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In un agile libretto pubblicato da Paul Krugman nel 2009 e ora da Garzanti dal titolo Un paese non è un’azienda, il premio Nobel per l’economia spiega in termini molto semplici quali sono i motivi per cui “la logica da applicare all’analisi economica è molto diversa da quella che assicura il successo nel business”. Da questa osservazione ne discende il titolo del libretto e una logica applicata ai problemi economici reali che evidenziano la diversità  in questione. Per questi aspetti applicativi Krugman si rifà  a due problemi che i manager “non capiscono quasi mai: la relazione tra esportazioni e creazione di nuovi punti di lavoro e la relazione tra investimenti esteri e saldi della bilancia commerciale”.

La lezione che segue appare di particolare interesse per il caso italiano, che proprio in materia di competitività  economica internazionale ha accumulato e continua ad accumulare una serie di ritardi molto pesanti e tali da indurre anche situazioni negative di non ritorno: le scelte di politica industriale e le responsabilità  attribuite alle varie parti in causa sembrano un’esemplificazione degli errori citati da Krugman. Errori che è bene ricordare hanno una madre terra nelle attuali prevalenti culture liberiste.

La critica di Krugman non riguarda tanto i manager industriali, che per definizione hanno le loro deformate e che potrebbero essere criticati là  quando pretendessero di applicare a problemi diversi le loro tecniche aziendali, ma piuttosto i politici che a quelli fanno ricorso o si ispirano o si fanno consigliare senza rendersi conto delle differenze che esistono tra microeconomie e macroeconomie; un errore che un politico non dovrebbe certamente commettere. .

La conclusione precettiva di Krugman è molto semplice: “La prossima volta che sentite dei manager esprimere delle opinioni sull’economia domandatevi: si sono presi il tempo che occorre per studiare a fondo questo argomento? Hanno letto quello che scrivono gli esperti? Se non l’hanno fatto, non tenete conto del successo che hanno avuto negli affari. Ignorateli, perché probabilmente non sanno nemmeno di cosa stanno parlando”.

Questo quando ascoltate un businessman, ma per i politici la terapia non viene detta, forse perché troppo ovvia.

Redazione
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