Archivio della rubrica "Scelti da noi"

Fatto e Manifesto uniti contro Marchionne

6 settembre 2010

Guido Viale  su il manifesto  e Pierfranco Pellizzetti su il Fatto Quotidiano puntano il dito contro il liberismo e la politica della FIAT. Oggi si vogliono far passare come normali alcune posizioni che sono semplicemente reazionarie: l’impresa invece di coinvolgere i lavoratori nell’innovazione dei prodotti cerca di metterli sotto pressione con il ricatto occupazionale. Si vuol far credere che la lotta di classe sia superata, proprio nel momento in cui il divario nella distribuzione del reddito ha raggiunto livelli insostenibili, controproducenti per la stessa crescita dell’economia. E tutto questo accade con la complicità di un governo che ha fatto dell’illegalità la stella polare della sua politica.

La strada autoritaria della FIAT ci porterà in un vicolo cieco

1 settembre 2010

Come ha detto il nuovo segretario generale della Fiom Cgil Maurizio Landini, per far funzionare le fabbriche e ridurre le tante disfunzioni che presenta ogni progetto produttivo, servono la partecipazione intelligente e attiva dei lavoratori e il loro consenso. Ed è necessario un maggiore impegno della FIAT nella ricerca e sviluppo e nell’innovazione per realizzare prodotti di qualità. Su il manifesto sardo un commento e alcuni dati sulle più importanti aziende automobilistiche europee e mondiali.

Il lavoro meno caro non basta a vincere. Il caso della Cina

20 agosto 2010

Vladimiro Giacché, editorialista del Fatto Quotidiano, ha redatto un reportage del suo viaggio in Cina. Un racconto che mostra una Cina molto diversa da quella dipinta dalla stampa italiana, soprattutto in campo economico. Utilizzo di alta tecnologia a basso impatto ambientale, competitività basata sull’elevata produttività del lavoro piuttosto che sul basso costo degli operai, manodopera qualificata, lotte sindacali e aumenti salariali al fine di creare un florido mercato interno, grande efficienza amministrativa, tecnologia avanzatissima (continua…).

Manifesto per la libertà del pensiero economico