Quando i vertici degli istituti scientifici come l’INGV sono nominati dalla politica e tali istituti sono finanziati su decisione del governo, che cosa ci si poteva aspettare se il potere politico aveva scelto una linea di rassicurazione?

Ritengo che sia stato ingiusto mettere sullo stesso piano tutti i membri della Commissione Grandi Rischi (CGR). Nello specifico, è ben diversa la posizione del Professor Enzo Boschi che all’epoca era il Presidente dell’INGV e quindi rappresentava la posizione dell’Istituto e del Dr. Giulio Selvaggi, collaboratore scientifico del Presidente. Era il Presidente che in ultima battuta esprimeva la linea e quindi aveva la responsabilità delle decisioni. Non era facile in quel frangente per un dipendente dell’INGV mettersi contro le decisioni del Presidente, decisioni che rispecchiavano le indicazioni del governo in carica, come risulta dalla telefonata di Guido Bertolaso (da 1’58″ a 3’10″), braccio destro dell’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Infatti, De Bernardinis comunicò questa posizione precofenzionata addirittura prima dell’inizio della riunione della Commissione: “Non c’è un pericolo….La comunità scientifica mi continua a confermare che, anzi, è una situazione favorevole perchè c’è uno scarico di energia continuo”. E Daniela Stati, allora assessore regionale alla Protezione civile, dichiarò: «Grazie per queste affermazioni che mi permettono di andare a rassicurare la popolazione attraverso i media».

Dunque, “l’operazione Commissione Grandi Rischi” del 31 marzo 2009 è stata ideata da Bertolaso ed eseguita  da De Bernardinis. Ciò significa che le più grosse responsabilità di queste “informazioni imprecise, incomplete e contraddittorie” sulla pericolosità dell’attività sismica ricadono su Bertolaso e De Bernardinis.  Ed è quindi inspiegabile il fatto che Bertolaso non fosse il principale imputato del processo e che a tutti i componenti della CGR sia stata inflitta la stessa condanna. La responsabilità degli scienziati consiste non nella diffusione diretta di informazioni fuorvianti, ma, al contrario, nell’essere stati reticenti, tant’è che alla fine della riunione non fu nemmeno stilato e firmato un verbale. Una reticenza che deriva dal rapporto di sudditanza con la politica, come emerge chiaramente sia in questa intercettazione tra Boschi e Bertolaso sia dalla deposizione al processo di Boschi, il quale ha dichiarato che:  “Per me a dirigere la situazione è il capo della protezione civile e se lui mi chiede di dire una determinata cosa, io la dico.”

Sugli aspetti geologici si veda: Il giallo della faglia di Paganica