Questo articolo prende in considerazione le opere di Sylos Labini su Marx (Sylos Labini, 1991; 1994). Colloca la valutazione dell’economista italiano su Marx nel contesto della più ampia produzione economica dell’ex (sia precedente che successiva all’articolo del 1991) e del dibattito che seguì al suo “Carlo Marx: è tempo di un bilancio”. Tale articolo, scritto subito dopo la caduta del Muro di Berlino, tentò di sviluppare una valutazione equa del pensiero di Marx, considerato uno dei più importanti economisti classici e, sotto molti punti di vista, un precursore di Keynes. Sylos Labini ha criticato la posizione politica di Marx e ciò che Sylos ha percepito come il suo “comportamento non etico”. Al contrario, teneva in grande considerazione Marx, l’economista.

This article considers Sylos Labini’s works on Marx (Sylos Labini, 1991; 1994). It places the Italian economist’s assessment of Marx in the context of the former’s wider economic production (both previous and subsequent to the 1991 article) and the debate that followed his “Carlo Marx: è tempo di un bilancio”. Such article, written right after the fall of Berlin’s Wall, attempted at developing a fair assessment of Marx’s thought, seen as one of the most important Classical economists and, from many points of view, a precursor of Keynes. Sylos Labini criticised Marx’s political position and what Sylos perceived as his “unethical behaviour”. On the contrary, he held Marx the economist in great regard.

JEL Codes: B24, B51, P50

Questo contributo si propone di inquadrare “Carlo Marx: è tempo di un bilancio” (Sylos Labini, [1991] 1994), nell’opera di Paolo Sylos Labini e di ripercorrere il dibattito lanciato da Sylos su Marx nel 1991. L’analisi critica della posizione di Sylos offre anche lo spunto per approfondire alcune questioni teoriche fondamentali, spesso trascurate, nonostante le loro importanti implicazioni per la politica economica. Il testo che Sylos scrisse nel 1991 su Marx è oggi in gran parte dimenticato. Quando apparve, suscitò critiche e perplessità, specie a sinistra. Alcuni pensarono, forse senza osare dirlo troppo apertamente, che anche i grandi sbagliano. Altri, e in particolare i partecipanti al dibattito sul Ponte, hanno discusso le poste del bilancio di Sylos, contestandone alcune e confermandone altre. La tesi che si presenta è che questo bilancio, stilato poco dopo la caduta del muro di Berlino, è stato un momento di riflessione doveroso per un intellettuale fortemente influenzato da Marx, forse scritto in maniera un po’ troppo sbrigativa, ma che se fosse stato letto con maggiore attenzione, sarebbe stato utile per contrastare la deriva liberista degli ultimi decenni.

Continua a leggere su Moneta e Credito 68(269) marzo 2015

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