Nel 1969 la Banca Centrale di Svezia ha istituito quello che è comunemente assimilato al sesto premio Nobel, quello per l’economia, ma che invece è  denominato  “Premio in Scienze Economiche della Banca di Svezia in memoria di Alfred Nobel“.  Recentemente Peter Nobel,  avvocato e discendente di Alfred Nobel, ha rilasciato una dichiarazione  per dissociare la famiglia Nobel dal  “premio Nobel in economia”  sottolineando che, nel suo testamento originale, Alfred Nobel non aveva specificato che ci dovesse essere un premio in economia, e che il premio per  l’economia è stato finanziato solo in un secondo momento  da parte della Banca di Svezia. Molti altri, tra cui alcuni membri dell’Accademia Svedese, hanno condiviso il punto di vista secondo cui  “la banca svedese ha messo un uovo nel nido di un altro uccello e ha pertanto violato il  marchio di Nobel. Due terzi dei premi della Banca in economia sono andati ad economisti americani della Scuola di Chicago che creano modelli matematici per speculare sui mercati azionari e delle opzioni. – L’opposto degli scopi di Alfred Nobel per migliorare la condizione umana” (leggi tutto… ).

Non si è fatta attendere la risposta degli economisti di Noisefromamerika i quali, nell’articolo Nobel ed economia: una risposta alle polemiche, affermano che “una delle cose che Lucas & Co. ci hanno insegnato (sì proprio loro della famigerata scuola di Chicago) è che l’unica previsione che possiamo fare in economia è che non si possono fare previsioni”.

Ma a questo punto si impone una domanda: se in economia non si possono fare previsioni, perché i brillanti economisti della scuola liberista  continuavano a credere che il ciclo di crescita ripartito nel 2003 sarebbe potuto andare avanti senza grandi contraccolpi ? Non è questa una previsione ?  Torna in mente il periodo precedente al terremoto de L’Aquila quando i sismologi dicevano che i terremoti non si  possono prevedere e poi rassicuravano la gente dicendo che non c’era pericolo di una forte scossa. Insomma, dobbiamo constatare  che, prima delle conoscenze economiche, mancano le basi logiche per poter avviare una discussione con questi economisti di Noisefromamerika. Infine, teniamo a ricordare che c’era chi aveva segnalato che il regime economico liberista era diventato ormai insostenibile e si erano create le condizioni perché scoppiasse una crisi paragonabile a quella del 1929: si tratta per esempio di Paolo Sylos Labini che nel 2003 pubblicò il suo famoso saggio su Moneta e Credito “Le prospettive dell’economia mondiale” . Scrive PSL: “¦Da almeno due anni avevo notato alcune rassomiglianze fra la situazione che si era determinata in America negli anni Venti del secolo scorso, un periodo che sboccò nella più grave depressione nella storia del capitalismo, e la situazione che si va delineando oggi in America“¦ .

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