Sole
24 Ore di giovedì
9 dicembre 2010, pagina 17
Fisco
in ordine sparso e l'euro paga dazio
di Benigno
Pierpaolo
EUROPA 2 / LA MONETA COMUNE
Professore, è vero che in questa
grande crisi abbiamo visto il trionfo della moneta fiduciaria?». «Yes, but... se vale quello che ho
appena detto!». Cosa aveva detto Ben Bernanke di tanto importante per una moneta fiduciaria lo
scorso maggio a Tokyo? «Indipendenza della banca centrale,
trasparenza e responsabilità» il titolo del suo intervento. E proprio
nel legame fra l'indipendenza della banca centrale e la fiducia nella moneta
che si possono capire le differenze fra Fed e Bce, e l'urgenza di avere
una politica fiscale comune che rafforzi la fiducia nell'euro e permetta di
traghettare l'Europa tutta intera fuori dalla crisi.
Un sistema di moneta fiduciaria si
fonda semplicemente su carta straccia che ha valore solo perché si ha fiducia
che lo possa avere..
Il "Grande Salvataggio",
dopo la crisi finanziaria, ha rappresentato il trionfo della moneta fiduciaria.
In un sistema di moneta fiduciaria, non c'è limite a quanta moneta si può
stampare, l'unico è la fiducia stessa. I paesi che non riescono a sconfiggere
le crisi finanziarie con la propria moneta sono quelli
in cui non c'è una buona moneta fiduciaria, come nelle crisi dell'America
Latina e dell'Asia dell'Est nei decenni passati Tanto è vero che quei paesi
sono afflitti dal peccato originale di poter prendere a prestito solo in valuta
estera, perché nessuno si fida della loro moneta. La fiducia non è cosa
scontata ma va conquistata sul campo difendendo la stabilità dei prezzi,
garanzia ultima del valore della moneta nel tempo. L'indipendenza della
banca centrale è fondamentale per questo. Come diceva David Ricardo, se si
lasciasse il potere di stampare moneta ai governi senz'altro ne
abuserebbero. Oggi, tuttavia, il concetto d'indipendenza più rilevante è
quella strumentale, cioè la capacità di poter
utilizzare anche strumenti non ortodossi per obiettivi di breve periodo,come la
stabilità finanziaria, che sono a loro volta funzionali per raggiungere la
stabilità dei prezzi nel lungo periodo. Ma
l'allineamento fra obiettivi di breve e di lungo è cosa delicata, così come lo
sono gli acquisti dei titoli di stato. Se i governi prendono le garanzie
offerte dalla banca centrale come un invito a essere
irresponsabili e spendere di più, la politica fiscale può minacciare la
stabilità dei prezzi e mettere in pericolo la fiducia nella moneta. La
sostenibilità di lungo periodo dei bilanci pubblici è condizione indispensabile
perché questo non avvenga. Dollaro e euro hanno
diversi gradi di forza come monete fiduciarie semplicemente perché la Fed ha di fronte a sé una e una sola politica fiscale, con
un'ottima storia di credibilità nel rientrare da percorsi insostenibili, mentre
la Bce fronteggia tante e fin troppe politiche
fiscali senza grande reputazione. Non è una sorpresa che ogni volta che Trichet agisce con strumenti non convenzionali è costretto
a sollecitare i governi verso maggiore rigore - e da subito - dal momento che
non si può fidare delle loro promesse di lungo periodo. Rigore
che peggiora anziché migliorare la situazione. Una politica monetaria in
queste condizioni non è completamente indipendente. Nella crisi di debito oggi,
che è anche crisi dell'economia reale, c'è bisogno di politiche monetarie e
fiscali espansive che siano però ancorate alla
stabilità dei prezzi e alla sostenibilità dei debiti nel lungo periodo.
Mancando queste ancore, vengono a mancare gli strumenti di politica economica
per uscire dalla crisi Dobbiamo quindi dare ragione al mondo anglosassone che
vede nella moneta unica un fallimento e concludere che
l'euro è una moneta fiduciaria debole? Se lo fosse,
tutti gli interventi della Bce nel mercato dei titoli
di stato provocherebbero l'effetto contrario di creare panico anziché
rassicurare i mercati. Senza l'euro, la Grecia e l'Irlanda avrebbero fatto la
fine dell'Argentina. La fiducia nell'euro è invece la novità più preziosa, non
scontata, di questa unione, fiducia che va
ulteriormente rafforzata. La strada dell'integrazione
fiscale, del consolidamento dei debiti a livello europeo, l'unica da perseguire.
pbenigno@luiss.it