Che nonostante Prodi avesse avuto un’investitura popolare si generò un conflitto continuo tra l’ala sinistra della coalizione e il blocco moderato del PD, specialmente in materia di risanamento dei conti pubblici e di politica estera. A quel punto fu chiaro che il programma di governo di 280 pagine partorito dopo mesi di trattative era solo una finzione che nascondeva un accordo elettorale e un patto di spartizione del potere tra i vari partiti. Col passare del tempo, Prodi fu stritolato dalle spinte contrapposte che nascevano all’interno di una coalizione estremamente eterogenea e alla fine fu buttato a mare dalle improvvide iniziative di Veltroni, che invece di lavorare umilmente per rafforzare una maggioranza risicata, destabilizzò i già precari equilibri della coalizione. Insomma, a parte le primarie, ci vuole un progetto ambizioso e credibile che possa aggregare un vasto consenso politico e sociale, ma questo progetto, dal mio punto di vista, deve essere chiaro e articolato su pochi punti cardine non come quel fantomatico programma di 280 pagine del 2006. Ma sono convinto che il progetto dovrà comunque rappresentare una sintesi delle rivendicazioni che saranno espresse dalle forze politiche che intenderanno far parte della coalizione del centrosinistra. Per questo bisogna procedere per passi aggregando quelle aree che la pensano allo stesso modo per poi cercare dei punti di convergenza con chi è molto distante, cioè con chi guarda con simpatia Marchionne, con chi privatizzerebbe l’acqua in modo strisciante, con chi vuole aumentare le tasse universitarie, ecc. ecc..