Dopo Nando Vianello, un altro degli allievi “storici” di Sylos, Mauro Ridolfi, ci ha lasciato il 30 marzo. Era una persona generosa e buona, con lo stesso carattere esplosivo del suo maestro di fronte alle scorrettezze e alle ingiustizie, dotato di sferzante ironia toscana, capace di una pazienza infinita con i suoi allievi e nel suo lavoro di ricerca. Lascia la moglie Anna, dopo una vita trascorsa insieme; il figlio adottivo, Marco, era prematuramente scomparso nel giugno scorso.

Nato nel 1930, si era laureato da studente lavoratore per poi entrare nel gruppo degli assistenti volontari di Sylos, che si alternavano nello stanzone al quarto piano della Facoltà  di Statistica della Sapienza di Roma. L’ho conosciuto lì, nel 1965, preparando sotto la sua guida la mia prima tesina di economia, e mi ha seguito fino alla laurea nel 1969. Abbiamo curato insieme il trasloco dell’Istituto di economia dalla città  universitaria a Via Nomentana. Poi ci siamo ritrovati a Perugia, dove ha insegnato Economia dello sviluppo a Scienze politiche, e dove la sua abitazione era un punto di riferimento per noi pendolari; dopo un breve intermezzo a Roma come professore associato, è tornato a Perugia come professore ordinario e lì è rimasto fino al pensionamento.

Si era laureato con una tesi sulla Borsa. Si è poi occupato di Quesnay, di Marshall, di artigianato. Di Quesnay ha curato una raccolta di scritti per la collana Classici di economia politica dell’Isedi, pubblicata nel 1973. Nell’ampia introduzione mostra come Quesnay, sulla scia di Petty e del Cantillon dell’appendice perduta del Saggio sulla natura del commercio in generale, tentasse con il Tableau di rappresentare concretamente l’economia francese: non come era, ma come avrebbe potuto essere se le riforme agrarie da lui auspicate fossero state portate a compimento. Nel lavoro su Marshall ha posto in risalto la compresenza di diverse linee d’analisi, da quella che mette capo alle celebri curve a U di Pigou e Viner, riprese dai libri di testo di microeconomia ed economia industriale per tanti decenni, a quella evolutiva poi ripresa da vari economisti; le fondamenta teoriche delle curve a U erano state criticate da Sraffa negli articoli del 1925 e 1926, e Ridolfi concentra la sua critica sulla impostazione evolutiva, di cui mostra i vari difetti. Questo lavoro era piaciuto molto a Sraffa, che mi aveva chiesto di illustrarlo a Krishna Bharadwaj, sua allieva e studiosa di Marshall che leggeva con difficoltà  l’italiano. Nei lavori sull’artigianato, poi raccolti in volume, aveva mostrato l’erroneità, ai fini della politica economica di sostegno del settore, della definizione tradizionale basata sulla dimensione dell’impresa artigiana anziché sulle caratteristiche del processo produttivo, non standardizzabile e che richiede conoscenze specifiche.

Dopo il pensionamento Mauro era tornato a Montalcino, il paese di origine di Anna e suo, dove avevano assieme creato e faticosamente sviluppato un’azienda agricola, i Mercatali, che avrebbero voluto lasciare in eredità  al figlio. Grazie alla sua passione e alla sua tenacia i suoi vini, sia il Rosso di Montalcino sia il Brunello, si sono subito affermati tra i migliori.

Proprio per le sue qualità  personali di tenacia e di onestà  intellettuale è stato tra gli allievi prediletti di Sylos. L’Associazione Paolo Sylos Labini si unisce oggi al cordoglio della famiglia, degli amici, degli allievi.

Alessandro Roncaglia

Alessandro Roncaglia
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