Hyman Minsky, economista di grande valore, amante del jazz come me, mi spiegò che nel linguaggio dei neri jazz vuol indicare orgasmo. Quei neri anticipavano Freud: era la musica che si suonava nelle case di tolleranza per coprire i gemiti. Ma era anche la musica che si suonava ai funerali. Eros e Thanatos. Ho sempre amato quella musica dove si mescolano passione e tristezza, come in quel pezzo di Duke Ellington, Mood Indigo (stato d’animo color indaco), il colore che è un incrocio tra il violetto e il blu, passione e tristezza.

Scacco Matto : Shah mat, espressione arabo persiana. Il Re è morto; Shah, il Re per antonomasia, è Cesare, shah, Kaiser, Czar. Matare, dal latino mactare, uccidere. Il gioco è di origine indiana, poi diffuso in Persia.

Passato in cavalleria. Finite le guerre d’indipendenza si trattava di unificare i diversi eserciti. Ciò comportava anche il trasferimento di materiali di casermaggio e dei mobili. Nelle lunghe e complicate operazioni molti materiali andarono persi, altri furono rubati. I migliori mobili erano destinati alla Cavalleria, l’arma dei “signori”. I marescialli impiegati nelle operazioni, quando trovavano mancanti i mobili pregiati, scrivevano nel registro: “passato in Cavalleria”, che voleva dire: chissà  dove sono andati a finire. La battuta, di solito, era accompagnata da un sogghigno sarcastico. Questa è l’origine.

A occhio e croce . Nei secoli, prima delle ferrovie, i viaggi avvenivano con le diligenze ed erano molto faticosi. I viaggiatori non vedevano l’ora di arrivare e, verso la fine del viaggio, domandavano al vetturale, appollaiato in alto: “Quanto manca a – diciamo – Viterbo?” Il vetturale rispondeva: “da occhio a croce (la croce del campanile, di solito il punto più alto di una città, o villaggio) due miglia”. L’etimologia è questa, con una piccola variante: da al posto di a.

Siamo uomini o caporali? La gente ripete la battuta e ride per lo strano accostamento, che però non è fantasioso. Nel regolamento militare, scritto in buon italiano da Massimo D’Azeglio per ordine del Re, che voleva in questo modo contribuire a ridurre l’analfabetismo e a far parlare i soldati in italiano e non in dialetto, sono indicati i compiti e i doveri dei militari dei vari gradi. La principale differenza fra i soldati semplici e i caporali, è che i caporali non sono mai “di ramazza”. Una differenza molto apprezzata perché pulire le caserme era un compito ingrato. Le parole “soldati semplici” sono state sostituite, forse ad opera di Totò, da “uomini”. L’allusione è scurrile: i caporali “non scopano”.

Ho faticato parecchio prima di trovare qualcuno che mi spiegasse l’etimologia di una delle battute più usate in tutto il mondo e non solo negli Stati Uniti, dov’è nata: OK . Sono le iniziali dell’espressione “all correct”, tutto bene. Ma nell’uso americano spesso le parole inglesi vengono modificate: “oll korrect”, OK.

Paolo Sylos Labini
Paolo Sylos Labini
nomail@nomail.nomail

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.