30 settembre 2005

Introduzione e traduzione di Marco Ottanelli

Il Cantiere di Achille Occhetto, Giulietto Chiesa, Elio Veltri, Antonello Falomi, Diego Novelli, Paolo Sylos Labini sta da tempo impegnandosi in una defatigante battaglia per la legalità, e soprattutto per il rispetto della legalità da parte delle istituzioni e chi le rappresenta. Essere una “alta carica” politica o dell’apparato burocratico comporta il dovere del rispetto non solo delle regole del diritto civile e penale (e questo è un postulato, una precondizione, una ovvietà quasi banale… all’estero), ma anche il dovere del rispetto delle regole etiche, morali e di rettituine istituzionale. Per questo il cantiere ha presentato a Prodi in persona un Codice Etico, che trovate a questo link: http://www.democrazialegalita.it/appelloetico.htm. Si attendono ancora risposte da parte di Prodi e del centrosinistra tutto. (continua…)

18 agosto 2005

Intervista a Paolo Sylos Labini di Luca Paolazzi tratta da Il sole 24ore del 18 agosto 2005

Professor Sylos, da dove nasce questa difficoltà della sinistra a fare i conti con il mercato?

Una carenza culturale che riguarda sia la destra che la sinistra è la concezione del mercato, il quale non è una scatola vuota, è invece una struttura giuridica, un insieme di leggi, che debbono essere modificate nel corso del tempo per favorire le innovazioni e lo sviluppo. Anche la critica dell’economia di piano, elaborata da economisti di destra e poi accettata anche da economisti di sinistra, secondo la quale una tale economia non può funzionare perché non è in grado di sostituirsi al mercato per dare origine a un sistema razionale di prezzi, non è soddisfacente. La critica fondamentale sta invece nell’incapacità d’innovare: il gosplan può pianificare le quantità da produrre, ma non può promuovere le innovazioni, se non imitando con ritardo quelle attuate dai paesi capitalistici: solo nel settore militare c’era per i manager libertà di rischiare. Gli esecutori non possono decidere autonomamente e non posso rischiare. Gli imprenditori capitalistici invece possono rischiare innovando: se gli va bene guadagnano, altrimenti perdono. L’istituto del fallimento serve a favorire le innovazioni tecnologiche e organizzative contenendo e quindi rendendo accettabili i rischi e le perdite. Paradossalmente il collettivismo è fallito perché le unità produttive non potevano fallire; il capitalismo ha vinto perché le unità, le imprese, potevano fallire. (continua…)

12 agosto 2005

Dichiarazione di un distratto Piero Fassino a la Repubblica del 12 agosto 2005 “Accolgo la proposta fatta da Sylos Labini e altri anche perché vorrei ricordare che io stesso l´ho avanzata 48 ore prima nell’intervista che ho fatto con La Stampa….” (continua…)

Manifesto per la libertà del pensiero economico