Il risultato delle elezioni italiane ha confermato che oltre la metà della popolazione italiana è contraria ad un’Europa autolesionista a guida tedesca. Nell’articolo pubblicato su Repubblica lo scorso febbraio, io e Giorgio Ruffolo avevamo preso in considerazione questa possibilità e avevamo fatto alcune proposte per rilanciare il progetto europeo. Come ha dichiarato Lars Seier Christensen, co-fondaore e CEO di Saxo Bank, la commissione europea ha promosso ripetutamente l’idea che il governo tecnico di Mario Monti fosse rispettato e accettato dagli italiani. Ma la prima volta in cui Monti è stato esposto al giudizio pubblico, è stato distrutto. Secondo Christensen la situazione nell’Eurozona è molto negativa e la fonte principale dei problemi è l’Euro. Introdotto senza alcuna base solida, l’Euro non è altro che un castello di sabbia. Non esiste un’economia o una politica fiscale comune, il supporto pubblico è in calo e l’impatto dell’Euro su produttività e competitività è stato devastante per la maggior parte dei partecipanti. Mancano semplicemente le basi per una valuta comune e la volontà di affrontare le conseguenze delle sue alterazioni, quale il trasferimento dei pagamenti ai paesi in perdita e i bond comuni, è praticamente inesistente. Occorre pertanto cambiare strada altrimenti la disintegrazione sarà inevitabile e comporterà, in una prima fase almeno, un peggioramento ulteriore della situazione economica nel Vecchio Continente.
Si veda anche Addio ripresa, ecco il costo dell’austerità, di Maurizio Ricci, la Repubblica



No comments
Be the first one to leave a comment.