calamandrei

(Riceviamo e pubblichiamo questa lettera da parte di Roberto Passini)

Il governo PD-PDL è nato anche sul presupposto del cambiamento della Costituzione.

E questo ambizioso quanto illegittimo proposito pare sia stato deciso di affidarlo ad una Convenzione, extraparlamentare, per le “riforme” , o meglio per le “controriforme” contro la Costituzione, per poi contare, canagliescamente, su una (falsa e illegale) vasta rappresentanza parlamentare, oltre 2/3 dei seggi del Parlamento, ottenuta grazie all’illegale/ incostituzionale “Porcellum”.

Questa procedura extraparlamentare, secondo i suoi ideatori ha due straordinari vantaggi. Il primo è quello di evitare un’adeguata discussione parlamentare e nella società, confinando le “riforme” nelle segrete stanze dei saggi e degli accordi politici; il secondo, quello di poter presentare in Parlamento, a lavori fatti, il progetto attraverso  1-2 disegni di legge costituzionale da far approvare velocemente dalle due Camere.

Cosi’ facendo si vuole accuratamente evitare il referendum costituzionale oppositivo ex art.138 e dunque ripetere, in grande, il recente blitz (antidemocratico, antisociale e antinazionale) perpetrato nella primavera 2012, con cui in sordina e senza alcun dibattito nel paese, le stesse forze politiche che sostengono questo governo, allora il governo Monti, effettuarono, servilmente, nei confronti della Troika e del capitale straniero, la manomissione dell’art.81 della Costituzione inserendovi l’obbligatorietà  del pareggio di bilancio, che comporta la messa al bando di politiche keynesiane espansive nel nostro ordinamento.

Questa maggioranza parlamentare, che non e’ affatto impura bensi’ molto piu’ coesa di quanto si pensi, sia sulla politica economica (neoliberale) sia sulla concezione della democrazia politica (c.d. “decidente”, ovvero premierato forte/presidenzialismo), sia sulla compressione dei diritti, civili, sociali e del lavoro, vuole costituzionalizzare il (catastrofico) liberismo capitalista, proprio nel momento in cui questo ha mostrato, sia a livello planetario che europeo e nazionale, anche con la violenza delle disuguaglianze e della disoccupazione di massa, tutti i suoi limiti e le sue crepe.

Abbiamo quindi il dovere di Resistere a questo assalto eversore, e contestualmente lottare per l’attuazione completa della Costituzione, anche se non soprattutto nel suo programma economico e sociale (Titolo III, artt.35 e seguenti), quasi interamente inattuato per colpa grave di una classe politica conservatrice e miope che ha quasi sempre governato il paese dal dopoguerra sino ai nostri giorni, nonché per una siderale lontananza, culturale e politica, del Trattati europei, rispetto al suo programma democratico sociale.  La nostra Costituzione, nel suo impianto democratico sociale, e’ nettamente contraria al liberismo e all’austerita’!

Una “lontananza” al limite dell’abrogazione implicita del programma di emancipazione sociale, del lavoro e dell’intera società  previsto nella Costituzione. Adesso, sebbene con grave ritardo, dobbiamo invertire la rotta ed uscire, con la Costituzione, dalla gabbia soffocante della Troika e dalle sue stupide prima che insostenibili politiche di austerità.

Questo Parlamento non è leggittimato a cambiare la Costituzione.

Le forze politiche che compongono l’attuale maggioranza parlamentare, in campagna elettorale non hanno chiesto il voto per cambiare la Costituzione, che tutt’al più necessità, in condizioni di stabilità  politica, di una normale manutenzione senza stravolgimenti.

In secondo luogo, perché questo è un Parlamento di nominati con la legge elettorale cosiddetta Porcellum, sulla cui incostituzionalità  manca oramai soltanto il sigillo definitivo di una sentenza della Consulta.Dobbiamo fermare il vulnus costituzinale in atto dal novembre 2011. cioè dalla nascita del governo Monti, responsabile a mio avviso di molte leggi ordinarie pessime per la vita delle persone (l’esagerato e improvviso innalzamento dell’età  pensionabile, la “dimenticanza” degli esodati), oltre che della modifica dell’art.81 Cost., il tutto con il consenso unanime di PD e PDL, così impedendo la possibilità  di esperire il referendum costituzionale previsto a garanzia della Costituzione dall’art.138 Cost.

Allo stesso tempo dobbiamo dare velocemente uno sbocco politico alla maggioranza assoluta dei cittadini italiani che appena nel 2006, ha ri-legittimato, a larghissima maggioranza, con il voto referendario, la propria Carta fondamentale. Unico caso al mondo di riconquista, da parte del popolo sovrano, della propria Carta fondamentale!

Per questi e molti altri motivi, tra cui la crisi irreversibile dei partiti e il continuo consolidarsi di soggettività  politiche carismatiche, ritengo che sia giunto il momento di ricomporre la vasta, dispersa e da molto tempo non più adeguatamente rappresentata (politicamente), area politica progressista e della sinistra attraverso un Movimento politico per (l’attuazione de) la  Costituzione.

Roberto Passini

Redazione
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