Per sostenere il rafforzamento dell’industria nazionale vi sono diverse strade che andrebbero intraprese e cioè: A. un più stretto collegamento tra la ricerca e la produzione; B. il coinvolgimento delle grandi imprese energetiche nei programmi di ricerca; C. l’aggregazione tra centri di ricerca e imprese e la costituzione di consorzi su progetti pilota; D. la messa a punto di un sistema di incentivi che colleghi la domanda con la produzione di nuove tecnologie energetiche, impianti e prodotti; E. un piano di investimenti per ammodernare e per ampliare la rete di trasmissione e di distribuzione dell’elettricità. La politica industriale è importante anche in virtù del fatto che la programmazione del 2007 – 2013 metterà a disposizione circa 4 miliardi di euro di fondi europei per lo sviluppo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, di cui 3 miliardi nelle regioni convergenza e 1 miliardo di euro nelle altre regioni italiane (leggi tutto).
Post Scriptum. Accanto ad una strategia industriale per lo sviluppo dei settori che producono le tecnologie per le fonti rinnovabili e per l’efficienza occorre che vi sia una programmazione energetica dal momento che oggi gli impianti di produzione elettrica presenti nel nostro Paese hanno una capacità potenziale di circa 105.000 MW, mentre nel 2009 il picco massimo dei consumi è stato di 67.000 MW. Per questo bisogna elaborare un piano di dismissione degli impianti più obsoleti, inefficienti ed inquinanti, che vanno rimpiazzati con i nuovi impianti alimentati dalle energie rinnovabili.



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