RICORDO DI PAOLO SYLOS LABINI, GRANDE ITALIANO, MAESTRO E AMICO

Addio, ” professore incazzato” . Lascia ch’ io ti ricordi così ,
con questa definizione con la quale ti salutavo ogni volta e che
tanto di divertiva, nei pochi mesi durante i quali la vicenda
affascinante del ” Cantiere” ha visto te protagonista nell’ ufficio
di Presidenza e me ” operaio” tra tanti altri ” operai” .
E’ stato un onore conoscerti e un privilegio lavorare con te alla
costruzione di un progetto al quale anche portare i singoli mattoni è
cosa che inorgoglisce e sprona.
Al ” Cantiere” mancherà  il tuo spirito, mancherà  la tua
saggezza, mancherà  la tua grinta, mancherà  il tuo profondo sapere.
Quante cose mancheranno! Quanto ci mancherai…
I giornali, riferendo della tua scomparsa, non hanno potuto evitare
di far sapere quanto tu fossi assai più noto e più apprezzato
all’ estero che in patria. Personaggio scomodo, troppo scomodo,
patriarca e capofila dei ” grilli parlanti” di casa nostra, non hai
mai ottenuto il Nobel per l’ economia, che abbiamo visto finire
negli ultimi tempi troppo spesso nelle mani di servi del potere, in
mani molto meno degne delle tue.
Uomo con la schiena diritta e con la coscienza non commerciabile,
lucido fino agli ultimi giorni della tua esistenza, di una lucidità  che
ci ha sempre fatto sentire tutti assai meno giovani di te, te ne vai col
Nobel del nostro affetto, del nostro rispetto per la tua coerenza,
della gratitudine per quello che ci hai fatto comprendere e ci hai
insegnato, col Nobel della promessa che le tue lezioni non saranno,
almeno da noi del Cantiere, dimenticate.
Addio, ” professore incazzato” , da domani proveremo a
” incazzarci” anche per la tua parte.
VITO SATURNO
IL RICORDO DI ACHILLE OCCHETTO
Ho appreso con grande dolore, assieme a tutta la presidenza del
Cantiere, la notizia della morte di Paolo Sylos Labini. A nome di
tutta l’ associazione di cui ha fatto parte fino agli ultimi istanti
della sua vita, ricordo con commozione il suo grande insegnamento
morale e civile. Il Cantiere dedicherà  a lui l’ ulteriore sviluppo
degli studi, della ricerca e dell’ iniziativa sui temi della riforma
della politica e della ricostruzione della democrazia.
Con Paolo scompare infatti uno dei migliori economisti del nostro
Paese e un grande intellettuale, che ha saputo unire la passione della
ricerca a quella dell’impegno politico e civile, diventando in tal
modo il degno erede del suo grande maestro Gaetano Salvemini. La
sua sensibilità  per i problemi riguardanti la riforma della politica e
l’insorgere di una nuova questione morale ne hanno fatto un
maestro di vita politica e un severo critico della decadenza dei
costumi del nostro Paese. In questo momento lo ricordo assieme a tutti gli associati del Cantiere, di cui egli è stato il cofondatore per
le significative battaglie che fino agli ultimi istanti della sua vita ha
condiviso con noi.
ACHILLE OCCHETTO

 

…E QUELLO DI ELIO VELTRI
Paolo Sylos Labini ci ha lasciato. Grandi e intensi sono dolore e
commozione perché negli ultimi anni abbiamo condiviso una
battaglia civile e politica fatta il più delle volte di amarezze e
isolamento. Paolo era solito dire: ” Come economista sono
discreto. Ma il merito maggiore che mi riconosco è la tenacia” . E
così è stato fino all’ ultimo: tenace e intransigente nella difesa
dei valori di laicità  (mai laicista) dello Stato, dell’ etica pubblica,
della scienza al servizio del Paese. Paolo è stato un grande patriota:
amava la patria e la voleva pulita, giusta e nobile. E’ stato
indulgente nei confronti delle debolezze umane. Ma mai verso gli
opportunismi. L’ opportunismo e il conformismo li considerava la
vera malattia del Paese, da combattere e da non giustificare mai.
Paolo Sylos Labini, come spesso accade era molto più noto e
considerato all’ estero che in Italia, perché il suo carattere, il suo
stile di vita, il suo parlare senza sottintesi, non sempre erano
apprezzati in un paese incline alle mediazioni, alle furbizie, ai
piccoli e grandi opportunismi.
Con Paolo Sylos Labini se ne va l’ ultimo e autentico erede di
quella grande tradizione culturale, civile e politica che da Salvemini
attraverso i fratelli Rosselli, Ernesto Rossi e Galante Garrone arriva
ai giorni nostri. Uomini che mai si sono compromessi né con il
fascismo né con il comunismo. Che da sacerdoti laici hanno
combattuto a viso aperto e pagandone le conseguenze regimi,
chiese e corporazioni. Che lasciano un vuoto incolmabile. Paolo
aveva scritto il suo testamento morale e civile in un lungo articolo
che l’ Unità  aveva pubblicato dividendolo in due parti.
Prima di perdere conoscenza aveva il suo sorriso ironico stampato
sul viso sereno anche se il dolore nei giorni precedenti si era fatto
sentire ed era stato terribile. I miei sentimenti sono gli stessi di
Occhetto, Giulietto Chiesa, Novelli, Falomi e dei tanti compagni e
amici che lo adoravano e che hanno condiviso l’ esperienza di
impegno civile e politico del Cantiere. L’ ultimo lavoro di Paolo è
un libro che stava scrivendo per il suo editore Laterza. Aveva
voluto che lo leggessi, come faceva sempre quando scriveva di
” politica” accettando con modestia consigli e suggerimenti. Mi
auguro che l’ editore lo pubblichi perché , ne sono certo, è utile al
paese.
ELIO VELTRI

Redazione
redazione@nomail.nomail

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