Introduzione e traduzione di Marco Ottanelli

Il Cantiere di Achille Occhetto, Giulietto Chiesa, Elio Veltri, Antonello Falomi, Diego Novelli, Paolo Sylos Labini sta da tempo impegnandosi in una defatigante battaglia per la legalità, e soprattutto per il rispetto della legalità  da parte delle istituzioni e chi le rappresenta. Essere una “alta carica” politica o dell’apparato burocratico comporta il dovere del rispetto non solo delle regole del diritto civile e penale (e questo è un postulato, una precondizione, una ovvietà  quasi banale… all’estero), ma anche il dovere del rispetto delle regole etiche, morali e di rettituine istituzionale. Per questo il cantiere ha presentato a Prodi in persona un Codice Etico, che trovate a questo link: http://www.democrazialegalita.it/appelloetico.htm. Si attendono ancora risposte da parte di Prodi e del centrosinistra tutto.

Nel frattempo, in Spagna, che già  ha nelle sue leggi e nella sua prassi severissime norme nei confronti sia dei politici che degli amministratori che commettano reati o che siano solo indagati, e che ha nelle sue leggi e nella sua prassi chiare e severissime norme nei confronti dei conflitti di interesse, specie nel campo della informazione (si legga, a tal proposito, il testo “la legge della impunità ” di Elio Veltri), in Spagna, dicevamo, il nuovo governo socialista ha voluto mettere nero su bianco, ai fini della più completa e assoluta chiarezza, un codice di comportamento che obbliga politici, ministri, burocrati e alti funzionari ad un comportamento che Zapatero ha saggiamente definito “del buon governo”. Che è ovviamente altro, e oltre, il coinvolgimento in indagini della magistratura. In Spagna, come in tutti i paesi normali del mondo, un politico disonesto, o indagato, si dimette, va a casa, e viene processato in assoluta autonomia dall’ordine giudiziario.

Ma, se non si comporta secondo il codice (che non contempla casi di violazione della legge, ma solo di opportunità ), verrà  immediatamente sanzionato, in alcuni casi destituito. Leggete, quindi, il Codigo che segue. E riflettete su quanti funzionari italiani potrebbero passare impunemente un filtro del genere.

Premessa

Dalla entrata in vigore della costituzione spagnola, l’ordinamento giuridico spagnolo si è arricchito di diverse norme che conformano la cornice nella quale devono comportarsi le alte cariche, i funzionari pubblici, e il resto del personale delle amministrazioni pubbliche per esercitare le proprie funzioni in accordo con l’insieme della legalità, che garantisca la trasparenza, l’efficacia e la piena dedizione alle proprie funzioni pubbliche e evita tutta quella attività  o interesse che potrebbe comprometterne la indipendenza e l’imparzialità  o sminuire l’impegno dei suoi doveri pubblici.

Ciononostante, nel momento attuale, si fa necessario che i poteri pubblici offrano ai cittadini la assicurazione che tutte le alte cariche nell’esercizio delle loro funzioni debbano compiere non solo gli obblighi previsti dalla legge, ma anche, in più, devono garantire che i loro atti di ispirino e siano guidati da principi etici e di condotta che fino ad adesso non sono stati definiti espressamente dalle normative vigenti, anche se si deducono da esse, e che formino un Codice di buon Governo.

Si tratta, inoltre, di stabilire in detto Codice, il rispetto di una ampia gamma di esigenze entro le quali si trovino non solo il compimento delle norme legali o regolamentari, ma inoltre quello di altre garanzie addizionali, che configurano un patto dei poteri pubblici con i cittadini, attorno ai principi del funzionamento delle istituzioni nel seno della democrazia spagnola.

L’elaborazione di questo Codice risponde fedelmente alle linee direttrici della Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e altre organizzazioni internazionali, per cui suppone una efficace politica di prevenzioni e di gestione di tali conflitti, come in esperienze similari adottate da altri Paesi di tradizione e radicamento democratico.

In tal senso, e per ciò che concerne l’amministrazione generale dello Stato, si tratta di offrire ai cittadini un Codice del Buon Governo, dove si definiscano e espongano i valori di riferimento che devono reggere il comportamento dei membri del Governo e di tutte le alte cariche, per rispondere alle domande e esigenze dei cittadini stessi in quanto parti integranti della comunità  politica nella quale vivono, e offrire un patto solido di rispetto, protezione e stimolo di tutte le aspirazioni degli individui in una cornice di solidarietà, libertà, giustizia.

I valori di riferimento non suppongono un [mero] repertorio di principi etici, senza alcuna trascendenza giuridica. Si tratta, al contrario, di principi dedotti dalle norme vigenti nell’ordinamento giuridico spagnolo, in modo che ognuno di essi abbia la sua concreta manifestazione in una norma che preveda la conseguenza giuridica del suo mancato rispetto o del suo compimento solo parziale. I loro effetti, in ogni modo, si produrranno nei termini previsti dall’ordinamento giuridico, principalmente quelli della Costituzione e, per quanto riguarda i membri dell’esecutivo, della “legge del Governo” del 27/11/1997

In virtù di quanto sopra, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Amministrazione Pubblica, nella riunione del 18 febbraio 2005 , approva il seguente accordo:

Primo Si approva il Codice del buon Governo, applicabile ai membri del Governo, ai segretari di Stato e al resto delle alte cariche della amministrazione generale dello Stato e delle entità  del settore pubblico statale, di diritto pubblico o privato, vincolate o dipendenti da esse.

Secondo a tale fine, saranno considerati “alte cariche” (Alti Funzionari) coloro che sono interessati dalla normativa sull’incompatibilità.

Cà³digo de Buen Gobierno de los miembros del Gobierno y de los altos cargos de la Administracià³n General del Estado.

Primo: principi di base

I membri del Governo e le alte cariche della amministrazione generale dello Stato si comporteranno, nell’esercizio delle loro funzioni, in accordo con la Costituzione e il resto dell’ordinamento giuridico, e si conformeranno ai seguenti principi etici e di condotta che si sviluppano nel presente Codice: obiettività, integrità, neutralità, responsabilità, credibilità, imparzialità, affidabilità, dedizione al servizio pubblico, trasparenza, esemplarità, austerità, accessibilità, efficacia, onorabilità, e promozione del patrimonio culturale e ambientale e della uguaglianza tra uomini e donne.

Secondo: principi etici

1. le alte cariche promuoveranno i diritti umani e le libertà  dei cittadini, e eviteranno ogni comportamento che possa produrre discriminazione alcuna per ragioni di razza, sesso, religione, opinione o qualunque altra condizione o circostanza personale o sociale.

2. l’adozione delle decisioni perseguirà  sempre la soddisfazione degli interessi generali dei cittadini e sarà  fondata sulle considerazioni obiettive orientate verso l’interesse comune, al margine di qualsiasi altro fattore che sia espressione di posizioni personali, familiari, corporative, clientelari o di qualunque altro tipo che possano configgere con questo principio.

3. [i funzionari] si asterranno da tutte le attività  private o di interesse che possano supporre un rischio di insorgenza di conflitto di interesse con l’incarico pubblico. Si intende che esiste conflitto di interesse quando le alte cariche intervengono nelle decisioni che abbiano relazione con affari nei quali confluiscano l’interesse dell’incarico pubblico e interessi privati proprio, dei familiari diretti, o interessi condivisi con persone terze.

4. [i funzionari] vigileranno per il rispetto dell’uguaglianza tra uomini e donne, e rimuoveranno gli ostacoli che possano ostacolarla.

5. si sottometteranno alle stesse condizioni e limitazioni previste per ogni altro cittadino nelle operazioni finanziarie, nelle obbligazioni patrimoniali, e nelle transazioni giuridiche che realizzino.

6. non accetteranno nessun trattamento di favore o situazione che implichi privilegi o vantaggi ingiustificati, da parte di persone fisiche o entità  private.

7. non influiranno nello snellimento o nella risoluzione di questioni o procedimenti amministrativi senza giusta causa e, in nessun caso, quando esso comporti un privilegio o beneficio ai titolari di incarichi pubblici, o al loro ambiente familiare e sociale immediato, o quando supponga un danno agli interessi di terzi.

8. agiranno in accordo ai principi di efficacia, economia e efficienza, e vigileranno sempre il conseguirsi dell’interesse generale e del compimento degli obiettivi della organizzazione.

9. [i funzionari] si asterranno da ogni tipo di transazione e attività  finanziaria che possano compromettere l’obiettività  della Amministrazione nel servizio degli interessi generali.

10. le loro attività  pubbliche rilevanti saranno trasparenti ed accessibili a tutti i cittadini, con le uniche eccezioni dei casi previsti dalla legge.

11. [i funzionari] Assumeranno, in ogni momento, la responsabilità  delle decisioni e dei comportamenti propri e degli organismi che dirigono, senza pregiudizio di altre responsabilità  che siano esigibili legalmente

12. assumeranno le loro responsabilità  davanti ai superiori e non le imputeranno verso i loro subordinati senza causa obiettiva

13. eserciteranno le loro attribuzioni secondo i principi di buona fede e dedizione al servizio pubblico, e si asterranno non solo da condotte contrarie a tali principi, ma anche da qualunque altro comportamento che comprometta la neutralità  dell’esercizio dei servizi pubblici ai quali sono incaricati.

14. senza pregiudicare quanto disposto dalle leggi sulla diffusione di informazioni di interesse pubblico, manterranno il segreto, la riservatezza e la discrezione in relazione ai dati e alle informazioni dei quali verranno a conoscenza in ragione del loro incarico

Terzo. Principi di condotta

1. l’incarico degli alti funzionari necessita di piena dedizione

2. l’assunzione di incarichi negli organi esecutivi di direzione di partiti politici, in nessun caso comprometterà  o diminuirà  il loro esercizio delle funzioni

3. essi garantiranno il diritto dei cittadini alla informazione sul funzionamento dei servizi pubblici che gli siano stati affidati, con le limitazioni stabilite da norme specifiche

4. nell’esercizio delle proprie funzioni, essi massimizzeranno lo zelo, in modo che l’impegno degli obblighi contratti sia un effettivo riferimento di esemplarità  nel comportamento degli impiegati pubblici. Tale esemplarità  dovrà  esplicitarsi, in ugual misura, nel complimento dei doveri che, come [tutti i] cittadini, i funzionari devono espletare per legge.

5. amministreranno i beni pubblici con austerità  ed eviteranno comportamenti che possano compromettere la dignità  dovuta al loro pubblico incarico

6. sarà  rifiutato qualunque regalo, favore o servizio in condizioni vantaggiose che vada appena più in là  dell’ abituale uso sociale o di cortesia, o prestiti o altre prestazioni economiche che possano condizionare l’espletamento delle loro funzioni, pur senza venir meno a quanto stabilito dal Codice Penale.

In caso di omaggi di maggior entità, ricevuti a carattere istituzionale, essi saranno incamerati nel patrimonio dello Stato, nei termini previsti dalla legge 33/2003 del 3 novembre, in accordo con quanto si determini ai sensi dei regolamenti.

7. nell’espletamento del loro incarico, gli alti funzionari saranno accessibili a tutti i cittadini, e massimizzeranno l’impegno nel rispondere a tutti gli scritti, le richieste e i reclami che dai cittadini stessi riceveranno

8. la denominazione ufficiale del protocollo dei membri del Governo e degli alti funzionari dello Stato sarà  quello di “signor/signora”, seguito dalla denominazione della carica, impiego o rango corrispondente [è la abolizione degli attributi “Onorevole” “Eccellenza”, “Don” e simili, ndt].

Nelle missioni ufficiali all’estero sarà  loro corrisposto il trattamento che stabilisca la normativa del paese o organizzazione internazionale corrispondente.

9. essi si asterranno dall’effettuare un uso improprio dei beni e dei servizi che l’amministrazione generale dello Stato pone a loro disposizione in ragione del loro incarico

10. la protezione dei beni culturali e della diversità  linguistica ispirerà  i comportamenti degli alti funzionari nell’esercizio delle loro competenze, così come la protezione e il miglioramento dell’ambiente naturale.

11. garantiranno la custodia e la conservazione della documentazione per la sua trasmissione e passaggio ai loro responsabili successivi.

Quarto. attuazione del Codice del Buon Governo.

– annualmente il Consiglio dei Ministri esaminerà  un rapporto fornito dal ministero dell’amministrazione pubblica, sulle eventuali inadempienze dei principi etici e di condotta con il fine di analizzare i procedimenti e i provvedimenti che possano impedire la loro trasgressione e proporre le misure che si stimino convenienti per assicurare l’obiettività  delle decisioni dell’amministrazione e delle istituzioni pubbliche.

– il Consiglio dei Ministri, nel caso si siano verificate violazioni dei principi del Codice, adotterà  le opportune misure.

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