LE PROPOSTE POLITICHE E PROGRAMMATICHE DI ELIO VELTRI PER IL
CENTROSINISTRA
In Italia è molto difficile elaborare un Progetto Politico di società e un
Programma di governo coerente con il Progetto, definendone i tempi, gli
strumenti legislativi, amministrativi e i finanziamenti. Ma nessuno mai ha
parlato della necessità di associare a un Progetto- Programma regole condivise
e necessarie per realizzarlo e comportamenti coerenti e conseguenti.
Considerati i livelli di illegalità e di criminalità del paese, di assoluta
indifferenza all’etica pubblica e la fuga dei partiti nel momento di assumersi
responsabilità politiche e morali nei confronti dei propri iscritti meritevoli
di essere allontanati dalla politica, prima che arrivi la magistratura, la
Triade Progetto-Regole-Comportamenti, sposata dal
centro sinistra, sarebbe davvero una bella novità.
IL Progetto indica la strada, il Programma la percorre
con gradualità e coerenza. E’ necessario dire, ad esempio, se si vuole una
società multietnica e poi approvare programmi
coerenti che favoriscano accoglienza, legalità e senso di appartenenza
per chi ha dovuto lasciare il proprio paese. Se si vuole una economia
eco-sostenibile ed essere coerenti nell’azione di governo, è necessario
riflettere come ha scritto J.K.Galbrait che “ l’arte,
l’amore, un habitat gradevole, un paesaggio incontaminato”, insomma, “ la
qualità della vita sfugge al calcolo del prodotto interno lordo”. Se si vuole salvaguardare il territorio, l’ambiente e il
patrimonio monumentale e culturale ed essere altrettanto coerenti, urge
bloccare la distruzione del territorio che è un bene finito e irriproducibile,
dal momento che tutti i problemi, da quelli della residenza a quelli dei
servizi e dell’industria, possono essere risolti utilizzando le aree dismesse e degradate e recuperando il patrimonio edilizio
esistente. Beni come l’ambiente, il suolo, i monumenti, i musei vanno trattati
come gioielli di famiglia da lasciare alle prossime generazioni.
1) Riforma e Responsabilità giuridica dei partiti.
Se i Partiti decidono tutta la vita pubblica: candidature, elezioni,
composizioni delle assemblee elettive e degli esecutivi,
nomine ecc, e sono diventati oligarchie e clan familiari, è chiaro che
la riforma del paese deve partire dai partiti e dalla loro vita interna che va
sottoposta a controllo: finanziamenti, bilanci, selezione della candidature,
tessere, garanzia delle minoranze, funzionamento e autonomia degli organi di
garanzia. Il finanziamento ai partiti, istituito negli anni 70 per evitare
finanziamenti illeciti e corruzioni, ha peggiorato la
situazione perchè è il più consistente al
mondo con i minori controlli.
Sulla responsabilità giuridica dei partiti in Parlamento sono state depositate
alcune proposte di legge a cominciare da una di Don Sturzo
negli anni 50, una mia e altre, ma non sono mai state discusse;
2) La Riforma della legge elettorale è conseguente alla riforma dei
partiti. Nessuna legge può seriamente funzionare se il potere e le
degenerazioni partitocratiche e oligarchiche dei
partiti restano quelle che sono oggi. Fa sorridere la battaglia per la
reintroduzione delle preferenze e del proporzionale in mano a partiti conciati
come quelli di oggi, nei quali le candidature le
controlla una sola persona che ha in mano la cassa. Se chi ha in mano la cassa
per una campagna elettorale si fa dare dal suo amico e complice tesoriere
milioni di euro, fa eleggere se stesso e chi vuole;
3) Economia e Finanza: il vero cancro del paese è la voragine
dell’economia illegale( nera) e criminale( mafiosa) che rappresenta un terzo
della ricchezza prodotta, sia pure in proporzioni diverse. La prima, come
prevedono tutte le istituzioni nazionali e internazionali, viene
conteggiata nel PIL di ciascun paese, la seconda no.
IL fatturato è rispettivamente per la prima oltre 300-400 miliardi di euro anno
e per la seconda circa 200 miliardi. E cioè: 10 per
cento del PIL l’economia mafiosa e 20-25 per cento il nero. Se un terzo della
ricchezza prodotta sfugge a qualsiasi controllo dello Stato significa che
l’evasione fiscale e contributiva del paese si aggira sui 200 miliardi di euro all’anno e che la pressione fiscale effettiva è
superiore al 54%. La più alta d’Europa con i servizi che il
paese si ritrova. Le conseguenze immediate sono due: chiunque vinca le
elezioni non trova i soldi per realizzare i programmi che ha annunciato in
campagna elettorale e i servizi essenziali rischiano un taglio doloroso dal
momento che l’Unione Europea ci impone di dimezzare il
debito pubblico, che è il più elevato d’Europa.
( Vedi documento aggiornato al 13 settembre 2010)
4) Giustizia
Il problema irrisolto e che incide in maniera negativa e spesso drammatica
sulla vita dei singoli, delle famiglie e del paese è la lunghezza della
giustizia e dei processi. Un processo penale, civile e tributario
che dura 10 anni o più è la negazione della giustizia. Spesso un
cittadino ha fatto la carcerazione preventiva, si inserisce
nella società e dopo 10-12 anni deve ricominciare da capo perché viene condannato in Cassazione. A mia madre,
dopo la morte, è arrivata la comunicazione dell’Agenzia delle entrate
riguardante due ricorsi del 1980 discussi nel mese di ottobre
del 2010!
Il processo penale si occupa dei reati finanziari( evasione e frode fiscale,
falso in Bilancio, aggiotaggio, inside trading, bancarotta, riciclaggio) e
quindi incide sulla borsa, l’economia e le finanze del paese;
Il processo civile regola gli affari e l’Italia nella classifica della Banca
Mondiale riguardante la lunghezza dei processi civili fino ad alcuni anni fa
era al 176 posto su 285 paesi classificati;
Il processo tributario si occupa del fisco e fino al 2007, degli accertamenti
della guardia di finanza, lo Stato incassava il 3%: meno di quanto costassero
gli stessi. Il che significa che ai grandi evasori, anche se
scoperti, non conviene affatto pagare.
Il nostro è un processo accusatorio copiato dal sistema anglosassone e
innestato su quello inquisitorio. Ma all’Italiana.
L’esempio più clamoroso è stata l’approvazione del
cosiddetto Giusto Processo inserito in Costituzione( art.111)
dal centro sinistra che dice due cose fondamentali: le prove si formano in
dibattimento nel confronto tra accusa e difesa e la durata del processo deve
essere “ragionevole”. Quanto al primo punto va sottolineato
che L’Appello si fa sulle carte, dura mediamente 2-3 anni e quindi è fuori
dalle norme del giusto processo. Come avviene in tutti i
sistemi accusatori, va ridimensionato con una riforma severa delle
impugnazioni, ridotto a pochi casi o eliminato. Quanto alla ragionevole durata,
non essendo previsti tempi e norme obbligatori, tranne che per le indagini
preliminari, la durata è rimasta irragionevole e barbara. Con la conseguenza di
concludere il processo per prescrizione dei reati.
Quando Grillo e Di Pietro sostengono che bisogna allontanare dalla politica le
persone condannate fanno sorridere perché i condannati non diventano mai tali a causa
della prescrizione dei reati e della conclusione del processo.
Pertanto è necessario
a) Ridurre in maniera drastica i tempi dei processi
con la riforma delle impugnazioni, la riduzione dell’appello a pochi casi bene
classificati o la sua eliminazione, la sospensione della prescrizione fin dal
rinvio a giudizio, il ripristino della Cassazione come sede di legittimità;
b) Ridurre il numero degli avvocati che a Milano sono più che in Francia,
attraverso il prolungamento del corso di studi ed esami severi di ammissione
alla professione;
c) Riformare i reati finanziari quali falso in bilancio, frode fiscale, inside
trading, aggiotaggio, ma soprattutto riciclaggio.
Per il riciclaggio sono necessarie segnalazioni documentate che oggi fanno solo
le banche e bisogna riformare il reato con l’introduzione dell’autoriciclaggio. Che il
riciclaggio sia difficilmente perseguibile è dimostrato dal ridotto numero di
sentenze passate in giudicato che dal 1996 non superano le trenta. Senza
riforme severe riguardanti anche i tre gradi di giudizio è
impensabile di ridurre i tempi dei processi dal momento che il numero dei
magistrati e dei giudici è già consistente, la spesa pubblica non ne
sopporterebbe un numero maggiore e le forze di polizia sono fra le più numerose
in Europa.
5) Lotta alla mafia. Gli arresti sono necessari ma non sufficienti. In Italia
si arrestano circa 50 mila persone all’anno per
traffico di stupefacenti ma le mafie sono più forti di prima. Il cuore della
mafia sono i soldi, i titoli, i beni, i rapporti sociali e politici ed è al
cuore che bisogna colpirla. I beni delle mafie italiane sono valutati oltre
1000 miliardi di euro e di questi se ne confiscano 6%, dei quali circa il 70 per cento rimane
inutilizzato.
E’ necessario riprendere le proposte della commissione Fiandaca,
in parte inserite dal governo in carica nel decreto sulla sicurezza, e
approvare in tempi rapidi e, possibilmente a larga maggioranza:
a) Il testo unico delle leggi antimafia che preveda
La riduzione dei tempi che intercorrono tra il sequestro e la confisca dei
beni;
La disponibilità dei beni confiscati per le associazioni e gli enti locali in
tempi rapidi, ma anche la vendita degli stessi e l’assegnazione delle somme
incassate alle regioni nelle quali i beni si trovavano al momento della vendita
o appartenevano a famiglie e cosche residenti in quella regione.
La costituzione dell’Agenzia per la confisca dei beni dotata di personale qualificato
anche sul versante economico e finanziario;
b) Gli accordi internazionali necessari per l’utilizzo delle medesime leggi in
tutta l’Unione Europea e indirizzi per ulteriori
accordi tra l’Unione e i paesi di altri continenti;
c) Gli accordi internazionali da proporre e sostenere, finalizzati a interventi
riguardanti i paradisi fiscali che permettano ispezioni delle istituzioni
Europee , ma anche possibilità di chiusura e di embarghi finanziari;
d) Il diniego alle banche italiane ed europee di aprire sedi e sportelli nei
paradisi fiscali
e) La lotta preventiva alla corruzione che ha sostituito i delitti di mafia e
costa al paese oltre 60 miliardi di euro all’anno( in Parlamento è depositata
una mia proposta di legge che sarebbe molto utile per la prevenzione del
fenomeno)
6) Scuola- Ricerca – Innovazione: solo riequilibrando le entrate fiscali
e le finanze pubbliche sarà possibile sostenere il più importante comparto del
futuro destinandovi le risorse necessarie quanto meno in linea con gli standard
medi europei;
7) Turismo- territorio, ambiente, beni culturali,
trasporti pubblici
a) Moratoria e blocco del consumo del territorio; utilizzazione delle aree
dismesse, risanamento delle aree degradate, recupero
del patrimonio edilizio esistente per tutte le attività di residenza,
produttive e di servizi. Piani di interventi
idrogeologici per mettere in sicurezza il territorio e di manutenzione
straordinaria permanente del paese; completamento e costruzione prioritaria di
trasporti su ferro di superficie e sotterranei in tutte le regioni; sviluppo
del trasporto su acqua soprattutto per le merci con l’obiettivo di diminuirne
la percentuale su gomma;
b) Piano di risanamento dei mari, fiumi e laghi dopo un attento Chekup
8) Energie alternative ed Economia ecologica
La bolletta energetica costa all’Italia circa 60 miliardi di euro. Il nucleare
è fuori tempo e antieconomico. Inoltre, a parte tutte
le controindicazioni, in un paese in cui circa metà dei rifiuti di ogni tipo
vengono smaltiti illegalmente e dalla criminalità organizzata, le scorie dove
le mettiamo?
Le energie rinnovabili costituiscono l’unica vera grande opportunità
economica, ecologica e democratica per un paese come il nostro e uno degli
strumenti per bloccarne la distruzione sistematica. Ma anche se non volessimo l’Europa ce lo impone perchè
entro il 2020 le energie rinnovabili devono rappresentare il 17% dell’energia
totale prodotta e consumata e le emissioni di CO2 devono essere ridotte del
20%. Purtroppo, L’Italia, ha difficoltà ad adeguarsi perchè manca di tecnologie che importa per il 70% (Stefano Sylos Labini- Rivista Economia
Italiana- Gruppo Unicredito). L’ultima occasione ci viene data anche dai fondi europei e statali che
complessivamente per gli anni 2007-2015 ammonteranno a 60 miliardi dei quali 44
destinati al mezzogiorno. Inoltre per il decollo delle energie rinnovabili
avremo a disposizione 4 miliardi di euro.
In Europa leader della produzione di energie
rinnovabili e di economia ecologica, nonostante le condizioni climatiche, è la
Germania che ha inventato il più imponente agglomerato di ricerca non profit, senza scopi di lucro, Franhofer-
Geselschaft, che impiega 12500 addetti in 50 istituti
sparsi sul territorio nazionale.
Purtroppo anche i finanziamenti delle più grandi aziende
italiane del settore( ENI. ENEL, ANSALDO) sono molto al
di sotto della media europea: 0,2% del fatturato a fronte del 3% europeo
previsto dalla conferenza di Lisbona. Infine vale la pena ricordare che il più grande progetto al mondo per la produzione di energie alternative,
il Desertec, che prevede investimenti per 400
miliardi di euro per fare fronte a un fabbisogno europeo del 15-20 per cento di
energia elettrica “catturerà” i raggi solari nei deserti del Nord Africa e del
medio Oriente , li trasformerà in energia elettrica che sarà portata in Europa.
IL rinnovamento delle reti, oggi obsolete e causa di
dispersioni enormi, è condizione perchè il futuro
diventi realtà. Il che diventa impossibile se l’Italia si libera di centinaia
di giovani ricercatori e giovani manager e imprenditori e li lascia
andare via quasi non fossero il patrimonio più prezioso da conservare.
9) Conflitti di interessi
Dall’informazione ai farmaci, dall’università al calcio, passando per la
politica e l’amministrazione, i conflitti di interessi sono una componente
costante della vita pubblica nella quale gli interessi privati il più delle
volte prevalgono, minano alla base l’assetto democratico, costituiscono l’humus
nel quale si sviluppano illegalità e criminalità. In ogni caso mettono sempre
in discussione l’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, alla pubblica
amministrazione, alle pari opportunità.
Penso che sia arrivato il momento di approvare una legge seria e rigorosa che
affronti alla radice i conflitti di interessi nei
settori pubblici e privati dell’economia, della finanza e nelle istituzioni.
Innanzitutto è necessario sancire le incompatibilità tra le cariche di governo(
presidente del consiglio, ministri e sottosegretari, commissari straordinari
del governo), delle autorità di garanzia, dei Presidenti di Camera e Senato e
Presidenti di commissioni parlamentari e delle giunte regionali con ogni
impiego privato e pubblico e con l’esercizio di altre
funzioni pubbliche non elettive e di attività professionali, anche per
interposta persona.
Dovrebbe essere incompatibile con le cariche di governo e istituzionali anche
il controllo di imprese in grado di influenzare in
modo determinante l’andamento del mercato nazionale o di una parte rilevante di
esso nei seguenti settori:
a)Difesa, energia, telecomunicazioni, informatica;
b)Servizi erogati in regime di concessione;
c) Credito, finanza e lavori pubblici;
d) Industrie automobilistiche e collegate;
L’incompatibilità si risolve con la vendita delle aziende.
10)Incompatibilità dei magistrati
I magistrati ordinari, del Consiglio di Stato, della Corte dei Conti, con
funzioni giurisdizionali, dei tribunali amministrativi regionali e i magistrati
militari non dovrebbero assumere uffici pubblici e privati, esercitare libere
professioni, attività industriali, e comunque imprenditoriali, comprese le
attività di insegnamento universitario e post-universitario. Inoltre, non
dovrebbero far parte di commissioni di collaudo di operere e lavori pubblici, nè
espletare incarichi di arbitrato, neppure nei casi in cui è parte
l’amministrazione dello Stato. Non dovrebbero far parte di commissioni
giudicatrici di esami e di concorso ad eccezioni di
quelle relative all’accesso e alla progressione nelle carriere dei magistrato e
di avvocato. I magistrati che hanno ricoperto la carica di parlanemntare
e di membro del governo per due magistrature consecutive
dovrebbero decadere dalla magistratura al termine del mandato parlamentare o
all’atto della cessazione dell’incarico di governo.
Il nostro contributo possibile.
Noi siamo una piccola cosa, ma un contributo sia pure modesto a questo nostro
paese possiamo darlo evitando di partecipare al teatrino indecente della
politica come accade ogni ora del giorno negli studi televisivi senza mai
affrontarne i problemi del paese. Il compito di tutti coloro
che hanno a cuore il futuro di questo paese è cercare di dare risposte con
comportamenti personali e collettivi ad una politica:
Senza Progetti e senza Etica. Senza senso dello Stato. Senza pensieri per il
Bene Comune. Senza sguardi ai più Deboli e ai più Indifesi. E,
soprattutto, senza Anima e senza Cuore.
La nostra Utopia è credere possibili anche le cose impossibili e cominciare a
farle. L’aneddoto che calza a pennello l’ha raccontato J.F.
Kennedy:” Un generale francese
ordinò al suo giardiniere di piantare un albero nel giardino. Il giardiniere
gli fece presente che quell’albero cresceva
lentamente e che sarebbe passato un secolo prima che
arrivasse al completo sviluppo. Al che il generale rispose:
allora non c’è tempo da perdere. Piantalo nel pomeriggio”.
Elio Veltri