L’articolo di Emiliano Brancaccio pubblicato su Liberazione “Contro l’apertura indiscriminata dei mercati” in qualche modo si collega con l’analisi di Stefano Sylos Labini su Il manifesto sardo “Dal conflitto sociale a quello territoriale”. La globalizzazione dei mercati abbatte la forza rivendicativa, politica e sindacale, dei lavoratori e cioè il conflitto tra territori ridimensiona il carattere dell’internazionalismo della lotta di classe depotenziando il livello universale delle rivendicazioni sociali. Scrive Brancaccio: “la crisi economica mondiale ha scatenato un conflitto intercapitalistico tra liberoscambisti e protezionisti che durerà  a lungo e che è destinato a mutare profondamente il corso degli eventi. Di questo scontro si sono accorti un po’ tutti: i movimenti neo-nazionalisti, così come le leghe. Al contrario i socialisti e i comunisti, e più in generale gli eredi delle tradizionali rappresentanze politiche e sindacali del lavoro, appaiono su questo tema silenti, estraniati dal dibattito”.

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