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Sul numero di Moneta e Credito 70,278,2107 è apparso il saggio “La lezione siciliana di Paolo Sylos Labini, 1958-1960” di AnnaLa Bruna che riproponiamo qui di seguito

Questo articolo ha per oggetto la ricostruzione del fecondo periodo di insegnamento e di ricerca trascorso da Paolo Sylos Labini in Sicilia nel triennio 1958-1960. Era arrivato a Catania nel febbraio del 1958 con la nomina, firmata dall’allora Ministro dell’istruzione Aldo Moro, a professore straordinario di Politica economica e finanziaria nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Ateneo, quale terzo vincitore del concorso a cattedra di Politica Economica e Finanziaria bandito dall’Università di Cagliari (ASUC, n.d.). Nel dicembre dello stesso anno sarebbe passato alla Facoltà di Economia e Commercio, dove già teneva per incarico l’insegnamento di Economia Politica, e vi sarebbe rimasto fino al novembre del 1960.1 Nel 1961, a succedergli nella cattedra catanese sarebbe arrivato il giovanissimo Augusto Graziani, mentre Sylos Labini sarebbe approdato, anche se solo per un anno accademico, all’Università di Bologna, da dove si sarebbe mosso verso l’Università di Roma “La Sapienza”, sede definitiva della sua attività accademica, presso il Dipartimento di Scienze economiche (già Istituto di Economia della Facoltà di Scienze Statistiche, Demografiche ed Attuariali). A quel periodo risale la condivisione delle iniziative intraprese in Sicilia da Danilo Dolci. Dalmata di nascita, Dolci dal 1952 si era trasferito nell’isola per documentare il degrado in cui viveva molta parte della popolazione e per sperimentare metodi ‘atipici’ di intervento nel sociale, basati sulla presa di coscienza collettiva e su proposte di cambiamento dal basso, avvalendosi anche delle competenze di esperti. Si trattava di inedite esperienze di partecipazione democratica e di azione non violenta per la costruzione della società civile.

 

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