tfr Pangloss

Sarebbe opportuno che qualcuno consigliasse ai Ministri e allo stesso Presidente del Consiglio di usare una maggiore cautela quando esaltano la decisione di rendere disponibile, a seconda della singola volontà, l’impiego anticipato del TFR, presentandola come un riconoscimento del diritto del legittimo proprietario di disporre di quelle risorse non a fine “carriera” ma quando vuole. Parlare di diritti quando ci si riferisce ad una retribuzione intorno ai 1200 euro/mese significa pensare che un tale che dispone mediamente di quelle retribuzioni, si siede a tavola e finalmente decide se andare in vacanza a Cortina piuttosto che sul mar Rosso.

Parlare di diritti quando ci si riferisce a chi non si sa se riesce ad arrivare a fine mese o come pagare le bollette o i libri per il figlio che va a scuola, o è una dimostrazione di estraneità  ad una realtà  diffusa, non perdonabile ad una responsabilità  politica, o è un tentativo maldestro di vendere una merce che ha tutt’altro valore. Anche perché è ragionevole supporre che la maggioranza di quelli che vorranno usufruire di questi “vantaggi” abbiano problemi finanziari seri e tali da indurli a rinunciare a quei risparmi su cui facevano affidamento per la vecchiaia. Chi non ha questi problemi può anche preferire di continuare a “risparmiare”. Forse questo Governo dovrebbe capire che il messaggio che trasmette non è nuovo ma molto vecchio: un riconoscimento dei diritti proporzionale al reddito.

Redazione
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