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	<title>Paolo Sylos Labini</title>
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	<description>Associazione Paolo Sylos Labini - versione mobile</description>
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		<title>Economia e finanza: prima e dopo la crisi</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 13:42:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Sylos Labini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Un articolo su Sbilanciamoci]]></category>

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		<description><![CDATA[Con la crisi, i rapporti tra capitalismo industriale e finanziario sono mutati. Rimane la necessità di abbandonare il neoliberismo, con riforme radicali e cooperazione internazionale  (leggi tutto&#8230; ).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Con la crisi, i rapporti tra capitalismo industriale e finanziario sono mutati. Rimane la necessità di abbandonare il neoliberismo, con riforme radicali e cooperazione internazionale  (<a href="http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Economia-e-finanza-prima-e-dopo-la-crisi-13667">leggi tutto&#8230;</a> ).</p>
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		<title>Hollande avverte l&#8217;Europa: la Bce diventi come la Fed</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 07:36:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[E’ la strada indicata dal Manifesto Modigliani-Fitoussi-Sylos Labini del 1998]]></category>

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		<description><![CDATA[Il candidato socialista François Hollande ha virato in testa alla boa del primo turno delle presidenziali francesi. Hollande ha approfittato dell&#8217;ultima giornata di campagna per tornare sul tema del ruolo della Bce, chiarendo quale sarà l&#8217;atteggiamento della Francia: «La Banca centrale europea ha due modi per sostenere la crescita. Il primo è quello di abbassare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il candidato socialista François Hollande ha virato in testa alla boa del primo turno delle presidenziali francesi. Hollande ha approfittato dell&#8217;ultima giornata di campagna per tornare sul tema del <strong><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-04-20/sondaggi-dicono-hollande-avverte-221819.shtml?uuid=AbgWaJRF">ruolo della Bce</a></strong>, chiarendo quale sarà l&#8217;atteggiamento della Francia: «La Banca centrale europea ha due modi per sostenere la crescita. Il primo è quello di abbassare i tassi d&#8217;interesse, quindi dovrà andare in quella direzione. Il secondo è quello di prestare denaro direttamente agli Stati, piuttosto che passare attraverso il sostegno alle banche». Questa proposta è in linea con il <strong><a href="http://dipeco.economia.unimib.it/persone/colombo/silsis/Un%20manifesto%20sulla%20disoccupazione%20nell’Unione%20Europea.htm">Manifesto contro la disoccupazione nell’Unione Europea</a></strong>. Il Manifesto fu presentato nell’autunno del 1998 da un gruppo di economisti di fama internazionale guidati da Franco Modigliani e che comprendeva Jean Paul Fitoussi, Beniamino Moro, Dennis Snower, Robert Solow, Alfred Steinherr e Paolo Sylos Labini. Nel Manifesto era scritto che &#8220;<em>se l’Europa intende davvero giungere a una rapida riduzione della disoccupazione, è necessario dare alla normativa che definisce il ruolo della Banca Centrale un’interpretazione più ampia e costruttiva di quella oggi largamente condivisa. Secondo tale interpretazione, la Banca ha un solo obiettivo (combatte su un unico fronte), ovvero la lotta all’inflazione. Noi sollecitiamo un ampliamento radicale di questa interpretazione, che al pari della normativa relativa alla Federal Reserve statunitense comprenda almeno un altro obiettivo al quale attribuire lo stesso rilievo: tenere la disoccupazione sotto controllo. Siamo convinti che la Banca possa svolgere tale compito senza rinunciare al proprio impegno sul fronte dell’inflazione</em>&#8220;.</p>
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		<title>Università: ciò che Bisin e De Nicola non sanno (o fingono di non sapere)</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 13:16:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scelti da noi]]></category>
		<category><![CDATA[Un articolo di Giuseppe De Nicolao su ROARS]]></category>

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		<description><![CDATA[Alberto Bisin e Alessandro De Nicola hanno pubblicato su Repubblica un catalogo di possibili e auspicabili tagli alla spesa pubblica. In tale contesto, menzionano anche l’università italiana, lamentandone scarsa efficienza ed auspicando maggiore competizione come panacea per migliorare la qualità e risparmiare denaro. Una terapia efficace presuppone una diagnosi corretta (leggi tutto&#8230;).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Alberto Bisin e Alessandro De Nicola hanno pubblicato su Repubblica un <strong><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1DHTTN" target="_blank">catalogo</a></strong> di possibili e auspicabili tagli alla spesa pubblica. In tale contesto, menzionano anche l’università italiana, lamentandone scarsa efficienza ed auspicando maggiore competizione come panacea per migliorare la qualità e risparmiare denaro. Una terapia efficace presuppone una diagnosi corretta (<strong><a href="http://www.roars.it/online/?p=7092">leggi tutto&#8230;</a></strong>).</p>
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		<title>Il giallo della faglia di Paganica</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 07:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Sylos Labini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scelti da noi]]></category>
		<category><![CDATA[La faglia che ha originato il terremoto de L'Aquila era nota da venti anni]]></category>

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		<description><![CDATA[La faglia responsabile del sisma che ha devastato L’Aquila lo scorso 6 aprile era stata individuata gia’ nel 1989 da un gruppo di giovani geologi romani; ma la loro scoperta non fu presa sul serio dalla comunita’ scientifica, che non diede molto credito all’idea che proprio tra L’Aquila e Paganica ci fosse una faglia attiva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La faglia responsabile del sisma che ha devastato L’Aquila lo scorso 6 aprile era stata individuata gia’ nel 1989 da un gruppo di giovani geologi romani; ma la loro scoperta non fu presa sul serio dalla comunita’ scientifica, che non diede molto credito all’idea che proprio tra L’Aquila e Paganica ci fosse una faglia attiva in grado di provocare terremoti di elevata intensita’ (<a href="http://peppecaridi2.wordpress.com/2009/05/05/terremoto-il-giallo-della-faglia-di-paganica-20-anni-fa-tre-ricercatori-la-individuarono-ma-non-furono-creduti/">leggi tutto&#8230; </a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo risultano sorprendenti le <a href="http://www.abruzzo24ore.tv/news/La-faglia-di-Paganica-era-conosciuta-gia-prima-del-sisma-del-6-aprile/77577.htm">dichiarazioni di Gianluca Valensise</a>, geologo dell&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma, uno dei testimoni della difesa al processo sulla Commissione grandi rischi. Secondo Valensise la &#8216;faglia di Paganica&#8217; che ha originato il terremoto del 6 aprile 2009, non era nota agli esperti alla vigilia della scossa delle 3.32, quella di magnitudo 6.3 che ha devastato l&#8217;Aquilano. </p>
<p style="text-align: justify;">Qui il <a href="http://www.syloslabini.info/online/wp-content/uploads/2012/04/LAquila1_.pdf">lavoro geologico</a> sui bacini aquilano e subequano, pubblicato come estratto nel 1989 e poi nel volume Quaternaria Nova II del 1992, e il libro <a href="http://www.lafeltrinelli.it:80/products/9788835980100/Sangue_e_cemento_Con_DVD/Marco_Travaglio.html?aut=182540&amp;cat1=1e">Sangue e cemento</a> - Le domande senza risposta sul terremoto in Abruzzo - con <a href="http://www.youtube.com/watch?v=n_wdhWlVG40">DVD</a>.</p>
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		<title>Il forum su scienza e democrazia, un&#8217;iniziativa della Fondazione Diritti Genetici</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 09:54:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Sylos Labini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavori in corso]]></category>
		<category><![CDATA[Intervento di Stefano Sylos Labini]]></category>

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		<description><![CDATA[Il rapporto tra scienza e democrazia è una questione molto dibattuta a livello nazionale e internazionale, ma raramente i format di discussione mettono a confronto diverse categorie intellettuali l&#8217;una con l&#8217;altra e il grande pubblico: restano circoscritti agli &#8220;esperti&#8221;, peccando di autoreferenzialità, oppure vedono la partecipazione del pubblico generico ma in modo frammentario, non organizzato. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il rapporto tra scienza e democrazia è una questione molto dibattuta a livello nazionale e internazionale, ma raramente i format di discussione mettono a confronto diverse categorie intellettuali l&#8217;una con l&#8217;altra e il grande pubblico: restano circoscritti agli &#8220;esperti&#8221;, peccando di autoreferenzialità, oppure vedono la partecipazione del pubblico generico ma in modo frammentario, non organizzato. In entrambi i casi risultano inadeguati rispetto all&#8217;obiettivo di promuovere, codificare, realizzare la partecipazione attiva della società ai processi decisionali legati all&#8217;innovazione scientifica e tecnologica sia nele finalità che negli strumenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per rispondere a tale obiettivo la Fondazione Diritti Genetici propone un format di dibattito strutturato che possa coniugare il punto di vista degli esperti con quello del grande pubblico e favorire l’interazione attiva tra i due.</p>
<p style="text-align: justify;">Autorevoli  rappresentanti del mondo della ricerca scientifica, del pensiero etico-filosofico, del diritto, dell’economia, hanno già risposto all’invito a partecipare al dibattito inviando un proprio commento al <strong><a href="http://www.scienceanddemocracy.it/interventi/intervento-capanna.pdf">testo di Mario Capanna</a></strong>  (Presidente Fondazione Diritti Genetici) “Scientismo, scienza, democrazia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno già inviato il proprio contributo:</p>
<p style="text-align: justify;">Giuseppe Barbera, Grazia Basile, Mariano Bizzarri, Franco Cardini, Salvatore Ceccarelli, Margherita D’Amico, Giuseppe De Rita, Manuela Giovannetti, Federico Infascelli-Raffaella Tudisco, Marco Mamone Capria, Fabio Minazzi, Giovanni Monastra, Filippo Moretti, Salvatore Natoli, Andrea Olivero, Valerio Onida, Flavio Oreglio, Maria Rita Parsi, Franco Pasquali, Romolo Perrotta, Carlo Rocchetta, Giorgio Ruffolo, Emanuele Severino, Andrea Sisti, Bartolomeo Sorge, <strong><a href="http://www.syloslabini.info/online/wp-content/uploads/2012/04/intervento-syloslabini1.pdf">Stefano Sylos Labini</a></strong>, Nadia Urbinati,  Vincenzo Vacante, Marcello Veneziani, Gustavo Zagrebelsky</p>
<p style="text-align: justify;">Il confronto sarà progressivamente esteso al grande pubblico, a interlocutori stranieri, ai decisori tecnici e politici. E’ prevista l’organizzazione di seminari on line con esperti sui principali temi emersi e la strutturazione del confronto  attraverso scalette, abstract, riepiloghi tematici.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito è aperto ai commenti del pubblico. Qui gli <strong><a href="http://www.scienceanddemocracy.it/">interventi già pubblicati</a>.</strong></p>
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		<title>Lo Stato regista e attore della crescita dell’economia</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 09:51:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Sylos Labini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Governo Monti vuole rilanciare la crescita e attrarre investimenti dall&#8217;estero ma non si rende conto che le aziende dove lo Stato ha la maggioranza relativa del capitale e nomina l&#8217;Amministratore Delegato, spendono delle cifre risibili in ricerca e stanno riducendo gli investimenti in Italia, mentre Finmeccanica potrebbe vendere le aziende che operano nell&#8217;energia e nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Governo Monti vuole rilanciare la crescita e attrarre investimenti dall&#8217;estero ma non si rende conto che le aziende dove lo Stato ha la maggioranza relativa del capitale e nomina l&#8217;Amministratore Delegato, <strong><a href="http://www.syloslabini.info/online/wp-content/uploads/2012/03/spese-RS-imprese-italia.xls">spendono delle cifre risibili in ricerca</a></strong> e stanno riducendo gli investimenti in Italia, mentre Finmeccanica potrebbe vendere le aziende che operano nell&#8217;energia e nei trasporti, due settori importantissimi per il futuro dell’economia nazionale (<strong><a href="http://www.syloslabini.info/online/wp-content/uploads/2012/03/investimenti-Italia_1.doc">leggi tutto&#8230;</a></strong> ).</p>
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		<title>Superplutocrati e poveri sciocchi</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 08:11:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Sylos Labini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Un articolo di Giorgio Ruffolo e Stefano Sylos Labini su l'Espresso]]></category>

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		<description><![CDATA[Si riparla molto, in giro, di capitalismo. Per quanto strano possa sembrare Marx non usò mai questo nome. Di capitale sì, certo, parlò molto. E la madre se ne doleva: ah, se Karl avesse parlato un po’ meno di capitale e se ne fosse messo un po’ da parte !  (leggi tutto&#8230;).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si riparla molto, in giro, di capitalismo. Per quanto strano possa sembrare Marx non usò mai questo nome. Di capitale sì, certo, parlò molto. E la madre se ne doleva: ah, se Karl avesse parlato un po’ meno di capitale e se ne fosse messo un po’ da parte !  (<a href="http://www.syloslabini.info/online/wp-content/uploads/2012/03/Espresso.pdf">leggi tutto&#8230;</a>).</p>
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		<title>Lavoro, la fine del Pd e le implicazioni a sinistra</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 13:19:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Sylos Labini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Un articolo su Micromega e alcune considerazioni sull'unità a sinistra del PD]]></category>

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		<description><![CDATA[L’attacco all’articolo 18 da parte di un governo sostenuto dal Pd promette di porre fine alla lenta agonia di un partito che non ha più ragione di esistere.  A questo punto Sinistra Ecologia e Libertà farebbe bene a rivedere la propria strategia politica perchè un accordo con il Partito Democratico così come è oggi non è realizzabile.  Al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/lavoro-la-fine-del-pd/">L’attacco all’articolo 18 </a></strong>da parte di un governo sostenuto dal Pd promette di porre fine alla lenta agonia di un partito che non ha più ragione di esistere.  A questo punto Sinistra Ecologia e Libertà farebbe bene a rivedere la propria strategia politica perchè un accordo con il Partito Democratico così come è oggi non è realizzabile.  Al contrario, tutte le forze di sinistra e i movimenti ambientalisti dovrebbero impegnarsi verso uno <strong><a href="http://www.syloslabini.info/online/wp-content/uploads/2009/02/art_manif_18-02-09.pdf">sforzo di unità </a></strong>e la FIOM, grazie alla credibilità e al prestigio che ha acquisito tra i lavoratori, potrebbe assumere un ruolo di leadership e di catalizzatore in questo percorso.</p>
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		<title>Sulla trattativa tra Stato e mafia</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 10:29:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Sylos Labini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Il livello nazionale e il contesto internazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[La trasmissione di Michele Santoro ha riproposto il tema della “Trattativa tra Stato e mafia” dei primi anni 90 che rappresenta ancora uno dei periodi più oscuri della storia d’Italia. E’ importante ricordare che subito dopo la caduta del muro di Berlino, nel 1990 e nel 1991 in Italia si mettono in moto delle spinte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La trasmissione di Michele Santoro ha riproposto il tema della “Trattativa tra Stato e mafia” dei primi anni 90 che rappresenta ancora uno dei periodi più oscuri della storia d’Italia. E’ importante ricordare che subito dopo la caduta del muro di Berlino, nel 1990 e nel 1991 in Italia si mettono in moto delle spinte centrifughe che mirano a dividere il paese. Nel settentrione cresce la Lega Nord mentre al Sud nascono le <strong><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2001/giugno/10/Ecco_piani_politici_Cosa_nostra_co_0_01061010495.shtml">Leghe meridionali per l&#8217;autonomia del Mezzogiorno</a></strong>. Nel 1992 e nella prima metà del 1993 in Sicilia e nel continente sono compiute dalla mafia stragi e attentati terroristici che possono essere considerate vere e proprie <strong><a href="http://www.laltranotizia.net/2010/07/intervista-roberto-scarpinato-di-marco.html">azioni di guerra </a></strong>finalizzate a destabilizzare lo Stato italiano. Ma nella seconda metà del 1993 le stragi cessano e all&#8217;inizio del 1994 nasce Forza Italia che cambierà il corso della politica in Italia. Uno degli effetti della comparsa del nuovo partito è quello di arginare la crescita della Lega Nord e di inglobare i movimenti per l&#8217;autonomia del Mezzogiorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, se sul piano politico-istituzionale la divisione dell&#8217;Italia si arresta &#8211; a differenza della Jugoslavia, l&#8217;Italia è un paese interamente cattolico &#8211; sul piano economico questo processo continua ad andare avanti per le privatizzazioni di banche e imprese e per il decentramento amministrativo e finanziario. Tali decisioni hanno avuto l&#8217;effetto di indebolire il potere dello Stato centrale e quindi di far aumentare ancora di più il <strong><a href="http://www.syloslabini.info/online/?p=2060">divario tra Nord e Sud </a></strong>e l&#8217;influenza economica della criminalità organizzata.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma che cosa è successo davvero nei primi anni &#8217;90 in Italia ? Nella nota su <strong><a href="http://www.manifestosardo.org/?p=6313">il manifesto sardo</a></strong> sono riportate alcune considerazioni sul tema, nel <strong><a href="http://bur.rcslibri.corriere.it/libro/4126_la_trattativa_torrealta.html">libro di Maurizio Torrealta </a></strong>viene svolta un&#8217;approfondita analisi a livello nazionale e negli <strong><a href="http://www.syloslabini.info/online/wp-content/uploads/2011/01/Alle-origini-della-secessione-italiana1.htm">articoli</a></strong> di Antonio Gentile e Antonella Randazzo vi sono dei collegamenti con il contesto internazionale. Inoltre, sembra importante portare all’attenzione anche il diverso atteggiamento che ebbe Papa Wojtyla nei confronti della mafia nel corso degli anni ’80. Il Papa venne una prima volta a <strong><a href="http://archiviostorico.corriere.it/1993/maggio/06/cacciate_preti_mafiosi_dalla_Sicilia_co_0_9305068038.shtml">Palermo nel 1982 </a></strong>e ci fu qualche polemica perché non usò mai la parola mafia nei suoi discorsi. Recuperò dopo la caduta del Muro di Berlino nella visita “ad limina” dei vescovi siciliani, il <strong><a href="http://www.padrepinopuglisi.diocesipa.it/index.php?view=article&amp;id=138&amp;Itemid=189&amp;option=com_content">22 novembre 1991</a></strong>, senza equivoci: &#8220;La mafia rappresenta una seria minaccia non solo alla società civile ma anche alla missione della Chiesa, giacche&#8217; mina all&#8217; interno la coscienza etica e la cultura cristiana del popolo siciliano&#8221;. Infine, nel maggio del 1993 ad <strong><a href="http://www.laperfettaletizia.com/2011/04/agrigento-1993-il-discorso-contro-la.html">Agrigento</a></strong>, Papa Wojtyla si scagliò con tutte le sue forze contro il potere mafioso.</p>
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		<title>Il ritorno delle classi. Perchè bisogna difendere il modello del Welfare</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 12:57:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scelti da noi]]></category>
		<category><![CDATA[Un articolo di Massimo Giannini su Repubblica]]></category>

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		<description><![CDATA[Un saggio di Luciano Gallino illustra le conseguenze economiche di un sistema creato dai più ricchi e che ha elevato la diseguaglianza a ideale di sviluppo. L´unico antidoto è il cuore dell´Europa: lo stato sociale. Nel 1974, quando uscì la prima edizione del Saggio sulle classi sociali, avevo dodici anni. Un ragazzino, in effetti. Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un saggio di Luciano Gallino illustra le conseguenze economiche di un sistema creato dai più ricchi e che ha elevato la diseguaglianza a ideale di sviluppo. L´unico antidoto è il cuore dell´Europa: lo stato sociale. Nel 1974, quando uscì la prima edizione del Saggio sulle classi sociali, avevo dodici anni. Un ragazzino, in effetti. Ma sei anni dopo, già sufficientemente affamato di politica, trasformai quel libro straordinario di Paolo Sylos Labini nella mia Bibbia. Me lo consigliò il professore di storia e filosofia che mi preparava all´esame di maturità: «Lo devi leggere assolutamente, se vuoi capire qualcosa della società italiana». Aveva ragione. Sono passati quasi trent´anni. Ho perso le tracce di quel professore. E quel grande economista di Sylos Labini purtroppo non c´è più (<a href="http://www.corteconti.it/opencms/opencms/handle404?exporturi=/export/sites/portalecdc/_documenti/rassegna_stampa/pdf/2012031421167981.pdf&amp;%5d">leggi tutto&#8230; </a>).</p>
<p><a href="http://dspace.unitus.it/bitstream/2067/178/1/Saggio_classi_sociali.pdf">Saggio sulle classi sociali</a> *, Laterza, 1974</p>
<p><a href="http://dspace.unitus.it/bitstream/2067/176/1/Classi_sociali.pdf">Le classi sociali negli anni 80</a> *, Laterza, 1986</p>
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