Un articolo di Francesco Daveri sul Corriere della Sera di lunedì 20 aprile 2015

Un’alternativa che – malgrado il riserbo ufficiale – sembra sia stata discussa anche a Francoforte è quella di consentire alla Grecia di far ricorso a una moneta parallela senza uscire dall’euro. L’idea  sarebbe quella di pagare stipendi dei pubblici dipendenti con euro-cambiali, cioè pezzi di carta dotati di un valore certo in euro a una certa data futura.

Le euro-cambiali  potrebbero anche assumere la forma di certificati di credito fiscale, cioè sconti sul pagamento delle imposte future. In questo modo il governo darebbe rapida attuazione e un seguito concreto alla sua strategia di combattere l’evasione fiscale (i certificati di credito fiscale andrebbero solo a chi paga le tasse).

In ogni caso i detentori delle cambiali potrebbero andare a fare le spesa o pagare i loro clienti o i loro fornitori con le euro-cambiali, naturalmente con uno sconto rispetto al loro valore teorico in euro. Tornerebbe un po’ di liquidità  nell’esangue economia di Atene e le aziende potrebbero pagare meno i loro dipendenti e i loro fornitori. Certo, il rischio è che la deflazione interna respinta dalla porta cacciando la troika potrebbe rientrare dalla finestra con la nuova moneta.

Con le euro cambiali”” moderne pietre filosofali “” si tornerebbe ad una specie di nuova dracma senza che la Grecia esca dall’euro. E i pochi euro rimasti nelle casse del governo potrebbero essere usati per continuare a rimborsare i creditori internazionali e mantenere l’accesso al credito ufficiale.

Anche così, però, qualcosa potrebbe andare storto. I dipendenti e i fornitori greci pagati a valori molto scontati rispetto al valore in euro delle loro spettanze potrebbero ritenere le euro-cambiali solo un temporaneo rinvio di un evento ineluttabile come l’uscita della Grecia dell’euro. Il che porterebbe a un’accelerazione ulteriore nella corsa agli sportelli bancari da parte dei greci. Le banche greche dovrebbero chiedere altri fondi di emergenza a Francoforte che tuttavia avrebbe crescenti difficoltà  a concederli non potendo accettare in garanzia le euro-cambiali. E il governo greco sarebbe obbligato a nazionalizzarle per evitarne il fallimento. Con quali soldi, rimane da vedere.

Redazione
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