Il mio rapporto di amicizia con Paolo Sylos Labini (vorrei dire, per parte mia, rapporto di discepolato nei confronti del suo insegnamento, se le occasioni di incontro non fossero state relativamente poche e i rispettivi campi di studio abbastanza distanti) fu determinato dalla questione dell’eleggibilità  di Berlusconi a componente della Camera dei deputati alla quale era stato eletto nel 1994. Qualcuno doveva avergli detto che mi ero pronunciato per l’ineleggibilità  e lui mi telefonò per chiedere maggiori dettagli.

In seguito a questo primo incontro le sue telefonate serali si fecero frequenti e mi adottò come una sorta di consulente volontario per i problemi costituzionali che erano stati determinati da quella vicenda e da altre che seguirono. Così, per quanto Sylos, che aveva una sensibilità  giuridica di prim’ordine, in questo campo non avesse davvero bisogno di aiuto, ebbi modo di partecipare all’iniziativa che egli prese nella primavera del 2001 di un appello “per un voto contro la Casa delle libertà “ alle elezioni politiche di quell’anno, appello che fu sottoscritto da Norberto Bobbio, Alessandro Galante Garrone e molti altri esponenti della cultura italiana.

Segue qui.

Alessandro Pizzorusso
nun@nunne.it

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