RICORDO DI PAOLO SYLOS LABINI
di Andrea Saba

Cinquanta anni fa,nel patio della università  di Sassari cercavo il professore di diritto
internazionale per farmi dare una tesi. Ad un tratto uno strano personaggio,
arraffazzonato che procedeva a grandi e veloci passi : era il nuovo docente di Economia
politica, appena arrivato. Aveva un’aria simpatica e non professorale e decisi di attaccare
discorso. Un discorso che è durato ininterrottamente per cinquanta anni.
E’ stato il mio insostituibile e grandissimo maestro. L’economia non è mai stata una pura
tecnica,ma una scienza che non si può separare dalla passione civile,dalla evoluzione
politica,dallo sviluppo della società.
Ho iniziato con una tesi di laurea sulle miniere sarde dove allora i minatori morivano di
silicosi e lavoravano immersi fino alla vita nell’acqua fredda. Abbiamo continuato con
l’indagine sulla economia siciliana quando venne chiamato alla cattedra della università 
di Catania. Creò allora un gruppo di giovani con un piccolo finanziamento della
fondazione Feltrinelli. Giravamo la Sicilia in 500 per scoprire le ragioni economiche
della mafia dei limoni e dei mercati, l’usura, le cattedrali petrolchimiche. Fu una
esperienza straordinaria.
Sylos –così lo abbiamo sempre chiamato – aveva una conoscenza ed una capacità 
scientifica che lo hanno reso famoso nel mondo.
“Oligopolio e progresso tecnico”lo colloca con Jean Robinson e Piero Sraffa nel gruppo
di quei grandissimi economisti che hanno detto parole definitive sulla teoria delle forme
di mercato. Ma questa capacità  di analisi teorica si sposava con la grande passione
meridionalista, era allievo di Salvemini e nipote di Giustino Fortunato,con la fortissima
passione civile fino agli ultimi giorni (mi ha telefonato pochi giorni or sono inveendo,
con la voce spezzata dalla malattia contro un governo ignobile ed una opposizione
incerta ).
Ma era straordinario come amico. Parlava elaborando immagini ed allegorie, paragoni
turbinosi. Il discorso diventava una sorta di enorme affresco spesso mimato per rendere
piu’ efficace la descrizione.
Abbiamo trascorso stagioni meravigliose a Stintino fra amici,vele latine, pesca
subacquea. Sylos era stato mio allievo dai tempi di Catania ed era un grande pescatore di
cefali. Mi piace ricordarlo così. Altri parleranno a lungo delle sue opere. Ma io lo vedo
che esce dal mare verde sotto Capo Falcone, saltando ed urlando ed agitando sulla punta
dell’arpione uno splendido cefalo dorato .

Redazione
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