In queste brevi considerazioni sulla crisi economica e finanziaria del 2008/2009 partirò dalla constatazione che alla forte restrizione monetaria determinata dal mercato gli Stati Uniti stanno rispondendo con una drastica espansione della base monetaria (Fig. 1) e del deficit pubblico il quale toccherà i valori massimi dalla seconda guerra mondiale (sarà intorno al 10% del Pil nel 2009) (leggi tutto… ).
Quando peggiorano le aspettative di crescita dell’economia, crolla la fiducia nella capacità di rispettare gli impegni di pagamento (sostenibilità del debito) e si rompe l’equivalenza tra debito e moneta: i titoli finanziari perdono il loro controvalore monetario, il debito rimane mentre la moneta fiduciaria si distrugge e si creano così gli assets tossici. Dunque, la moneta endogena creata dal settore privato è in relazione diretta con l’inflazione finanziaria e quindi con l’andamento del ciclo economico: il suo valore aumenta con il prezzo delle attività (anche i titoli del debito pubblico presentano questa caratteristica). Diverso è il discorso per la moneta creata dalla Banca Centrale poiché il valore è inversamente correlato con l’inflazione reale (prezzi dei beni e dei servizi).



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