Nel suo primo importante lavoro del 1956 intitolato Oligopolio e progresso tecnico Paolo Sylos Labini affronta il problema delle forme di mercato pervenendo alla conclusione che l’oligopolio è l’unica realmente osservabile e, nel suo ambito, pr evale la configurazione di tipo “concentrato”, ossia con poche imprese di grande dimensione 1 . Egli ritiene che questa forma di mercato, ancorch é danneggiare il buon uso delle risorse rispetto a qu ello che produrrebbe la concorrenza perfetta, può creare un più elevato sviluppo economico e benesser e sociale se ben compreso e ben governato.

Posso portare diretta testimonianza che il suo grande estimatore e amico Franco Modigliani riteneva che Sylos avrebbe meritato il Premio Nobel per ques to lavoro e per l’insieme della sua produzione scientifica. Nondimeno in un mio recente “ricordo” dell’opera di Sylos Labini esprimo l’opinione che, forse, non ebbe questo Premio proprio a causa del Review Article che Modigliani curò su Oligopolio e progresso tecnico e Barries to New Competition di Joe S. Bain, pubblicati lo stesso anno sullo stesso argomento . Come correttamente osserva Alessandro Roncaglia , Modigliani fornisce una lettura del lavoro di Sylos in chiave di sintesi neoclassica, a lui consueta, che porta fuori strada l’esame dei contenuti dell’analisi con dotta rispetto all’impostazione classica che la contraddistingue.

 

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