adamsmith

di Roberto Petrini La Repubblica 2016.02.21

Russ Roberts è un economista americano, con rare capacità  divulgative, autore del video Hayek vs. Keynes: una decina di minuti di ritmo rap dove il tifoso del mercato e quello dello Stato si scontrano e si prendono in giro in un clima esilarante, ma filologicamente inappuntabile, difendendo le proprie teorie. Risultato: sette milioni di visualizzazioni su Youtube e una clip che viene proiettata regolarmente nelle aule universitarie. Ora Russ Roberts ci riprova con il libro su Come Adam Smith può cambiarvi la vita. Sorprendentemente non si occupa del testo più celebre di Smith, cioè La ricchezza delle Nazioni (1776), ma della sua opera ritenuta a torto “minore” (in Italia fu tradotta solo nel 1995): la Teoria dei sentimenti morali, pubblicata nel 1759. Come? Il paladino del libero commercio si occupò di morale? Ebbene sì, lo fece in modo così approfondito che le sue massime e la sua analisi della natura umana sono di stupefacente attualità. Anzi, come dimostra Russ Roberts, i suoi precetti possono essere utilizzati come un manuale di comportamento assai utile ai giorni nostri.

La tesi centrale di Smith è la seguente: l’uomo è tutt’altro che egoista, è condizionato dalla sympathy, un comportamento empatico che gli consente di mettersi costantemente nei panni degli altri e dunque di mitigare la «legge ferrea del sé». C’è anche un altro aspetto: in ciascuno di noi è presente il sentimento dell’autostima che ci porta a tenere una condotta “appropriata” al fine di riscuotere il consenso degli altri ed essere ben accetti nel consorzio civile. Chi ci guida? Una specie di “spiritello” interiore: lo “spettatore imparziale”; si può dire la nostra coscienza. Sto facendo la cosa giusta, o solo quello che mi conviene? Mi sto auto-ingannando per opportunismo? Sul lavoro, in famiglia, nelle pubbliche attività, come devo regolarmi? Il manuale ci risponde: arroganza e avidità  sono da evitare. Così si può fare un mondo migliore. A cominciare dagli scambi e dai commerci. Dal business. Del resto Adam Smith era un economista.

Roberto Petrini
non@none.it

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