Egregio Dr, Augias
Ci sono tre ragioni sostanziali per le quali il compianto prof. Sylos Labini sostenne e rese pubblica,
in più di un.occasione, l.esperienza condotta sul fronte dell.evasione da parte del comune di Rivoli.
Forse non tutti sanno che Sylos Labini è stato l.inventore del catasto elettrico: strumento che, fin
dalla metà  degli anni .90, doveva contribuire a far emergere, visto il pessimo stato in cui si trovava
il Catasto, abusi edilizi e forme d.elusione fiscale sui cespiti immobiliari. Il catasto elettrico ebbe
poca fortuna per scarsa sensibilità  civica, ma l.idea con cui fu concepito si rivelò molto affine a
quella praticata, qualche tempo dopo, dal Comune di Rivoli. Un. altra ragione fu una mia citazione
di A. Smith ripresa dalla .Ricchezza delle Nazioni.. Cosa c.entrava A. Smith, che scoprii poi
essere non solo l.economista ma anche il filosofo preferito di Sylos Labini, con il Comune di
Rivoli? C.entrava perché la logica con cui fu condotta l.intera operazione, rivoluzionaria nella sua
semplicità, ma rivelatasi efficace, era ispirata da un passo di quest.importante opera.
Anziché il soggetto da tassare, fu preso in considerazione l.oggetto della tassazione che, nel caso
degli immobili, delle insegne, delle porzioni di suolo pubblico occupate, era non solo ben visibile e
alla luce del sole ma impossibile da nascondere al fisco.
L.idea funzionò molto bene, perché a differenza di quanto scrisse qualche giorno fa il lettore che ha
citato il caso del comune abruzzese, gli amministratori, sindaco in testa, non fecero calcoli di
convenienza e d.opportunità  politica né guardarono in faccia nessuno: gli accertamenti scattarono
anche nei confronti della caserma locale dei carabinieri, e della sede della Agenzia delle Entrate,
che nel disordine totale, erano incappate in alcune irregolarità  fiscali a danno del Comune. Se il
responso elettorale vale qualcosa, la stessa amministrazione fu rieletta – con il Sindaco al primo
turno. Il recupero dei tributi, a regime, consentì al Comune di mantenere inalterata, per i successivi
cinque anni, la pressione fiscale e di finanziare opere e nuovi servizi.
Per concludere, ritengo che colpire l.evasione sia possibile: basta volerlo e questo è dimostrato nei
fatti. Ciò che ancora manca nel nostro Paese è l.educazione all.etica e al senso dello Stato che si
riscontra purtroppo non solo nei cittadini ma anche in molti politici che si comportano come gli
amministratori del Comune abruzzese. Scardinare questa logica è affare non di poco conto. Sylos
Labini non si è mai rassegnato e sono testimonianza di quest.impegno straordinario i libri che ci ha
lasciato. Soprattutto l.ultimo dove esorta gli italiani a fare uno spietato esame critico della propria
coscienza. Me ne diede lettura pochi giorni prima della sua scomparsa, quando, provato nel fisico
ma non nello spirito perché vivacissimo come sempre, volle farmi parte di questo suo accorato
ultimo appello agli italiani.
Mi sono ritrovata, leggendo le pagine conclusive di questo libro, citata tra le persone .che vivono e
non si lasciano vivere.ricompresa in un elenco di altre che, con il loro esempio, gli hanno dato
speranza. Queste parole rappresentano un testamento morale e politico ma anche l.auspicio che
qualcosa, nel nostro Paese, possa ancora cambiare. Questa è la terza ragione per la quale Paolo
Sylos Labini ha sostenuto l.esperienza di Rivoli.
. Un cordialissimo saluto.
Anna Paschero.

Redazione
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