli sforzi degli individui che si occupano dei loro interessi, ma allo stesso tempo l'individuo di Smith, lungi dall'essere il freddo calcolatore che è oggi diventato l'homo oeconomicus , doveva farsi largo nella società senza imbrogliare e sgomitare, con fair play ed un forte senso della morale. Inoltre, e qui di nuovo Sylos rimaneva estasiato di fronte alla profonda comprensione di Smith, tale forza del mercato doveva essere sorretta e guidata da Istituzioni, in primis regole e giustizia, senza le quali crolla l'intera impalcatura del sistema. Sylos aveva anche "fatto i conti" con Marx – come chiunque si occupasse di teoria economica negli anni cinquanta.

Ed il verdetto era negativo sulla parte "profetica" di Marx circa il dominio del proletariato, in quanto colpevole di non aver saputo vedere l'emergere della classe media connaturata al sistema capitalista; mentre salvava il Marx economista in particolare quando si occupa di sviluppo e ciclo economico. Ma a chi gli chiedeva cosa ne pensasse dello sfruttamento della classe proletaria – punto di forza dell'analisi marxiana – rispondeva ancora tornando al suo Smith, dicendo che cento anni prima aveva già visto il problema dello svilimento del lavoratore imperniato nelle catena di montaggio ed aveva già offerto la sua soluzione: l'istruzione. Quest'ultima permetterà ai lavoratori di elevarsi da una condizione di miseria.

Nella sua lunga carriera non ha mancato di affrontare i problemi del sottosviluppo nei Paesi del Terzo Mondo. Partendo come di consueto da un'analisi degli autori classici, ad esempio la legge della popolazione di Malthus, propose una "stagione di riforme" per un mercato orientato allo sviluppo, un ideale di sviluppo civile e tre centri europei e la promozione di un programma di ricerca mondiale per affrontare il problema del sottosviluppo.

Una visione complessa la sua, profonda e convinta, appassionata e concreta, lo studio della teoria economica deve portare alla determinazione di un sistema economico al servizio della collettività, ed uno sforzo particolare deve essere fatto per chi ancora oggi muore di fame: questa è la lezione di cui tutti noi saremo debitori al Professor Sylos Labini, polemico appassionato e teorico eccellente. "Per cercare di interpretare l'evoluzione economica delle diverse società dobbiamo considerare insieme tre aspetti fondamentali: la cultura, le istituzioni, le risorse naturali", il mondo è una cosa complicata, e l'economista non può non tenerne conto altrimenti le sue teorie non servono a nulla.