25 gennaio 2012

Oggi esiste un consenso molto ampio sulle liberalizzazioni, però, bisognerebbe capire di che cosa si parla e se veramente le liberalizzazioni sono in grado di rimettere in moto l’economia del Paese oppure se si tratta di misure propagandistiche i cui effetti saranno trascurabili (leggi tutto… ).

24 gennaio 2012

Il rapporto tra scienza e democrazia è una questione molto dibattuta a livello nazionale e internazionale, ma raramente i format di discussione mettono a confronto diverse categorie intellettuali l’una con l’altra e il grande pubblico: restano circoscritti agli “esperti”, peccando di autoreferenzialità, oppure vedono la partecipazione del pubblico generico ma in modo frammentario, non organizzato. In entrambi i casi risultano inadeguati rispetto all’obiettivo di promuovere, codificare, realizzare la partecipazione attiva della società ai processi decisionali legati all’innovazione scientifica e tecnologica sia nele finalità che negli strumenti.

Per rispondere a tale obiettivo la Fondazione Diritti Genetici propone un format di dibattito strutturato che possa coniugare il punto di vista degli esperti con quello del grande pubblico e favorire l’interazione attiva tra i due.

Autorevoli  rappresentanti del mondo della ricerca scientifica, del pensiero etico-filosofico, del diritto, dell’economia, hanno già risposto all’invito a partecipare al dibattito inviando un proprio commento al testo di Mario Capanna  (Presidente Fondazione Diritti Genetici) “Scientismo, scienza, democrazia”.

Hanno già inviato il proprio contributo:

Giuseppe Barbera, Grazia Basile, Mariano Bizzarri, Franco Cardini, Salvatore Ceccarelli, Margherita D’Amico, Giuseppe De Rita, Manuela Giovannetti, Federico Infascelli-Raffaella Tudisco, Marco Mamone Capria, Fabio Minazzi, Giovanni Monastra, Filippo Moretti, Salvatore Natoli, Andrea Olivero, Valerio Onida, Flavio Oreglio, Maria Rita Parsi, Franco Pasquali, Romolo Perrotta, Carlo Rocchetta, Giorgio Ruffolo, Emanuele Severino, Andrea Sisti, Bartolomeo Sorge, Stefano Sylos Labini, Nadia Urbinati,  Vincenzo Vacante, Marcello Veneziani, Gustavo Zagrebelsky

Il confronto sarà progressivamente esteso al grande pubblico, a interlocutori stranieri, ai decisori tecnici e politici. E’ prevista l’organizzazione di seminari on line con esperti sui principali temi emersi e la strutturazione del confronto  attraverso scalette, abstract, riepiloghi tematici.

Il dibattito sarà aperto ai commenti del pubblico dopo la pubblicazione dei primi quattro o cinque interventi. Qui gli interventi già pubblicati

16 gennaio 2012

L’iniziativa è stata presentata a Roma insieme a una dettagliata “contro-relazione” che ha impietosamente ricordato i tanti aspetti critici e spesso persino paradossali del progetto. Ben 245 pagine di osservazioni che le organizzazioni hanno prodotto, come scrivono allo stesso premier, “nell’ambito della procedura speciale di Valutazione di Impatto Ambientale per le infrastrutture strategiche”.  Per le Associazioni ambientaliste il Ponte è pericoloso in quanto sarebbe un azzardo ingegneristico compiuto in una delle zone più sismiche del Mediterraneo; è un’infrastruttura inutile dal punto di vista della mobilità e della promozione dello sviluppo economico; costa uno sproposito, 8,5 miliardi di euro, che potrebbero essere usati in maniera molto più proficua; rappresenta una minaccia paesaggistica e ambientale, sia per l’impatto che avrà l’apertura di decine di cantieri sulle due rive dello Stretto (leggi tutto… ).

Il rapporto delle Associazioni ambientaliste

Alcune considerazioni sul progetto, di Stefano Sylos Labini

5 dicembre 2011

La politica dei redditi è sempre stata un tema centrale negli studi di Paolo Sylos Labini ed oggi ha acquisito particolare rilevanza la politica dei contratti, i quali stanno diventando sempre più diversificati sia sul piano territoriale che su quello aziendale. Contratti diversi possono portare a una maggiore adesione alle esigenze specifiche di imprese e lavoratori, ma potrebbero anche generare confusione e ripercuotersi negativamente sulle relazioni industriali. In un momento di grande difficoltà per il nostro Paese è assolutamente indispensabile che vi sia coesione tra le parti sociali e il Convegno organizzato dall’Associazione Paolo Sylos Labini cerca di dare un contributo in questa direzione.

Mercoledì 7 dicembre 2011 presso la Sala Guido Carli della Banca del Mezzogiorno – MedioCredito Centrale in via Boncompagni 12 dalle ore 15,30 alle 18,00.

Video e interviste su youtube e la registrazione audio su Radio Radicale.

Il testo dell’intervento di Stefano Sylos Labini.

Le slides dell’intervento di Antonella Stirati.


Ormai si è creato un vasto consenso sul fatto che la Banca Centrale Europea acquisti quantità illimitate di titoli del debito pubblico di paesi in difficoltà, come Italia e Spagna, ma non insolventi. Due questioni cruciali però si impongono. 1. E’ possibile affidare un potere così illimitato a una banca priva del sostegno di uno stato ? 2. Si tratta di un intervento necessario ma non sufficiente se non verranno predisposte politiche rivolte a sostenere la crescita della domanda aggregata  e se non saranno compresi i motivi di fondo che hanno generato la crisi che ci attanaglia (leggi tutto…).

Verso la fine della prima colonna - errata corrige evidenziata in grassetto:  …. I debiti si rinnovano sistematicamente, facendo del nuovo capitalismo finanziario, come è stato detto (Marc Bloch) uno strano sistema dove i debiti non si rimborsano mai. ….

19 novembre 2011
 
In questo difficile momento il paese ha bisogno di un governo autorevole che agisca con determinazione sia all’interno che nel quadro europeo e globale. Pur non nascondendo le gravi responsabilità che competono a buona parte della classe dirigente nazionale per non aver saputo attuare politiche che favorissero lo sviluppo del paese, la stagnazione dell’economia italiana nell’ultima decade trova la sua principale spiegazione nell’ambito del contesto macroeconomico europeo, e in particolare nell’assenza, nella costruzione dell’Unione Monetaria, di un quadro di politiche fiscali e monetarie coordinate volte alla crescita, alla piena occupazione, all’equilibrio commerciale fra gli stati membri, e a una maggiore equità distributiva nei paesi e fra i paesi (leggi tutto … ).
11 novembre 2011

Riproponiamo alcuni libri e interventi di Paolo Sylos Labini, uno dei primi a segnalare il pericolo che avrebbe trascinato a fondo il nostro Paese.

E i commenti impietosi della stampa straniera: Berlusconi ha messo a repentaglio l’Unione Europea (leggi tutto… ).

9 novembre 2011

Non si parla che di riforme. Ogni misura di politica economica è annunciata come una riforma anche quando si tratta di normale amministrazione. Il termine si è inflazionato. Riforme dovrebbero essere quelle che cambiano la struttura di un sistema, non quelle che ne modificano i parametri, come l’età pensionabile o il livello della contrattazione salariale (leggi tutto…).

29 ottobre 2011

Dopo la dichiarazione   sul sito dell’ANSA  in cui veniva riportato che Sylos Labini e Modigliani avrebbero considerato l’articolo 18 come un freno alle assunzioni,  il Ministro del Welfare Maurizio Sacconi nell’intervista al Corriere della Sera di sabato 29 ottobre  ha continuato ad insistere sull’argomento citando l’articolo di Paolo Sylos Labini “Libertà di licenziare per salvare l’occupazione” del 1985. Le affermazioni di Maurizio Sacconi sono false e strumentali perchè Paolo Sylos Labini in diversi libri e in diversi articoli, tra cui ricordiamo quello apparso su la Repubblica il 13 febbraio 2001 dal titolo Flessibilità, i pericoli della libertà di licenziare, non ha mai sostenuto la piena libertà di licenziare. Invitiamo ancora una volta il Ministro Sacconi a rileggersi con attenzione  quanto scritto da Paolo Sylos Labini per evitare dichiarazioni completamente infondate.

Sul Corriere della Sera di lunedì 31 ottobre nella sezione Interventi & Repliche è stata pubblicata la precisazione sul pensiero di Paolo Sylos Labini e su il Fatto Quotidiano di martedì 1° novembre è stata ripresa la notizia.

Stefano e Francesco Sylos Labini

25 ottobre 2011

Nell’ambito del dibattito sulle cause della crisi economica in atto si possono individuare due posizioni distinte: secondo una visione di tipo mainstream tale crisi è una delle possibili fasi negative del ciclo economico, perlopiù dovuta a fattori finanziari, con ripercussioni reali limitate e di breve periodo; secondo una visione di natura eterodossa la crisi attuale ha invece una doppia natura, finanziaria e reale, ed è di tipo strutturale, per cui tende a condizionare i fondamentali dell’economia nel lungo periodo. L’analisi di Paolo Sylos Labini, da cui prende spunto il nostro lavoro, rientra in quest’ultima visione. Infatti, nel suo Le prospettive dell’economia mondiale  del 2003,  Sylos Labini analizza i fattori reali e finanziari dell’economia americana e formula previsioni  pessimistiche sui futuri andamenti economici di questo paese e del resto del mondo, che oggi, alla luce degli avvenimenti accaduti dal 2007, si possono considerare realizzate (leggi tutto…. ).

4 febbraio 2009

Alla luce della drammatica testimonianza di Salvatore Borsellino il 28 gennaio 2009 a Piazza Farnese, a Roma, riproponiamo l’intervento di Paolo Sylos Labini il 23 febbraio 2002 al Palavobis di Milano.

15 maggio 2009

Caro Gianni,

ti scrivo per informarti che “la versione di Antonio” riportata nel tuo libro-intervista è lacunosa o addirittura falsa per quel che riguarda i fatti che portarono dapprima alla nascita della lista Di Pietro – Occhetto e poi all’entrata di Giulietto Chiesa nel Parlamento Europeo (per l’esattezza le elezioni europee si tennero nel 2004 e non nel 2005).  segue…

11 dicembre 2009

Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, impossibilitato a partecipare all’incontro indetto presso la Casa editrice Laterza in ricordo di Paolo Sylos Labini, per la coincidenza della visita di Stato del Presidente della Repubblica Socialista del Vietnam, ha inviato al figlio Stefano la seguente lettera:

segue qui

La nostra famiglia è veramente onorata e felice di avere qui tanti cari amici di papà. E ringraziamo anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il messaggio molto affettuoso che ci ha inviato.

Non pensavamo di celebrare questa commemorazione in un momento così drammatico per la tenuta della democrazia del nostro Paese, dove il Presidente del Consiglio per salvare sé stesso e il suo patrimonio ha scatenato uno scontro istituzionale senza precedenti. Una situazione che papà aveva perfettamente delineato e che sta impedendo di mettere in campo quelle risorse morali indispensabili per fronteggiare la peggiore crisi economica e sociale dalla Grande Depressione (continua… ).

3 febbraio 2010

Il Manifesto si propone di suscitare una discussione aperta sugli orientamenti della ricerca economica e delle sue implicazioni politiche e culturali, riprendendo i temi della “Lettera al Direttore” pubblicata su “Repubblica” il 30 settembre 1988, e firmata da Giacomo Becattini, Onorato Castellino, Orlando D’Alauro, Giorgio Fuà, Siro Lombardini, Sergio Ricossa e Paolo Sylos Labini. L’Associazione Paolo Sylos Labini, che si è fatta promotrice dell’iniziativa, raccoglie le adesioni. Per accedere clicca qui.

English version: Manifesto for freedom of economic thought.

10 aprile 2010

Dibattito intenso e una carrellata di opinioni di moltissimi economisti hanno segnato, venerdì 19 marzo, il seminario organizzato dall’Apsl e dal Dipartimento economia e lavoro del PD. Una tappa di riflessione che apre il dibattito a sinistra sulla scienza economica e comincia a mettere in discussione il pensiero unico neoliberista. Cominciamo a pubblicare i primi interventi scritti che ci hanno inviato i relatori e che stanno uscendo su molti siti dedicati al dibattito economico. Interesse anche da parte della stampa: un’intervista di Tonia Mastrobuoni a Stefano Fassina sul Riformista e l’articolo di Emilio Carnevali su Micromega. Gli altri interventi sul Manifesto sono in questa sezione. Disponibili anche i commenti con cui hanno motivato la loro adesione diversi firmatari.

21 aprile 2010

E’ accessibile sul sito dell’Apsl il numero di marzo di “Moneta e credito”. A tre anni dallo scoppio dello tsunami finanziario e nel mezzo del caso-Grecia, la rivista è interemente dedicata all’analisi della crisi. Contiene articoli di Mario Sarcinelli, Mario Tonveronachi, Pierluigi Ciocca, Carlo D’Adda, Giancarlo Gandolfo, Aldo Montesano e uno scritto introduttivo di Alessandro Roncaglia.

20 maggio 2010

Esce il nuovo libro di Alessandro Roncaglia

A quasi tre anni dallo scoppio della più grande crisi finanziaria ed economica dal 1929 e mentre l’Europa è scossa dal caso Grecia, il libro di Alessandro Roncaglia, scritto per l’Editore Laterza, svela la cifra culturale e traccia l’identikit delle teorie economiche che stanno alla radice del disastro. Una istruttiva analisi che consigliamo a tutti i nostri lettori e che è stata oggetto di una recensione di Emilio Carnevali su Micromega.

19 maggio 2010

La teoria dell’oligopolio sviluppata da Paolo Sylos Labini nel 1956 per il settore industriale potrebbe essere applicata a molti altri settori, da quello energetico a quello bancario e persino al settore del rating che in questi giorni ha lanciato degli allarmi molto discutibili sulla tenuta dei debiti sovrani di diversi paesi europei provocando il crollo delle borse di tutto il mondo. Al riguardo segnaliamo un’interessante intervista ad Alfonso Scarano analista finanziario indipendente e membro del Consiglio direttivo dell’AIAF, l’Associazione Italiana degli Analisti Finanziari, apparsa sul sito Soldionline, quotidiano economico finanziario.

13 maggio 2010

Riportiamo l’indice e la prefazione della nuova edizione del volume di Emiliano Brancaccio, La crisi del pensiero unico, dove l’autore esprime le sue considerazioni sul Manifesto per la libertà del pensiero economico (vedi nota 20).

17 maggio 2010

Pubblichiamo l’ intervista di Ignazio Dessi a Marcello De Cecco, autore di una delle relazioni alla commemorazione di Paolo Sylos Labini del 10 dicembre 2009 presso la Casa editrice Laterza. Il Professor De Cecco esprime le sue idee sull’integrazione europea, sull’economia italiana, sul federalismo e sulla speculazione in modo brillante e incisivo, com’è nel suo stile.

18 maggio 2010

L’Associazione Paolo Sylos Labini in collaborazione con il Popolo Viola, Micromega, Boicotta il Biscione, Articolo 21, Liberacittadinanza, Violaverso, Studenti Viola promuove le Lezioni di Crisi. Si tratta di lezioni leggere all’aperto svolte da esperti di economia e di politica davanti alla Camera e al Senato a partire da martedì 18 maggio.

19 maggio 2010

Uno dei punti qualificanti del Manifesto per la libertà del pensiero economico è rappresentato dall’impegno verso la costruzione di nuovi indici alternativi al prodotto interno lordo.  Negli ultimi tempi si stanno intensificando gli sforzi in questa direzione come testimoniano  le iniziative di Sbilanciamoci!, una delle organizzazioni che ha promosso Il Manifesto, e della Fondazione Symbola.

24 maggio 2010

L’adesione di peso di un economista che fu tra i fondatori della mitica scuola estiva di Trieste che per tanti anni ha riunito i post-keynesiani di tutto il mondo, da Hyman Minsky a Jan Kregel e Paolo Sylos Labini.  Di seguito le sue  motivazioni sintetiche e il testo  Economisti in tempi di crisi in cui Sergio Parrinello  esprime in modo esteso le sue considerazioni.

30 agosto 2010

Anche il governo americano si schiera contro la legge sulle intercettazioni, con una presa di posizione che ha pochi precedenti.  Ma allora la criminalità organizzata è al potere  ? Riproponiamo l’intervento di Paolo Sylos Labini del 23 febbraio 2002 al Palavobis, le dichiarazioni del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso e alcune informazioni su Berlusconi e la Banca Rasini (segue…. ).

29 maggio 2010

La manovra finanziaria colpisce pesantemente il pubblico impiego e gli enti locali e poichè il settore pubblico ha un peso elevato nel Mezzogiorno dato lo scarso sviluppo del settore industriale e, più in generale, del settore privato, ne consegue che la finanziaria ha degli effetti molto più negativi nel Sud che nel Nord del Paese (continua…

Segnaliamo l’articolo di Roberta Carlini sulle responsabilità della crisi economica. La giornalista  ricorda i capi di imputazione  del “Processo agli economisti“  di Roberto Petrini  e cita un  articolo di Giacomo Becattini, il quale ripropone la validità di un approccio semplice quanto dimenticato di Paolo Sylos Labini, Siro Lombardini e Giorgio Fuà: “una visione dell’economia politica come disciplina che ha contenuti e responsabilità sociali”. Si tratta dei riferimenti che hanno ispirato il Manifesto per la libertà del pensiero economico.

1 giugno 2010

Ottima iniziativa della casa editrice romana DeriveApprodi che ha deciso di ripubblicare, a cura di Giorgio Lunghini e Luigi Cavallaro, il saggio “Laissez faire e comunismo”, uscito nella rivista americana “The New Repubblic” nel 1926. Keynes demolisce l’individualismo filosofico ed economico. E’ qui il celebre passo sulle giraffe: “Se lo scopo della vita è quello di brucare le foglie fino ai rami più alti, il modo più ovvio per realizzarlo è lasciare che le giraffe dal collo più lungo affamino quelle dal collo più corto”.

Il Fatto Quotidiano entra a gamba tesa sulla crisi greca con un articolo di Vladimiro Giacché. È  sempre più diffusa la strana idea che la soluzione alla crisi sia quella di cancellare lo stato sociale (continua… )

7 giugno 2010

In occasione di un convegno di tre giorni su economia e ambiente tenutosi a Piombino, l’onorevole Marco Causi ha presentato il “manifesto” per libertà del pensiero economico e ha sviluppato poi alcuni punti di attualità (politiche europee, situazione italiana, distretti, ecc.). Di seguito le slides della sua relazione.

10 giugno 2010

Le restrizioni fiscali bloccheranno ogni timido segnale di ripresa economica in Europa. L’unico aspetto positivo della situazione attuale è che alla BCE è stato riassegnato un compito essenziale per una banca centrale, quello di sostenere la stabilizzazione del mercato dei titoli pubblici (continua…

“Dopo averci spiegato che la crisi era solo un raffreddore e che per curarla bastava spendere di più, ora Berlusconi, insieme al suo amico Barroso, ci spiega che gli europei sono vissuti al di sopra dei propri mezzi, perciò sono necessari duri sacrifici”.  Andriani sul quotidiano “il manifesto” del 27 maggio 2010 espone i rischi dell’euro-austerity (leggi)

14 giugno 2010

Intervista all’amministratore delegato di Kairos: “La volatilità eccessiva è dovuta all’azione delle grandi banche USA che muovono capitali immensi. Obama va nella giusta direzione: smantellare questo oligopolio spezzettando le attività (continua…)

15 giugno 2010

 ”Le politiche dei sacrifici intraprese dal governo italiano e da alcuni governi europei rischiano di produrre effetti opposti a quelli annunciati. Esse infatti accentuano la crisi, alimentano la speculazione e potrebbero condurre alla totale deflagrazione della zona euro”. E’ quanto scritto in un passaggio della ‘Lettera degli economisti’ illustrata il 15 giugno 2010 a Roma dai docenti universitari Bruno Bosco, Emiliano Brancaccio, Roberto Ciccone, Riccardo Realfonzo e Antonella Stirati. La Lettera è stata già sottoscritta da oltre 100 economisti provenienti da diverse scuole di pensiero. Tra di essi si annoverano illustri editorialisti delle maggiori testate nazionali ed alcune tra le più autorevoli firme della comunità scientifica internazionale. Qui i resoconti di agenzia e gli articoli su Repubblica e Micromega.

16 giugno 2010

“Perché dovremmo essere noi europei ad abbandonare le nostre idee, la tradizione di una economia per quanto possibile “gentile”? Perché lo vuole la Goldman Sach o Warren Buffet impauriti dalle scelte di Barack Obama?”. Con un articolo pubblicato dal sito del Nens, il centro studi che fa capo a Bersani e Visco, Roberto Seghetti entra nel cuore del problema: non è colpa dello Stato sociale se c’è la crisi ma della turbofinanza. (continua…

17 giugno 2010

Il PD vorrebbe creare condizioni di mercato maggiormente concorrenziali nel settore della distribuzione dei carburanti, che è oggi dominato da un oligopolio costituito da 8 società integrate verticalmente (1). Per questo intende presentare un emendamento all’art. 45 del DL manovra con l’obiettivo di contrastare il caro-carburanti  (continua…)

(1) In Germania un’indagine condotta dall’Antitrust tedesca è giunta alla conclusione che un oligopolio di 5 grandi società controlla i prezzi dei carburanti.

28 giugno 2010

Il 17 giugno 2010 il Consiglio europeo ha deciso di attribuire, nella sorveglianza di bilancio, importanza di gran lunga maggiore ai livelli e all’andamento dell’indebitamento e alla sostenibilità globale (punto 11.b). Già in un articolo comparso su Moneta e Credito nel 2003, Paolo Sylos Labini suggeriva un approccio “innovativo”  in cui  la sostenibilità dei debiti non doveva essere  giudicata isolatamente, ma considerando insieme i debiti privati delle famiglie e delle imprese e i debiti pubblici. Proponiamo una tabella sul debito aggregato dei paesi europei di Roberto Romano e l’analisi del vicedirettore della Banca d’Italia Ignazio Visco che, nel passare in rassegna la recente crisi europea, oltre al debito pubblico segnala anche il debito privato e quello della bilancia delle partite correnti.

18 giugno 2010

E’ possibile una uscita alternativa dalla crisi, che rimetta la finanza al suo posto, che costruisca un’economia sostenibile, che avvii politiche per uno sviluppo di qualità, che dia valore al lavoro, che riduca le disuguaglianze?  Una discussione sul volume Dopo la crisi, Proposte per un’economia sostenibile, a cura di Andrew Watt, Andreas Botsch e Roberta Carlini, in collaborazione con Sbilanciamoci! e Etui (Edizioni dell’Asino, 2010). Il libro, che da ottobre sarà in libreria, verrà presentato a Padova, Mercoledì 30 giugno ore 20,45, Sala Anziani di Palazzo Moroni (via del Municipio) e si può  scaricare gratis dal sito di sbilanciamoci. Su Micromega il commento di Emilio Carnevali e l’intervento di Roberta Carlini.

1 luglio 2010

Merkel contro Obama. Austerity contro ripresa. E’ un vero e proprio braccio di ferro quello tra la cancelliera tedesca e il presidente americano a pochi giorni dal G20 di Toronto, in  programma dal 25 al 27 giugno. La nostra simpatia è per Obama, che si trova in linea con il Manifesto contro la disoccupazione nell’Unione Europea. Il Manifesto fu presentato nell’autunno del 1998 da un gruppo di economisti di fama internazionale guidati da Franco Modigliani e che comprendeva Jean Paul Fitoussi, Beniamino Moro, Dennis Snower, Robert Solow, Alfred Steinherr e Paolo Sylos Labini. Una delle tesi più importanti riguardava il ruolo che la Banca Centrale Europea avrebbe potuto assumere in un programma di espansione degli investimenti volto a contrastare la disoccupazione nei paesi dell’UE (1).

24 giugno 2010

La storia, raccontata in modo brillante, dell’ideologia che ha segnato gli ultimi trent’anni. Con antenati, supporter e tifosi dell’ultima ora, persino a sinistra. Ne parlano con gli autori alla libreria Odratek, in via dei Banchi Vecchi, Roberto Petrini e Antonella Stirati. L’appuntamento è per mercoledì 30 giugno alle ore 18. Il libro è edito da Codice editore.

29 giugno 2010

La lettera degli economisti aveva lanciato l’allarme su una politica restrittiva che avrebbe aggravato la crisi ed avrebbe alimentato la speculazione conducendo alla deflagrazione della zona euro. Il dibattito è aperto: pubblichiamo un articolo di Alesina e Perotti  a favore della politica di austerity della Germania, l’intervento di Bisin e Boldrin sulla Lettera degli economisti, la replica di Sergio Cesaratto  e  l’articolo di Gerald Epstein  sulla rivista “economia e politica”.

1 luglio 2010

Una situazione di ricatto occupazionale e di attacco ai diritti dei lavoratori come quella di Pomigliano più difficilmente si sarebbe potuta verificare negli stabilimenti del Nord. In altri termini, si è scelto di attaccare Pomigliano che rappresentava il punto più debole del sistema per poi procedere – in caso di vittoria da parte della FIAT – anche negli stabilimenti del centro-nord. (continua…).

2 luglio 2010

C’è un filo rosso che lega il risveglio del dibattito economico a sinistra dopo lo scoppio della crisi del 2007-2008. Tre le caratteristiche principali di questo dibattito: 1. Il riconoscimento del neoliberismo come radice teorica e responsabile della crisi; 2. la critica della terza via alla Blair, alla Schroeder e della sinistra italiana; 3. Il tentativo di rivalutare il ruolo dello Stato, del welfare e della solidarietà e fare una riflessione critica sulla turbofinanza. Su tutti e tre i punti stanno nascendo una miriade di iniziative, fatte più di passione che di calcolo politico: una di queste è il “Manifesto per la libertà del pensiero economico“, lanciato dall’Associazione Paolo Sylos Labini che ha raccolto 700 firme, segue e in qualche modo trova sintonia, la “Lettera degli economisti” di Emiliano Brancaccio e Riccardo Realfonzo. C’è un grande movimento che ha trovato una prima sintesi politica nel convegno organizzato da “Le nuove ragioni del socialismo” e da “Mondoperaio”, dove si è fatta critica e autocritica nel segno di una riflessione comune. Pubblichiamo un articolo di Lanfranco Turci su “Le nuove ragioni del socialismo” che fa un bilancio di quell’interessante seminario. 

5 luglio 2010

L’Assemblea di Area Democratica di Cortona ha confermato lo stato di confusione del PD e l’impasse in cui si trova la gestione Bersani. Eppure c’è qualche segnale incoraggiante come il seminario organizzato il 19 marzo da Stefano Fassina con gli economisti critici che hanno firmato il Manifesto dell’Associazione Paolo Sylos Labini e il convegno organizzato dalla rivista Le nuove ragioni del socialismo con Mondoperaio, LibertàEguale e la Fondazione Socialismo sul tema Il socialismo europeo e la crisi economica internazionale. Qui l’ analisi di Lanfranco Turci.

11 luglio 2010

La nomina di Massimo D’Alema alla presidenza della Feps (Foundation for European Progressive Studies) – network dei think tank e delle fondazioni legate alle principali formazioni della sinistra europea come la Fondation Jean Jaurès, la Friedrich Ebert Stiftung, il Policy Network e la Fundación Ideas – ha rinfocolato nel nostro Paese il mai del tutto sopito dibattito sul presente e il futuro di categorie politiche come il socialismo democratico, la socialdemocrazia, il riformismo (continua…)

12 luglio 2010

“La libertà dei servi” di Maurizio Viroli è un libro brillante e tragico che descrive la situazione italiana dei nostri giorni. Nello Ajello ne fa un commento efficace sulle colonne di Repubblica in cui segnala gli scrittori che Viroli chiama a sorreggere la sua narrazione: da Tacito a Plutarco, passando per Machiavelli, Goldoni e Baldassarre Castiglioni, Gioberti e Mazzini, fino a Calamandrei, Salvemini, Sylos Labini, Bobbio e Sartori (continua…)

13 luglio 2010

Martedì 13 luglio, ore 19.30, alla Festa Democratica di Roma (Caracalla) nella serie di incontri di Rinascita è stato presentato il libro I gattopardi di Wall Street (EditricErmes) – cronaca di una crisi annunciata, necessità di una nuova Bretton Woods, di Mario Lettieri, sottosegretario all’Economia nel governo Prodi, e dell’economista Paolo Raimondi. Con gli autori sono intervenuti Giorgio Benvenuto, già presidente della Commissione Finanze del Senato, Jean Leonard Touadi, deputato PD, Roberto Petrini, giornalista de La Repubblica, Benito Li Vigni, esperto di questioni petrolifere. Sulla necessità di nuova Bretton Woods si era espresso anche Paolo Sylos Labini già nel lontano 1982 in un articolo su Repubblica.

15 luglio 2010

Sicuramente il Pil fornisce un quadro molto più realista nei paesi emergenti come la Cina, che sono caratterizzati da una forte crescita quantitativa, rispetto ai paesi “post-industriali” dove i servizi e l’economia immateriale rappresentano la quota principale di attività. Nel Manifesto per la libertà del pensiero economico era stata sollevata l’esigenza di andare oltre il Pil. In questo articolo di Carlo D’Ippoliti, apparso su sbilanciamoci.info, sono evidenzati, invece,  gli aspetti ancora utili dell’indicatore Prodotto Interno Lordo.

20 luglio 2010

Il Sole 24 Ore sta ospitando un dibattito importante che riguarda le ricette da proporre per la ripresa dell’economia. Proponiamo gli interventi di Paolo Leon, Antonella Stirati, Rosaria Rita Canale e Riccardo Realfonzo.

16 luglio 2010

Antonella Stirati risponde alle critiche sulla Lettera degli economisti, mentre Marco Musella mette in evidenza le affinità della Lettera con le tesi di Giovanni Sartori, che, sul Corriere della Sera del 25 giugno, aveva puntato il dito contro la finanziarizzazione dell’economia. Tutto ciò mentre Vendola convoca gli stati generali delle Fabbriche di Nichi il 16,17, 18 luglio a Bari e – volontariamente o involontariamente – scatena le polemiche. Sul Manifesto del 16 luglio una mail di Stefano Sylos Labini sintetizza il disagio e i malumori della sinistra per l’assenza di tutti gli economisti che negli ultimi mesi hanno alimentato il Nuovo Dibattito sull’economia post-crisi. In modo sorprendente, nei seminari della Fabbrica di Nichi spuntano nomi legati alle solite tendenze vetero-americane.

20 luglio 2010

Con coraggio e con straordinaria determinazione gli economisti americani scendono in campo e si mettono in gioco con un appello per la crescita contro l’austerità: si intitola Get America Back to Work ed è firmato dal Gotha a stelle e strisce. Tra i firmatari il Nobel Joseph Stiglitz, l’ex Fed Alan Blinder, Laura Tyson e Sidney Blumenthal, già consiglieri di Clinton. Un passo vale la pena citarlo subito: “Come negli Anni Trenta, c’è un grave calo della domanda aggregata e una perdita di fiducia da parte delle aziende. Come faceva notare Keynes, la necessità urgente è che il governo faccia fronte alla perdita di potere d’acquisto dei disoccupati e metta in atto altri programmi di spesa e tagli fiscali per sostenere la domanda”.  Ne riferisce Mario Platero sul Sole 24 Ore del 20 luglio.

21 luglio 2010

Nell’articolo “Un suicidio al ritmo di tango argentino” pubblicato sul Sole del 27 giugno, Alberto Bisin e Michele Boldrin hanno affermato che la Lettera degli Economisti di cui sono uno dei firmatari, a differenza dei contributi di alcuni noti accademici, come il premio Nobel Paul Krugman, ha il pregio di volere giustificare teoricamente e empiricamente le teorie keynesiane (continua… )

L’economia del Mezzogiorno si trova in grossa difficoltà sia per gli effetti della crisi internazionale sia per motivi strutturali di vecchia data. Il Rapporto Svimez presentato il 20 luglio all’ABI fornisce un quadro molto approfondito della situazione. Nel Sud serve una politica industriale ed è importante puntare su nuovi settori di produzione: è questo il tema del Capitolo XXII sulle energie rinnovabili e la green economy, elaborato con il contributo di Stefano Sylos Labini. Con l’occasione, grazie a Giovanni Bocco, riportiamo una vecchia intervista di Paolo Sylos Labini, pubblicata su Zadig, la Rivista teorica di Socialismo oggi, nel maggio 1985.

Il principale consulente economico di Obama e direttore del Consiglio Economico della Casa Bianca interviene nel dibattito tra crescita e austerity. Le parole dell’economista hanno un tono definitivo e lanciano un messaggio inequivocabile: la sola strada percorribile è quella di sostenere la ripresa a breve e di preoccuparsi del deficit solo nel medio-lungo termine (continua…)

29 luglio 2010

Moneta e Credito  e  PSL Quarterly Review,  le due riviste scientifiche che fanno capo all’Associazione Paolo Sylos Labini, sono di nuovo in rete con una ricca dotazione di articoli e analisi. Il nuovo numero di Moneta e Credito  si apre con una breve introduzione di Alessandro Roncaglia seguita da articoli di Alberto Quadrio Curzio (professore alla Cattolica di Milano e vicepresidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei) e dello stesso Roncaglia sulla crisi economica e finanziaria. Bruno Jossa, professore emerito all’Università di Napoli Federico II propone il tema della possibile transizione dal capitalismo a un sistema di imprese autogestite. La PSL Quarterly Review, in lingua inglese, contiene gli interventi di  Mario Sarcinelli (presidente di Dexia Crediop e vicepresidente dell’ABI) e di Mario Tonveronachi (professore all’università di Siena) nei quali si discutono i problemi di regolamentazione dei mercati finanziari, si suggeriscono interventi ben più decisi di quelli attualmente in discussione e si indicano i rischi di persistente fragilità sistemica della situazione attuale. Hossein Askari (professore alla George Washington University, Washington) e Noureddine Krichene (economista al Fondo Monetario Internazionale) analizzano la relazione tra inflazione nei mercati mondiali delle merci e politiche monetarie espansive. 

11 agosto 2010

Il 10 agosto 2010 la Federal Reserve ha deciso di acquistare titoli di stato a lungo termine reinvestendo le obbligazioni “tossiche” in scadenza legate ai mutui.  L’espansione monetaria è motivata dalla necessità di dare nuova linfa a un’economia che negli ultimi mesi ha perso colpi a causa dell’elevata disoccupazione che frena i consumi. Questa politica è in linea con il Manifesto contro la disoccupazione nell’Unione Europea. Il Manifesto fu presentato nell’autunno del 1998 da un gruppo di economisti di fama internazionale guidati da Franco Modigliani e che comprendeva Jean Paul Fitoussi, Beniamino Moro, Dennis Snower, Robert Solow, Alfred Steinherr e Paolo Sylos Labini. Una delle tesi più importanti riguardava il ruolo che la Banca Centrale Europea avrebbe potuto assumere in un programma di espansione degli investimenti volto a contrastare la disoccupazione nei paesi dell’UE (1).

24 agosto 2010
La nuova scommessa di Muhammad Yunus - dopo aver ribaltato gli assunti di base del mondo dell’economia con la sua idea di microcredito – sta nel pensare un capitalismo diverso, basato su imprese che abbiano per scopo non solo il raggiungimento del profitto ma anche la ricchezza sociale: il business sociale. In Si può fare ! Yunus entra nel merito degli esperimenti di business sociale avviati in questi ultimi anni, spiegando cosa ha funzionato e cosa invece è da cambiare (continua…). Segnaliamo che venerdì 27 agosto all’interno del Meeting di Rimini si terrà un incontro sul microcredito, dal titolo Il microcredito mi ha cambiato la vita (per il programma vedere qui).
 
25 agosto 2010

“Per difendere la Repubblica è necessario che l’Italia civile faccia sentire unanime la sua voce. A questa Italia che vuole rinascere dalle macerie in cui l’ha precipitata un regime di cricche chiediamo di scendere in piazza al più presto, l’ultimo sabato di settembre o il primo di ottobre, per una grande manifestazione a Roma”. Firma l’appello, passaparola su facebook e un’intervista a Paolo Flores d’Arcais, di Chiara Paolin, su Il Fatto Quotidiano, 25 agosto 2010.

7 maggio 2011

Come ha detto il nuovo segretario generale della Fiom Cgil Maurizio Landini, per far funzionare le fabbriche e ridurre le tante disfunzioni che presenta ogni progetto produttivo, servono la partecipazione intelligente e attiva dei lavoratori e il loro consenso. Ed è necessario un maggiore impegno della FIAT nella ricerca e sviluppo e nell’innovazione per realizzare prodotti di qualità. Il miglioramento della qualità dei prodotti può permettere di aumentare le vendite e quindi può far espandere la produzione. Così si possono mettere in moto le economie di scala che determinano la riduzione dei costi fissi per unità di prodotto e può aumentare la produzione per addetto che fa diminuire il costo del lavoro per unità di prodotto (CLUP). Da questo punto di vista possiamo affermare che i costi di produzione dipendono dalla qualità del prodotto. Purtroppo Marchionne o per ignoranza o perchè ha una concezione molto rozza, ha completamente ribaltato la strategia per portare la Fiat ad essere competitiva.

Qui alcuni dati sulle più importanti aziende automobilistiche europee e mondiali, un commento su il manifesto sardo, un articolo di Antonio Lettieri su Eguaglianza & Libertà e il piano tedesco  per lo sviluppo dell’auto elettrica.

20 agosto 2010

Vladimiro Giacché, editorialista del Fatto Quotidiano, ha redatto un reportage del suo viaggio in Cina. Un racconto che mostra una Cina molto diversa da quella dipinta dalla stampa italiana, soprattutto in campo economico. Utilizzo di alta tecnologia a basso impatto ambientale, competitività basata sull’elevata produttività del lavoro piuttosto che sul basso costo degli operai, manodopera qualificata, lotte sindacali e aumenti salariali al fine di creare un florido mercato interno, grande efficienza amministrativa, tecnologia avanzatissima (continua…).

6 settembre 2010

Guido Viale  su il manifesto  e Pierfranco Pellizzetti su il Fatto Quotidiano puntano il dito contro il liberismo e la politica della FIAT. Oggi si vogliono far passare come normali alcune posizioni che sono semplicemente reazionarie: l’impresa invece di coinvolgere i lavoratori nell’innovazione dei prodotti cerca di metterli sotto pressione con il ricatto occupazionale. Si vuol far credere che la lotta di classe sia superata, proprio nel momento in cui il divario nella distribuzione del reddito ha raggiunto livelli insostenibili, controproducenti per la stessa crescita dell’economia. E tutto questo accade con la complicità di un governo che ha fatto dell’illegalità la stella polare della sua politica.

14 settembre 2010

L’articolo di Emiliano Brancaccio pubblicato su Liberazione “Contro l’apertura indiscriminata dei mercati” in qualche modo si collega con l’analisi di Stefano Sylos Labini su Il manifesto sardo “Dal conflitto sociale a quello territoriale”. La globalizzazione dei mercati abbatte la forza rivendicativa, politica e sindacale, dei lavoratori e cioè il conflitto tra territori ridimensiona il carattere dell’internazionalismo della lotta di classe depotenziando il livello universale delle rivendicazioni sociali. Scrive Brancaccio: “la crisi economica mondiale ha scatenato un conflitto intercapitalistico tra liberoscambisti e protezionisti che durerà a lungo e che è destinato a mutare profondamente il corso degli eventi. Di questo scontro si sono accorti un po’ tutti: i movimenti neo-nazionalisti, così come le leghe. Al contrario i socialisti e i comunisti, e più in generale gli eredi delle tradizionali rappresentanze politiche e sindacali del lavoro, appaiono su questo tema silenti, estraniati dal dibattito”.

15 settembre 2010

Il Corriere della Sera del 15 settembre 2010 dà notizia che, per la prima volta, l’ industria automobilistica, le imprese di componentistica, le università e i centri di ricerca si mettono insieme per «fare sistema» con l’obiettivo di realizzare l’auto elettrica “made in Italy“.  Già nel 1991 Paolo Sylos Labini aveva sognato un auto elettrica e nel 2000, quando era in ballo l’accordo tra FIAT e General Motors, aveva rilanciato il tema facendo delle proposte molto precise per lo sviluppo tecnologico e industriale e per la diffusione civile dei veicoli elettrici. Sono intuizioni che oggi stanno diventando realtà.

Foreign Policy del 14 settembre 2010 racconta il crollo del paese nell’era di Berlusconi, tra le boutade in politica estera e l’economia in grande affannoL’articolo  scritto da James Walston comincia con un riadattamento dalla Divina Commedia di Dante,  “Ahi, serva Italia, di dolor ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di provincia ma bordello“, dedicato al declino del nostro paese nell’era di Berlusconi. E l’autore  ricorda che la frase di Dante era anche l’incipit di un’opera pubblicata postuma di Paolo Sylos Labini, Ahi serva Italia. Un appello ai miei concittadini (Editori Laterza, Prefazione di Roberto Petrini).  L’articolo di Walston è stato ripreso anche dal Sole24Ore e da l’Unità.

Il 15 settembre 2010 è uscito il nuovo numero di  Moneta e Credito. Si tratta di un numero speciale dedicato a Charles Kindleberger nel centenario della nascita; contiene articoli di Paolo Savona, Pierluigi Ciocca e Cosimo Perrotta, oltre alla ristampa di due articoli pubblicati da Kindleberger sulla rivista: le prospettive del dollaro e la sua autobiografia.

23 settembre 2010

Il destino delle banche dipende in primo luogo dallo sviluppo dell’economia del paese di origine. Per questo l’ex numero 1 di Unicredit è arrivato alla resa dei conti con la filosofia che espose in modo molto chiaro in un’intervista al Corriere della Sera del 4 dicembre 2006 quando disse: “Alle banche non spetta il compito dello sviluppo del Paese. Il nostro dovere è quello di creare valore per gli azionisti”. La strategia espansionista di Profumo si è dimostrata vincente durante la fase di crescita del 2003-2007, ma ha  portato Unicredit a trovarsi completamente impreparata quando è scoppiata la crisi finanziaria del settembre 2008. Da quel momento Unicredit, oltre ad aver registrato un tracollo dei profitti e delle quotazioni azionarie, è stata costretta a varare due aumenti di capitale. In questo quadro la posizione di Profumo si è indebolita sempre di più fino all’epilogo della sera del 22 settembre quando è stato sfiduciato dalla maggioranza del Consiglio di Amministrazione. Dunque, la vicenda dell’Unicredit può dare degli utili insegnamenti sul ruolo delle banche che non devono ritornare sotto il controllo discrezionale della politica, ma si devono assumere le loro responsabilità in un nuovo patto sociale con le imprese e con i sindacati (segue qui…). 

5 ottobre 2010

Per sostenere il rafforzamento dell’industria nazionale vi sono diverse strade che andrebbero intraprese e cioè: A. un più stretto collegamento tra la ricerca e la produzione; B. il coinvolgimento delle grandi imprese energetiche nei programmi di ricerca; C. l’aggregazione tra centri di ricerca e imprese e la costituzione di consorzi su progetti pilota; D. la messa a punto di un sistema di incentivi che colleghi la domanda con la produzione di nuove tecnologie energetiche, impianti e prodotti; E. un piano di investimenti per ammodernare e per ampliare la rete di trasmissione e di distribuzione dell’elettricità. La politica industriale è importante anche in virtù del fatto che la programmazione del 2007 – 2013 metterà a disposizione circa 4 miliardi di euro di fondi europei per lo sviluppo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, di cui 3 miliardi nelle regioni convergenza e 1 miliardo di euro nelle altre regioni italiane (leggi tutto).

Post Scriptum. Accanto ad una strategia industriale per lo sviluppo dei settori che producono le tecnologie per le fonti rinnovabili e per l’efficienza  occorre che vi sia una programmazione energetica dal momento che oggi gli impianti di produzione elettrica presenti nel nostro Paese hanno una capacità potenziale di circa 105.000 MW, mentre nel 2009 il picco massimo dei consumi  è stato di 67.000 MW. Per questo bisogna elaborare un piano di dismissione degli impianti più obsoleti, inefficienti ed inquinanti, che vanno rimpiazzati con i nuovi impianti alimentati dalle energie rinnovabili.

13 ottobre 2010

Andrea Camilleri: “Mi appello a tutti gli italiani di buona volontà, perché ce ne sono tanti: che si sveglino, che scendano in piazza con noi il 16 ottobre. La Fiom sta difendendo i diritti dei lavoratori e la dignità del lavoro. Con i diktat del modello Pomigliano Marchionne dà un cospicuo contributo al mutamento della democrazia italiana in una dittatura strisciante. Oggi, chi non osa minimamente dire il proprio pensiero insieme agli altri, finisce per dare una mano a questo governo”. L’Associazione Paolo Sylos Labini coglie l’occasione per esprimere la solidarietà alla CISL per gli attacchi subiti ed auspica l’unione delle forze sindacali al fine di difendere nel modo migliore l’occupazione, i salari e i diritti dei lavoratori.

16 ottobre 2010

Che cos’è oggi il ceto medio italiano? Tre elementi ci colpiscono subito. In primo luogo l’incessante crescita numerica. In base ai dati forniti da Paolo Sylos Labini, i ceti medi urbani italiani, in cui l’autore raggruppa le principali categorie dei piccoli imprenditori, degli impiegati pubblici e privati, degli artigiani e dei commercianti rappresentavano nel 1881 il 23,4% della popolazione, mentre nel 1993 toccavano il 52%. Oggi secondo le stime si attestano attorno al 60%  (continua…).

Saggio sulle classi sociali *, Laterza, 1974

Le classi sociali negli anni 80 *, Laterza, 1986

* Il caricamento del file può richiedere alcuni minuti, in alternativa, è consigliabile fare un clik con il tasto destro del mouse per salvare il documento con nome 

17 ottobre 2010

Proponiamo un articolo di Riccardo Realfonzo sulle ragioni della FIOM pubblicato su Economia e Politica. La manifestazione imponente di sabato 16 ottobre a San Giovanni ha dimostrato che esistono vasti strati sociali e milioni di lavoratori di diversi settori economici che si riconoscono nelle posizioni che la FIOM ha coraggiosamente portato avanti negli ultimi mesi. Ma tutto questo ha bisogno anche di uno sbocco sul piano politico. E la manifestazione del 16 ottobre ancora una volta ha confermato la debolezza delle forze politiche che dovrebbero rappresentare le rivendicazioni economiche e sociali dei lavoratori: il leader del PD ha evitato di partecipare confermando l’ambiguità e l’ipocrisia delle sue posizioni a favore del lavoro, mentre le forze a sinistra del PD appaiono divise in mille fazioni e continuano a perseguire strategie suicide basate su personalismi velleitari e su arroccamenti anacronistici. La manifestazione del 16 ottobre ci dice invece che tutte le forze di sinistra e ambientaliste dovrebbero impegnarsi verso uno sforzo di unità e la FIOM, grazie alle credibilità e al prestigio che ha acquisito in questi mesi, potrebbe assumere un ruolo di leadership e di catalizzatore in questo percorso.

21 ottobre 2010

Il 21 ottobre è uscito il nuovo numero di settembre della rivista PSL Quarterly Review.  Una breve introduzione di Alessandro Roncaglia è seguita da articoli di Fratianni e Marchionne su “The banking bailout of the subprime crisis: size and effects”, di Sabbatini e Zollino su “Macroeconomic trends and reforms in Germany”, di Maes su “Alexandre Lamfalussy and the origins of the BIS macro-prudential approach to financial stability”. Ricordiamo che un mese fa era uscito il numero monografico di settembre di Moneta e Credito dedicato a Charles Kindleberger nel centenario della nascita, con articoli di Savona, Ciocca, Perrotta e la ristampa di due articoli di Kindleberger già pubblicati su Moneta e Credito.

25 ottobre 2010

L’intervista di Fabio Fazio a Sergio Marchionne su Raitre di domenica 24 ottobre ha scatenato un putiferio: l’ad della Fiat ha scaricato sui lavoratori tutte le colpe degli insoddisfacenti risultati economici dell’azienda in Italia. Ma le cose stanno in un altro modo come ci spiegano due esperti dell’industria italiana:  Luciano Gallino e Massimo Mucchetti, mentre Tonia Mastrobuoni si chiede: “Ma a Fabio Fazio chi le ha scritte le domande ? “.

30 ottobre 2010

Dopo il Manifesto per la libertà del pensiero economico e la Lettera degli economisti, il 30 ottobre 2010 è stato lanciato un nuovo appello da 130 economisti per una tassa sulle transazioni finanziarie. Questo è il messaggio dell’appello: “I consumi di beni alimentari di prima necessità sono tassati in modo significativo. Le aliquote sui redditi da lavoro sono arrivate a livelli insostenibili. Quali meriti si sono conquistati i “consumi finanziari” per guadagnarsi l’esenzione da qualunque piccola tassa? Perché vogliamo privare chi compra e vende sui mercati della gioia di contribuire al bene comune? Il motivo più frequentemente addotto è che una tassa sulle transazioni finanziarie solo in alcuni paesi (o in un’area allargata come quella della Ue) farebbe fuggire i capitali” (leggi l’appello).

20 ottobre 2010

Dopo la pubblicazione della Lettera degli economisti, anche gli studiosi francesi hanno prodotto un documento contro le politiche restrittive adottate dai governi europei per fronteggiare la crisi. Il Manifeste d’économistes atterrés riprende i temi della Lettera e sottolinea i rischi legati alle politiche economiche attualmente imposte in Europa e all’assetto istituzionale dell’Unione Monetaria Europea. Il Manifesto è  disponibile anche in inglese.

1 novembre 2010

La legge sul “Collegato lavoro” recentemente approvata dal Parlamento aumenta la debolezza dei lavoratori nei confronti delle imprese e rappresenta un passo ulteriore verso una maggiore flessibilità del lavoro, che per molti politici ed economisti è la condizione fondamentale per garantire occupazione e sviluppo economico. Ma, come ci insegnano economisti classici del calibro di Adam Smith e David Ricardo, il motore dello sviluppo è costituito dalla crescita della produttività e noi su questo terreno stiamo perdendo colpi in modo preoccupante (leggi tutto).

10 novembre 2010

Giovedì 25 novembre 2010 la rivista Le nuove Ragioni del Socialismo e la Friedrich Ebert Stiftung organizzano “I Socialisti nell’Europa in Crisi”. Il convegno avrà luogo presso lo Spazio Europa, via IV Novembre 149 –Roma, a partire dalle ore 09.00, con chiusura dei lavori prevista per le 18.30. Su Le Nuove Ragioni del Socialismo lo scorso ottobre è stato pubblicato un interessante articolo di Lanfranco Turci. L’autore sostiene la necessità di riprendere le battaglie per i lavoratori precari e di riallacciare i ponti con il socialismo europeo per riaprire la partita a sinistra (leggi tutto ….).

16 novembre 2010

L’unica possibilità per evitare di mettere in piedi un mero accordo di potere per fini elettorali tra PD, UDC e FLI sarebbe quella di porre la crescita del Mezzogiorno al centro di un progetto politico condiviso. Solo riducendo il divario Nord-Sud si può arginare lo strapotere della Lega, che è sempre più forte proprio perché il divario continua ad allargarsi (leggi tutto… ).

14 luglio 2011

Al quinto anno dalla scomparsa, la famiglia e l’Associazione hanno organizzato insieme all’ Università  Luiss la commemorazione per ricordare Paolo Sylos Labini. L’evento si è tenuto presso la sede della Luiss in Viale Romania 32, Aula Silvano Toti alle ore 18,00 martedì 7 dicembre. Sono intervenuti Alessandro Laterza, Stefano Sylos Labini, Giorgio Ruffolo, Alessandro Roncaglia, Furio Colombo, Marco Causi, Elio Veltri e Marcella Corsi. 

 

6 dicembre 2010

Sono stati pubblicati i numeri di dicembre di Moneta e Credito, con articoli di Sarcinelli, Conte e Reati e la recensione di Marcuzzo a un libro di Salvati; e di PSL Quarterly Review con articoli di Masera, Tonveronachi, Askari et al..

28 febbraio 2011

Pubblichiamo la tesi di laurea di Paolo Sylos Labini dal titolo “Gli effetti economici delle invenzioni sulla organizzazione industriale”. La tesi ebbe come relatore il Prof. Ugo Papi, dell’Università di Roma, Facoltà di Giurisprudenza, e fu discussa nel luglio 1943.  Nel lavoro giovanile  si intravedono gli spunti che porteranno al famoso libro celebre in tutto il mondo: “Oligopolio e progresso tecnico” pubblicato per la prima volta nel 1956 e successivamente aggiornato e ristampato.  

1 gennaio 2011

Subito dopo la caduta del muro di Berlino, nel 1990 e nel 1991  in Italia si mettono in moto delle spinte centrifughe che mirano a dividere il paese. Nel settentrione cresce la Lega Nord mentre al Sud nascono le Leghe meridionali per l’autonomia del Mezzogiorno. Nel 1992 e nella prima metà del 1993 sono compiuti dalla mafia omicidi e stragi eclatanti sia in Sicilia  che nel continente. Ma nella seconda metà del 1993 le stragi cessano e all’inizio del 1994 nasce Forza Italia che cambierà il corso della politica in Italia. Uno degli effetti della comparsa del nuovo partito è quello di arginare la crescita della Lega Nord e di inglobare  i movimenti per l’autonomia del Mezzogiorno. Tuttavia, se sul piano politico-istituzionale la divisione dell’Italia si arresta - a differenza della Jugoslavia, l’Italia è un paese interamente cattolico – sul piano economico questo processo continua ad andare avanti per le privatizzazioni di banche e imprese e per il decentramento amministrativo e finanziario. Tali decisioni hanno avuto l’effetto di indebolire il potere dello Stato centrale e quindi di far aumentare ancora di più il divario tra Nord e Sud e l’influenza della criminalità organizzata.

Ma che cosa è successo davvero nei primi anni ’90 in Italia ? Nella nota su il manifesto sardo sono riportate alcune considerazioni sul tema, nel libro di Maurizio Torrealta  viene svolta  un’approfondita analisi a livello nazionale e negli articoli di Antonio Gentile e Antonella Randazzo vi sono dei collegamenti con il contesto internazionale.

5 aprile 2011

Chi considera le Partecipazioni Statali un’esperienza negativa e da non ripetere si dovrebbe ricordare che l’industrializzazione degli anni ‘50 e ‘60, è stata trainata in buona parte dall’azione e dagli investimenti delle grandi imprese pubbliche. La rapida industrializzazione ci ha permesso di diventare uno dei paesi più avanzati nel mondo ed ha determinato un forte sviluppo delle regioni meridionali che hanno recuperato terreno nei confronti di quelle settentrionali (segue…).

30 giugno 2011

Una tassa dell’Ue su tutte le transazioni finanziarie che alimenterà il bilancio comunitario con circa 37 miliardi di euro all’anno al 2020. Sono queste le grandi linee della proposta che la Commissione europea presenterà a settembre, ma che è stata già annunciata ieri a Bruxelles, in tarda serata, dal presidente dell’Esecutivo comunitario, José Manuel Barroso, e dal commissario al Bilancio, Janusz Lewandowski, come una delle pietre angolari delle nuove prospettive finanziarie per il periodo 2014-2020. Ma questa proposta ha già incontrato l’ostilità di Trichet e del ministro degli Esteri tedesco, Westerwelle.

Ricordiamo che 350 economisti di tutto il mondo avevano sottoscritto una lettera a favore di una tassa sulle transazioni finanziarie (TTF), mentre la campagna ZeroZeroCinque (www.zerozerocinque.it), insieme ad altre omologhe campagne internazionali come www.robinhoodtax.org, hanno dato una forte spinta in questa direzione.  Qui un’intervista a Paolo Leon  sulla tassa alle transazioni finanziarie e un’intervista  di Marcello De Cecco su come uscire dalla crisi.

11 aprile 2011

La Banca Centrale Europea ha alzato i tassi d’interesse nell’eurozona dall’1 per cento all’1,25 per cento. Trichet, il presidente della Bce, aveva annunciato il rialzo un mese fa, motivandolo con i rischi d’inflazione legati all’aumento delle materie prime energetiche sottolineando che “quando c’è uno shock petrolifero” la responsabilità della Bce è quella di evitare “un effetto-travaso” sui salari, ossia un loro aumento. Questa manovra è sbagliata per almeno 5 motivi (continua…).

Dopo tre anni dallo scoppio della crisi  nulla è cambiato nell’insegnamento universitario: il pensiero dominante è ancora legato a filo doppio con il potere economico, finanziario e politico. Per questo un gruppo di economisti svizzeri ed europei ha lanciato un nuovo appello in linea con il Manifesto per la libertà del pensiero economico  per affermare un approccio pluralistico nella scienza economica (leggi l’appello…). 

12 aprile 2011

Riportiamo l’intervista di Don Giorgio  a  EXIT, Uscita di Sicurezza del 6 aprile 2011

13 aprile 2011

Senza scienza il Pil non cresce. Eppure la ricerca scientifica italiana è sottofinanziata, il network scientifico nazionale è appesantito da un’inutile burocrazia e l’assenza di un sistema meritocratico sfavorisce la categoria più strategica nella nuova sfida planetaria: i giovani. Alcuni fuggono, altri lottano lo stesso in laboratorio, ma tutti sognano qualcos’altro. “Chiudersi nella propria ricerca, pubblicare sulle riviste più prestigiose,  viaggiare: solo così ci si sente parte di un mondo stimolante dove si viene giudicati per quel che si vale” dice Francesco Sylos Labini, coautore di I ricercatori non crescono sugli alberi, un libro che incita l’Italia  a cambiare (leggi tutto….). 

21 aprile 2011

Il 23 novembre del 1986, una domenica mattina, 30mila contribuenti sfilarono per le vie di Torino per protestare contro il fisco. L’organizzatore della marcia fu un certo Sergio Gaddi che pubblicava un foglio intitolato “Controstampa”. Alla testa del corteo c’era il futuro ministro della Difesa del centrodestra, Antonio Martino, affiancato dall’economista Sergio Ricossa. Il ministro delle Finanze era allora Bruno Visentini e la manifestazione suscitò più curiosità che altro. A dare sostanza a quella prima rivolta scese in campo proprio Giulio Tremonti che in quell’anno pubblicò il suo pamphlet intitolato “Le cento tasse degli italiani”  (leggi tutto… ).

20 aprile 2011

E’ stato costituito il Melograno Rosso, una Rete di collegamento, a struttura aperta, tra tutte le realtà non partitiche che si richiamano al socialismo (nel senso più ampio della parola: democratico, liberale, libertario) e le esperienze di liberalismo di sinistra le quali condividono l’esigenza di riorganizzare la sinistra italiana attorno ad un grande partito di sinistra, socialista e popolare. La Rete, nel rispetto dell’autonomia dei vari soggetti collettivi che hanno manifestato l’intenzione di aderire o che aderiranno, opera nella forma dell’associazione non riconosciuta, senza scopo di lucro ed è denominata Network per il socialismo europeo, con sede in Roma alla via Edgardo Ferrati, 12.

5 aprile 2011

Le riforme dell’attuale governo di centrodestra, a cui si accompagna un attacco violento e sistematico di esponenti dell’università privata nei confronti dell’università pubblica, hanno una serie di finalità che non riguardano solo la riduzione dei finanziamenti e il ridimensionamento delle università pubbliche (leggi tutto…).

1 febbraio 2010

Le grandi imprese potrebbero svolgere un ruolo fondamentale per lo sviluppo dell’industria delle nuove tecnologie energetiche. Queste imprese vengono comunemente definite “public utilities”, ossia imprese di pubblica utilità che erogano servizi fondamentali ai cittadini. In realtà si tratta di imprese che in alcuni casi estraggono e in generale comprano, trasformano e rivendono energia – elettricità, olio combustibile, benzina, gas per usi industriali e civili – e che quindi possono essere considerate analogamente alle imprese della trasformazione industriale (leggi tutto… ).

13 febbraio 2006

L’Italia ha la più alta dipendenza dai combustibili fossili di importazione tra i grandi Paesi europei. Questa situazione, oltre a penalizzarci pesantemente sul piano dei conti con l’estero e sulla competitività dell’economia, aumenta la nostra vulnerabilità di fronte alle turbolenze internazionali. Inoltre, il crescente utilizzo dei combustibili fossili non permette di ridurre le emissioni di CO2 per rispettare il Protocollo di Kyoto. In questo quadro, l’Italia deve assolutamente definire una politica della ricerca e dell’energia che abbia come obiettivi la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili e lo sviluppo di nuove tecnologie e nuovi prodotti a basso impatto ambientale (leggi tutto… ).

18 settembre 2009

Lo sbarramento del 4% alle elezioni europee ha avuto l’effetto di far aggregare diverse forze politiche di sinistra in due liste elettorali: Sinistra e Libertà e la lista di Rifondazione e dei Comunisti Italiani. A questo punto spero che tali aggregazioni rappresentino il primo passo verso la costituzione di una più vasta alleanza rosso-verde altrimenti il rischio è quello di non avere una massa critica sufficiente per negoziare poi un accordo con il Partito Democratico e l’Italia dei Valori. Inoltre, credo sia importante sottolineare che la riconversione energetica basata sulle rinnovabili e sul risparmio-efficienza sia il progetto vincente sul piano occupazionale e imprenditoriale (per ciò che attiene alla creazione di profitti). Solo così si possono attirare i sindacati, gli industriali e le forze politiche come il PD in un progetto di crescita sostenibile. E qui entra in gioco l’esigenza di una politica di programmazione dello sviluppo perché il mercato da solo non è in grado di trainare la riconversione energetica dell’economia e di riportare la disoccupazione su livelli socialmente accettabili (leggi tutto… ).

9 luglio 2009

Altro che intervento pubblico nell’economia, programmazione dello sviluppo, politica industriale per trainare la riconversione energetica della produzione e dei consumi. Se si guarda alle dichiarazioni di diversi esponenti del Partito Democratico sull’esito delle elezioni europee e sulla crisi della socialdemocrazia emerge l’esatto contrario. Le affermazioni sono sconcertanti se pensiamo che oggi il meccanismo di mercato è completamente paralizzato e l’intervento pubblico rappresenta l’unica strada per rimettere in moto l’economia (leggi tutto… ).

20 marzo 2009

Programmazione, austerità e questione morale: i riferimenti politici, economici e culturali di una nuova aggregazione progressista che miri alla riconversione energetico-ambientale del sistema economico, ad una distribuzione del reddito più equa, alla lotta alla corruzione ed al ripristino della legalità (leggi tutto… ).

19 febbraio 2009

La vittoria di Barack Obama e la recente approvazione del pacchetto clima in sede europea costituiscono due eventi di fondamentale importanza per lo sviluppo di un’economia meno dipendente dai combustibili fossili e a basso impatto ambientale. A ciò si aggiunge che la crisi del mercato e dell’ideologia liberista sta riportando in auge l’intervento dello Stato, indispensabile per promuovere e accelerare la ricerca e gli investimenti nelle nuove tecnologie e nei nuovi prodotti. Dunque, oggi si sono create delle condizioni che possono permettere di coniugare i valori e gli obiettivi dell’ambientalismo con un’impostazione di politica economica di sinistra. Ciò significa che a prescindere dallo sbarramento elettorale, dobbiamo impegnarci per costruire un’ampia coalizione “rosso-verde” per rilanciare una politica di programmazione dello sviluppo (leggi tutto…).

18 giugno 2008

Spesso i grandi cambiamenti si sono verificati in seguito ad eventi catastrofici come è accaduto dopo le due guerre mondiali e la grande crisi del 1929. Anche la caduta del comunismo all’inizio degli anni ’90 ha spalancato le porte ad imponenti processi di privatizzazione e di deregolamentazione che hanno contrassegnato l’evoluzione dell’economia mondiale negli ultimi quindici anni (leggi tutto… )*.

* Testo esteso dell’intervento svolto all’Assemblea di Sinistra Democratica a Chianciano sabato 28 giugno 2009.

20 aprile 2008

Le elezioni del 13 e del 14 aprile sono state caratterizzate dall’affermazione della Lega Nord, che, insieme al Partito di Berlusconi e Fini e al gruppo siciliano guidato da Lombardo, è ritornata al governo del Paese. L’ottimo risultato della Lega può essere considerato come la conseguenza del procedere della crisi economica internazionale la quale ha spinto la popolazione del Nord nel suo insieme a puntare su un Partito che rappresentasse gli interessi territoriali oltre che quelli sociali, dal momento che il disagio sociale dipende anche dal grado di sviluppo del territorio circostante (leggi tutto…).

15 giugno 2009

Oggi ci troviamo in un momento cruciale nell’evoluzione dell’economia mondiale. Da un lato il sistema capitalistico è precipitato in una gigantesca crisi di sovrapproduzione la quale è scoppiata per effetto del crollo della domanda aggregata. Dall’altro lato le politiche keynesiane di spesa in deficit, che in questo periodo sono affiancate da una fortissima espansione monetaria attuata dalle Banche Centrali di tutto il mondo, rappresentano nel breve periodo l’unico sistema di intervento in grado di trainare la ripresa della domanda, della produzione e dell’occupazione (leggi tutto… ).

14 febbraio 2011

Per uscire dalla recessione l’Unione Europea ha deciso di intraprendere una strada molto contraddittoria: rilanciare la crescita dell’economia e dell’occupazione risanando i conti pubblici. Se, però, si taglia la spesa pubblica senza che vi sia un progetto di sviluppo, si penalizzeranno in primo luogo le aree periferiche dell’Europa, che hanno un settore privato molto debole e dipendono in modo preminente dal settore pubblico (leggi tutto…).

Qui il programma del Convegno e un articolo di Alfonso Gianni  sui temi più significativi che sono emersi nelle due giornate di studio. Sulle potenzialità dell’industria verde in termini di Pil e di occupazione nel nostro Paese, il CER ha realizzato una  ricerca  che è stata presentata il 6 luglio 2011. 

19 marzo 2009

In queste brevi considerazioni sulla crisi economica e finanziaria del 2008/2009 partirò dalla constatazione che alla forte restrizione monetaria determinata dal mercato gli Stati Uniti stanno rispondendo con una drastica espansione della base monetaria (Fig. 1) e del deficit pubblico il quale  toccherà i valori massimi dalla seconda guerra mondiale (sarà intorno al 10% del Pil nel 2009) (leggi tutto… ).

Quando peggiorano le aspettative di crescita dell’economia, crolla la fiducia nella capacità di rispettare gli impegni di pagamento (sostenibilità del debito) e si rompe l’equivalenza tra debito e moneta: i titoli finanziari perdono il loro controvalore monetario, il debito rimane mentre la moneta fiduciaria si distrugge e si creano così gli assets  tossici.  Dunque, la moneta endogena creata dal settore privato è in relazione diretta con l’inflazione  finanziaria e quindi con l’andamento del ciclo economico: il suo valore aumenta con il prezzo delle attività (anche i titoli del debito pubblico presentano questa caratteristica). Diverso è il discorso per la moneta creata dalla Banca Centrale poiché il valore è inversamente correlato con l’inflazione reale  (prezzi dei beni e dei servizi).

4 gennaio 2009

Nel settore energetico, in quello bancario, nella telefonia mobile e fissa e nelle assicurazioni  oggi esiste una tendenza verso la concentrazione delle imprese, le quali accrescono il loro potere di mercato e possono determinare i prezzi finali applicando un margine sui costi variabili (lavoro,  energia, materie prime, denaro – leggi tutto… ).

Qui alcuni approfondimenti sull’oligopolio elettrico, dei carburanti, del settore bancario e del settore  del rating.

17 dicembre 2008

L’approvazione del pacchetto Clima Energia comporterà l’avvio di un lungo e profondo processo di  riconversione energetica della nostra economia, la quale dipende per l’85% dall’utilizzo di combustibili fossili, gas petrolio e carbone. Oggi in Italia questi consumi sono pari a circa 170 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) mentre le emissioni di anidride carbonica hanno raggiunto 580 milioni di tonnellate (leggi tutto… ).

Qui il programma del Convegno, alcuni dati sui costi delle tecnologie che sfruttano le fonti rinnovabili e le emissioni di anidride carbonica in Italia nel 2006.

21 maggio 2008

La disfatta elettorale della sinistra non deve indurre al pessimismo se guardiamo alle tendenze in atto sul piano energetico, ambientale e alimentare a livello mondiale e all’evoluzione dell’economia del nostro paese. La situazione energetica sempre più critica, l’entrata in vigore del protocollo di Kyoto e i recenti obiettivi energetici e ambientali che sono stati delineati in sede europea rappresentano dei passi che rientrano in un percorso di regolamentazione e di programmazione tipici di una politica di sinistra (leggi tutto… ).

13 marzo 2008

In questo breve commento vorrei partire da quello che a mio avviso è un errore di impostazione del programma economico del Partito Democratico e consiste nel fatto che la parola chiave che avrebbe dovuto caratterizzare la linea non è “crescita” ma investimenti, sia pubblici che privati. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che la crescita è una condizione necessaria ma non sufficiente a garantire a tutti un miglioramento economico e della qualità della vita e che le politiche per promuovere la crescita si fondano su un deciso rilancio degli investimenti i quali devono essere accompagnati da misure fiscali e sociali volte a contrastare le tendenze verso un’accentuazione delle disuguaglianze (leggi tutto… ).

24 gennaio 2008

In una strategia che metta al centro non la crescita quantitativa, ma un progetto di riconversione energetica e ambientale dell’economia, la sinistra, oggi percepita come una forza che sta sulla difensiva perché non ha elaborato un progetto politico che governi lo sviluppo e che sia credibile sul piano economico, può invece disporre di strumenti di elaborazione e di intervento ben più efficaci di quelli della destra (leggi tutto… ).

29 settembre 2007

La Conferenza sul Clima ha messo in luce ancora una volta la sintonia tra la Confindustria ed alcuni esponenti del governo sull’urgenza di accelerare la costruzione dei rigassificatori, di potenziare l’uso del carbone e di rilanciare l’energia nucleare. Al riguardo, vorrei ricordare che all’inizio degli anni ’60 l’Italia era all’avanguardia nel settore nucleare grazie agli investimenti delle imprese pubbliche, come l’ENI di Enrico Mattei, e dei centri di ricerca pubblici, come il CNEN diretto da Felice Ippolito (leggi tutto…).

26 maggio 2007

Negli ultimi anni la comparsa sulla scena globale di economie che finora erano considerate stazionarie e che coinvolgono circa 2,5 miliardi di persone, ha innescato una profonda trasformazione negli equilibri energetici e ambientali del pianeta. La Cina e l’India, da un decennio a questa parte, hanno iniziato a conseguire dei tassi di crescita sempre maggiori che sono stati associati ad un aumento nei consumi di energia e ad un impatto ambientale impressionante (leggi tutto… ).

4 luglio 2007

In questa relazione cercherò di mettere nella massima evidenza il ruolo dell’intervento pubblico nei processi di innovazione e nella crescita dell’economia, ponendo un’attenzione particolare sulla domanda pubblica di nuove tecnologie. Questo perché il cambiamento tecnologico, cioè lo sviluppo e la diffusione delle innovazioni nel sistema di produzione e nella società, dipende in modo rilevante anche dalle scelte e dagli obiettivi delineati in sede politica e di governo  (leggi tutto… ).

Qui il programma del Convegno

10 maggio 2007

Nei giorni scorsi si è intervenuti per legge per “costringere” le imprese di telefonia, le banche, le società che vendono carburanti e le assicurazioni a: 1) far pagare solo quello che si consuma (abolizione costi di ricarica telefonini); 2) permettere al consumatore di scegliere; 3) aumentare le informazioni sui prezzi dei carburanti per spingere i prezzi al ribasso; 4) abolire gli adempimenti e le spese bancarie (notaio e quietanza da parte dell’istituto finanziario); 5) vietare alle compagnie assicurative di stipulare con i propri agenti contratti che prevedano clausole di distribuzione esclusiva di polizze relative al ramo danni; 6) vietare alle compagnie di assicurazioni di offrire polizze pluriennali con il vincolo decennale di durata. La domanda che sorge è: chi impediva alle imprese, alle banche e alle assicurazioni di applicare liberamente queste misure? (leggi tutto… ).

20 marzo 2010

Il Manifesto per la libertà del pensiero economico proposto dall’Associazione Paolo Sylos Labini è un tentativo per attrarre soggetti e organismi di diversa estrazione politica e culturale dopo il tracollo del modello liberista. Un modello che ha posto l’arricchimento individuale (di pochi) come stella polare dello sviluppo dell’economia. Ora bisogna tornare verso uno sviluppo sostenibile, verso l’impegno per il bene comune, verso una distribuzione del reddito meno diseguale. E occorre una nuova etica nell’economia e nella responsabilità pubblica, altrimenti, il rischio è che superata la crisi del 2008/2009 ci ritroveremo in un’altra crisi non meno grave della precedente (leggi tutto… ).

Intervento al seminario del 19 marzo 2010 pubblicato su Sbilanciamoci

Intervista alla Radio Svizzera RSI Rete Due a cura di Orazio Martinetti

13 novembre 2007

Il premio Nobel assegnato ad Al Gore ha confermato l’importanza che i cambiamenti climatici hanno assunto non solo tra gli scienziati ma anche negli ambienti politici ed economici e nell’opinione pubblica. In generale, vi è un certo consenso sul fatto che l’attività umana stia determinando delle alterazioni sugli equilibri climatici del nostro pianeta, però esistono diverse idee sull’evoluzione del clima nel futuro. In questo articolo si cercherà di fare il punto per delineare dei possibili scenari sui cambiamenti climatici che potrebbero verificarsi in tempi non lontani. Tali scenari dipenderanno anche dalle politiche che verranno messe in atto nei prossimi anni a livello globale (leggi tutto… ).

14 gennaio 2006

Bisogna ammettere che sotto un certo punto di vista papà è stato fortunato perchè ha evitato di provare un’altra amarezza, quella di assistere alla scelta del nuovo Governatore della Banca d’Italia da parte di un Presidente del Consiglio che finora non è stato condannato solo perchè è scattata la prescrizione dei reati (leggi tutto… ).

Il programma del convegno

1 marzo 1999

In un precedente articolo pubblicato su queste colonne (2 novembre 1998) ho tentato di mettere in evidenza che esiste una forte correlazione inversa tra il tasso di disoccupazione ed il rapporto investimenti fissi lordi/Pil, sia nel Mezzogiorno che nel Centro-Nord. Questo rapporto ingloba non solo la spinta sul reddito e sull’ occupazione (investimenti rivolti principalmente all’ espansione della capacità produttiva), ma anche l’ impulso alla sostituzione dei lavoratori con i macchinari (investimenti di ristrutturazione) (leggi tutto… ).

6 luglio 2006

Mi sembra ormai chiaro qual è la strategia energetica della Confindustria e quindi di Bersani, come  appare dai suoi primi passi. L’idea è quella di puntare sui rigassificatori per la particolare posizione geografica dell’Italia in modo da ridurre il vincolo dei gasdotti, che attualmente sono di proprietà dell’ENI. In sintesi vi è l’idea di far diventare l’Italia un hub del gas, cioè un luogo di passaggio del gas per poi commercializzarlo anche in altri Paesi (leggi tutto… ).

16 maggio 2010

Ad Annozero si è parlato della protesta all’Asinara e Bersani, che ha dimostrato una buona conoscenza del settore chimico, a un certo punto ha detto “l’ENI decida in fretta quello che vuole fare”. E qui non ci siamo proprio perchè l’ENI è un’azienda di cui lo Stato italiano detiene il 30% del capitale ed è quindi l’azionista di maggioranza relativa che nomina l’Amministratore Delegato e la maggioranza relativa del Consiglio di Amministrazione (leggi tutto… ).

15 luglio 2006

Cara  Megachip,

desidero fare alcune precisazioni sull’articolo di Germana Pisa, che parla anche del Progetto del Solare Termodinamico lanciato dal Nobel Carlo Rubbia, ex-presidente dell’Enea. Io sono ricercatore all’Enea e ho informazioni su questo progetto. Comunque le mie opinioni non rappresentano la posizione dell’Enea (leggi tutto… ).

15 settembre 2006

Il recente Accordo tra Russia e Algeria sulla produzione e distribuzione di gas, ha suscitato notevoli preoccupazioni nell’opinione pubblica e tra gli addetti ai lavori. Tali preoccupazioni si fondano su alcuni motivi cardine: 1. La Russia e l’Algeria possono agire attraverso le aziende energetiche di Stato, Gazprom e Sonatrach, in modo diretto sul mercato del gas influenzando le quantità offerte ed i prezzi. In pratica queste aziende rappresentano il braccio operativo della politica energetica dei due grandi fornitori dell’Unione Europea (leggi tutto … ).

28 aprile 2005

La forte svalutazione del Dollaro nei confronti dell’Euro ha aperto diversi interrogativi e ha fatto moltiplicare gli appelli da parte di economisti e politici europei affinché le Autorità Americane intervengano per frenare il deprezzamento del biglietto verde. In questo articolo si cercherà di dimostrare che, al contrario delle convinzioni  dominanti, l’indebolimento del $ non è stato l’obiettivo dell’Amministrazione Bush e della Federal Reserve e che oggi i margini di intervento per favorire il rafforzamento del dollaro sono molto esigui (leggi tutto…).

14 maggio 2003

L’avvicinarsi della data del referendum sull’estensione dell’articolo 18 nelle imprese con meno di 16 addetti (15 giugno 2003) sta facendo crescere le preoccupazioni di molti esponenti del centro-sinistra. A mio avviso queste preoccupazioni sono esagerate sia sul piano politico che su quello economico (leggi tutto…).

16 luglio 2002

Vorrei riprendere e sviluppare sul piano economico la tesi esposta da Gian Giacomo Migone sulle colonne di questo giornale mercoledì 3 luglio, dove viene sostenuto che il governo italiano sta rinunciando ad un ruolo veramente attivo nel processo di integrazione europea (leggi tutto…).

7 gennaio 2011

I fatti dietro l’accordo di Mirafiori, i tagli alla produzione della Fiat in Italia e il crescente orientamento finanziario, le alternative. La lettera degli economisti sul conflitto Fiat-Fiom già sottoscritta da circa 150 docenti e ricercatori. Il conflitto Fiat-Fiom scoppiato a fine 2010 sul progetto per lo stabilimento di Mirafiori a Torino – che segue l’analoga vicenda per lo stabilimento di Pomigliano d’Arco – è importante per il futuro economico e sociale del paese. Giornali e tv presentano la versione Fiat, sostenuta anche dal governo, per cui con la crescente competizione internazionale nel mercato dell’auto i lavoratori devono accettare condizioni di lavoro peggiori, la perdita di alcuni diritti, fino all’impossibilità di scegliere in modo democratico i propri rappresentanti sindacali (leggi tutto… ).

5 maggio 2009

La faglia responsabile del sisma che ha devastato L’Aquila lo scorso 6 aprile era stata individuata gia’ nel 1989 da un gruppo di giovani geologi romani; ma la loro scoperta non fu presa sul serio dalla comunita’ scientifica, che non diede molto credito all’idea che proprio tra L’Aquila e Paganica ci fosse una faglia attiva in grado di provocare terremoti di elevata intensita’ (leggi tutto… ).

Qui il lavoro geologico sui bacini aquilano e subequano, pubblicato come estratto nel 1989 e poi nel volume Quaternaria Nova II del 1992, e il libro Sangue e cemento - Le domande senza risposta sul terremoto in Abruzzo, con DVD.

19 marzo 2002

Non è solo una questione di terremoti, maremoti e venti impetuosi. Alle tante insidie già previste e considerate dal progetto Ponte sullo Stretto di Messina, ora se ne aggiungono due nuove: i sollevamenti verticali del suolo e gli spostamenti orizzontali. Un gruppo di geologi dell’ Enea e di altri enti italiani e stranieri ha scoperto che i lembi affacciati della Sicilia e della Calabria, proprio nelle zone in cui il Ponte dovrà affondare i suoi piloni, sono affetti da lenti e continui movimenti (leggi tutto… ).

Qui il  lavoro dell’ENEA  pubblicato nel marzo 2002, un articolo di Elio Veltri su l’Unità del 13 luglio 2002 e la ricerca geologica pubblicata su Quaternaria Nova.

1 marzo 2005

I climatologi annunciano che il cambiamento del clima dovuto all’effetto serra e all’alterazione delle correnti oceaniche potrebbe modificare il futuro del nostro pianeta. Paradossalmente, il riscaldamento globale causerebbe in alcune regioni bruschi cali delle temperature. Per il nostro pianeta non è la prima volta che si verifica un fenomeno di questo tipo. Esso, infatti, è ciclicamente soggetto a questo tipo di bruschi mutamenti. È invece una novità per noi esseri umani del XXI secolo, di passaggio su questo pianeta e quindi inermi spettatori di questa possibile svolta epocale (leggi tutto…).

27 maggio 2004

Il libro di Giuseppe Guarino (I soldi della guerra. Gli Stati Uniti: spesa militare, innovazione, economia globale, Mondadori 2003, pagine 174) è di grande attualità e costituisce un valido punto di riferimento per chi volesse approfondire una serie di problematiche relative all’evoluzione della tecnologia ed allo sviluppo dell’economia della nazione che costituisce il centro del mondo occidentale: gli Stati Uniti (leggi tutto…).

11 gennaio 2000

Diversi economisti americani —  tra cui Lester Thurow, nel suo ultimo libro Building Wealth, Bluestone della Northeastern University di Boston, e F. M. Scherer della Brookings Institution — hanno sottolineato che la spesa federale è stata uno dei fattori più importanti alla base della forte crescita economica degli Stati Uniti nel dopoguerra (leggi tutto…).

28 settembre 2001

Il dibattito sulla natura, sull’identità e sulle future strategie del Partito  della Sinistra socialdemocratica (DS) sta diventando sempre più incandescente dopo le elezioni del 13 maggio. In questo articolo proverò a mettere in evidenza una serie di elementi utili per la conoscenza dei problemi e per l’azione futura (leggi tutto… ).

27 settembre 2003

Scrivere su Franco Modigliani non è un’impresa facile vista la sua opera sterminata nel campo della ricerca economica, il suo impegno civile, i suoi rapporti intercorsi con le Banche Centrali e con i governi in Italia e negli Stati Uniti e la sua attività didattica che ha contribuito a formare intere generazioni di economisti che ricoprono tuttora importanti posizioni decisionali sia nel settore pubblico che in quello privato di vari paesi (leggi tutto…).

Il Manifesto contro la disoccupazione nell’Unione Europea promosso da Franco Modigliani.

27 maggio 2007

Dopo aver ignorato per decenni i segnali che indicavano un progressivo peggioramento delle condizioni ambientali, il mainstream informativo è ora costretto a raccontare, con allarmismo e superficialità, i preoccupanti sconvolgimenti in atto. Anche se non esistono catastrofi naturali, ma solo fenomeni naturali che diventano catastrofici per la mancanza di misure preventive e di programmi di risanamento (leggi tutto…).

5 settembre 2005

Negli ultimi anni, la crescita del prezzo del petrolio e l’instabilità dell’area medio-orientale hanno accelerato l’espansione dell’energia eolica, con tassi di crescita del 20 per cento annuo. Non in Italia, dove gli investimenti su questa fonte di energia sono ben al di sotto di quelli realizzati da altri paesi europei. Tra le ragioni del ritardo, anche l’impatto sul paesaggio delle centrali a vento. Ma a questo si potrebbe ovviare con la costruzione di impianti offshore vicini ai porti. Con il vantaggio ulteriore di avere costi di produzione più bassi (leggi tutto… ).

6 novembre 2010

“Le energie rinnovabili: politiche nazionali e regionali” è stato il tema dell’ultima fase dei lavori del Workshop Energie positive organizzato dalla Fondazione Italianieuropei. Sono intervenuti: Henri Baguenier, amministratore del Fondo di investimento Novenergia II; Francesco Castellani (Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Perugia); Marzio Galeotti (Economia dell’ambiente e dell’energia, Facoltà di scienze politiche dell’Università degli studi di Milano); Stefano Sylos Labini, ENEA Casaccia; Angelo Tartaglia (dipartimento di Fisica del Politecnico Torino); Silvano Rometti, assessore all’ambiente della Regione Umbria.

20 dicembre 2005

Dalla seconda metà del 2004 all’inizio del 2006, presso il Centro Europa Ricerche presieduto da Giorgio Ruffolo, l’Associazione “Verso il 2006″ organizzò una serie di incontri invitando alcuni esponenti della coalizione di centrosinistra. Questi incontri portarono ad una prima stesura del programma economico per le elezioni del 2006. Una sintesi del programma fu poi inviata a Romano Prodi attraverso una lettera nel febbraio 2006. Le proposte furono presentate al convegno  organizzato da “Verso il 2006″ alla Sala delle Colonne il 19 dicenbre 2005. La notizia fu ripresa dal Corriere della Sera in questo articolo.

4 maggio 2011

Nel blog di Francesco Sylos Labini sono trattati vari temi riguardanti i luoghi comuni dell’università italiana: costa troppo, il suo impatto scientifico non è significativo ed è corrotta. Da un punto di vista tecnico queste affermazioni si basano su manipolazioni dei dati che possono essere dimostrate in maniera molto chiara. Chi è che manipola i dati per dimostrare tesi preconcette? E perché lo fa?  E perché pochi, troppo pochi, hanno cercato di replicare ad una serie di analisi che sono state utilizzate in maniera strumentale per mettere adottare “riforme” draconiane e inutili?

20 febbraio 2006

L’elevata dipendenza del nostro paese dai combustibili fossili di importazione ci rende estremamente vulnerabili alle turbolenze internazionali. Al di là delle misure d’emergenza, è necessario elaborare una politica che promuova il risparmio energetico, la diversificazione delle fonti energetiche, la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie e nuovi prodotti con basse emissioni di CO2. Diminuire le importazioni di gas e petrolio non solo ha un effetto benefico sulla bilancia commerciale, ma è un’opportunità per la crescita di nuovi settori produttivi (leggi tutto… ).

6 maggio 2011

Lo scorso 4 maggio 2011 in un convegno organizzato dalla Treccani e dalla Fondazione Basso è stato ricordato Antonio Giolitti ad un anno dalla scomparsa. L’incontro è stato articolato come un racconto biografico su temi e momenti significativi. Per i vari periodi, a una relazione introduttiva sono seguite le testimonianze (vedi il programma).

Qui gli interventi di Giorgio Ruffolo  e di Alfredo Reichlin e un articolo di Emilio Carnevali su MicroMega.

Negli ambienti di Wall Street quasi tutti vedono l’inflazione come il pericolo più serio per l’economia. Non è la prima volta che Wall Street si sbaglia clamorosamente. Il pericolo più serio è un’altra recessione. La notizia economica più rilevante del primo trimestre 2011 è il calo dei salari in termini reali. È un fenomeno a dir poco insolito in una ripresa. Ma stavolta la spiegazione è semplice. Per potersi tenere il posto di lavoro, milioni di americani accettano una decurtazione della busta paga. E se sono stati licenziati, l’unico modo per riavere un lavoro è accettare una paga più bassa (leggi tutto… ).

14 giugno 2011

Una società che investe sull’energia nucleare è una società che ha deciso di non fare i conti con l’estinzione nostra e della Terra. Le politiche energetiche attuali non prevedono un futuro, sia che si concentrino sui combustibili fossili, sia che scommettano sul nucleare: in un caso ci aspettano infinite guerre, nell’altro infiniti Fukushima. La fine dei dinosauri – testi per un altro futuro non è solo un libro contro il nucleare, ma la descrizione di un futuro possibile, purché gli investimenti si concentrino subito sulle energie rinnovabili, con un impegno generale, di cui i comuni, le regioni e i cittadini saranno i principali protagonisti. E l’Italia è estremamente favorita in questo processo di riconversione energetica e ambientale dell’economia poichè  ha una consistente dotazione di risorse naturali: vento, sole, energia geotermica, biomasse, correnti marine, sono fonti energetiche ampiamente disponibili su tutto il territorio nazionale.

A sostegno della campagna contro il nucleare nottetempo  annuncia l’uscita speciale coedizione con Aliberti editore. Hanno scritto: Stefano Argirò (fisico), Federico Butera (fisico), Stefano Caserini (climatologo), Marcello Cini (fisico), Guido Cosenza (fisico), Giuseppe Genna (scrittore), Roberto Natalini (matematico), Giuseppe Onufrio (fisico, Greenpeace Italia), Wolfgang Palz (fisico), Giorgio Parisi (fisico), Tommaso Pincio (scrittore), Francesca Sartogo (architetto, EuroSolar Italia), Hermann Scheer (Presidente Eurosolar), Stefano Sylos Labini  (geologo), Junko Terao (giornalista), Paolo Valente (fisico).

12 maggio 2011

Il principio era piuttosto semplice: meno spese, meno tasse, cittadini più contenti, più consenso per i bravi amministratori locali. Ma nonostante l’euforia di Bossi, non sarà così: il federalismo in salsa italiana sarà l’occasione per un aumento spropositato della pressione fiscale locale già tra le più alte in Europa  (leggi tutto… ).

20 maggio 2011

Non si tratta dell’ennesimo libro sulla crisi, bensì del primo che esamina il «dibattito sulla crisi» fra i diversi economisti. Dopo più di tre anni dall’insolvenza dei mutui subprime in Usa nell’estate del 2007, è giunto il momento di tirare le somme sulle cose che si sono dette a proposito della genesi di questa crisi tremenda, che sembra non volersi ancora ritirare del tutto, anzi ogni tanto ha ancora qualche sussulto, e le cui conseguenze in termini economici e sociali avvertiremo ancora per qualche anno. Vengono messe a confronto e criticate, con linguaggio chiaro e divulgativo, senza peraltro rinunciare al rigore scientifico, le diverse tesi che sono maturate in questi anni sulle cause della crisi e viene smascherata e indicata come menzognera la tesi dominante che vuol dare tutta la colpa alla «finanza» a danno dell’«economia reale». Tesi che è molto, troppo comoda per chi vuole allontanare da sé ogni responsabilità. È anche troppo semplice, perché consente di opporre ai lavoratori disoccupati e precari la scusa che la colpa è tutta degli speculatori d’oltre oceano. È infine una tesi che fa comodo anche a certa sinistra, a quella che ha sempre coltivato il mito dell’«impresa industriale buona» e della «finanza cattiva». In realtà questa crisi ha le sue radici proprio nell’economia reale, nell’avidità delle imprese, negli orientamenti della politica mondiale emersi negli anni ’80, politica volta a umiliare il lavoro e a esaltare i profitti in tutti i settori economici.

Il libro è stato presentato lunedì 16 maggio a Palazzo San Macuto, Sala del Refettorio, Roma via del Seminario 76. Qui il programma dell’incontro e l’introduzione di Giovanni La Torre pubblicata su Sbilanciamoci.

24 maggio 2011

L’economia non è una scienza dura ma ha invece un forte carattere politico: l’economista non è un osservatore esterno della realtà (come un fisico o un geologo) ma un osservatore interno, che ne fa parte, e che ha come scopo quello di modificarla. In questo senso l’economia ha prevalentemente un carattere politico. Ma cosa significa fare una previsione in economia? Per capirlo è necessario pensare a cosa succede in astronomia, in meteorologia o in geologia. Se ne discute nel post La crisi economica tra previsioni e farfalle

6 giugno 2011

Ma il PD è un Partito della destra economica ? Questa domanda sorge spontanea quando si osservano le iniziative di molti esponenti del Partito Democratico per quel che riguarda l’acqua o in materia di tasse universitarie. Sull’acqua Bersani ora non ha dubbi e invita gli elettori del PD a votare sì al referendum. Ma 6 dei 13 fondatori del comitato per il no “Acqua libera tutti”, che vuole che il decreto Ronchi sulla privatizzazione della risorsa idrica resti in vigore, sono iscritti proprio al suo partito (vedi  Il Fatto Quotidiano). Anche per l’ università è stata presentata un’interrogazione parlamentare (primo firmatario Pietro Ichino) in cui si propone di aumentare le tasse e di introdurre il sistema di prestiti recentemente adottato in Inghilterra.  Di nuovo,  il responsabile università del PD, Marco Meloni, ha sconfessato l’interrogazione dei senatori del suo partito affermando che questa iniziativa non è condivisa in alcun modo dal PD (sul tema segnaliamo l’articolo di Francesco Sylos Labini). Ma insomma che razza di Partito è il PD ? Quale credibilità può avere un Partito del genere ? La sensazione è che le prese di posizione dei vertici del PD come Bersani e Meloni siano dettate da opportunismo e da motivi di convenienza politica piuttosto che da una reale convinzione e da una linea chiara e trasparente. Per questi motivi bisogna rafforzare e aggregare l’area a sinistra del PD per poi andare a negoziare un accordo politico con il Partito Democratico in una futura coalizione di centrosinistra, altrimenti si ripeteranno gli stessi problemi che vi furono con la sfortunata esperienza dell’Unione del 2006. 

11 giugno 2011

Anticipiamo il testo dell’introduzione all’edizione italiana dello studio di David Hall ed Emanuele Lobina – ricercatori del PSIRU (Public Services International Research Unit) dell’Università di Greenwich – “Da un passato privato ad un futuro pubblico. La privatizzazione del servizio idrico in Inghilterra e nel Galles”, edizioni Aracne (di prossima uscita). Questo rigoroso studio sugli effetti della “più grande rapina legalizzata” della storia britannica – definizione del quotidiano conservatore Daily Mail – contiene elementi importanti per il dibattito sulla privatizzazione del servizio idrico che sta attraversando il nostro paese, grazie all’iniziativa referendaria “2 sì per l’acqua bene comune” promossa da una vastissima coalizione sociale (segue… ).

14 giugno 2011

C’è chi canta spudoratamente vittoria, per una battaglia vinta da altri. C’è chi si è ubriacato di vittorie regalate al PD, ignorando il fatto che senza l’aiuto della divina provvidenza e degli alleati che il PD si ostina sfacciatamente a misconoscere, nessuna (ripeto: nessuna) di quelle vittorie alle amministrative sarebbe stata possibile. E c’è chi effettivamente ha vinto, contro tutto e contro tutti, partiti compresi: è la Società Civile, quella che non ne può più di questo regime consociativo, in cui è difficile riconoscere la destra dalla cosiddetta sinistra, che quando e dove governa fa cose di destra e quando è all’opposizione, fa “l’opposizione di sua maestà” (leggi tutto… ).

Dati e numeri: così la rete ha vinto i referendum, di  Paolo Bottazzini .

17 giugno 2011

Nichi Vendola ripone grandi aspettative verso le primarie ed afferma che non si può replicare l’idea di un’armata Brancaleone come è accaduto con l’Unione nel 2006. Vorrei però ricordare che anche nel 2005 ci furono le primarie vinte da Prodi con il 75% dei voti. Si disse che erano primarie finte, perché tutto era già stato deciso a tavolino, e questo in parte era vero, però, era anche vero che i cittadini avevano espresso liberamente il loro voto. E dopo che cosa è successo ? (segue qui…)

20 giugno 2011

Sabato 18 giugno al Centro Congresso Cavour di Roma, una sessantina di Associazioni, Forum, Movimenti, riuniti in un Comitato presieduto da Elio Veltri, hanno presentato le tre proposte di Legge di Iniziativa Popolare su Lavoro Precario, Economia Sommersa e Criminale e Costi della Politica. Ai partecipanti è arrivato un messaggio non formale del Presidente della Camera On. Gianfranco Fini. Le tre proposte di legge di iniziativa popolare sono concrete proposte di azione in grado di rivoluzionare l’intero quadro sociale e istituzionale a costo zero per le esangui casse dello Stato. Chi vuol dare una mano, si metta a disposizione: servono tante intelligenze, tanto impegno, tanta fiducia, tanta concretezza e servono almeno 50.000 firme.

25 giugno 2002

HermesLab srl, una società di consulenza e analisi economica, ha realizzato un rapporto per il CNEL analizzando l’innovazione nei settori di specializzazione, il ruolo delle PMI e dei distretti e il sistema moda. Diversi ricercatori ed economisti hanno contribuito alla stesura del rapporto. Stefano Sylos Labini ha sviluppato la parte relativa all’innovazione tecnologica nelle imprese manifatturiere secondo gli indicatori tradizionali sia attraverso confronti internazionali sia considerando i vari settori di attività a livello nazionale (segue qui … ).

Il Rapporto completo

31 maggio 2002

Nel Quaderno numero 14 di Informazioni SVIMEZ  è  stata pubblicata una ricerca in cui vi è un’analisi di carattere strutturale e di lungo periodo sull’evoluzione dell’industria manifatturiera nel Paese e nelle sue grandi ripartizioni. La ricca documentazione contenuta nello studio, disaggregata a livello regionale e che copre pressochè per intero la seconda parte del secolo appena conclusosi, può costituire l’occasione per una complessiva valutazione dei risultati e dei limiti della politica di industrializzazione posta in atto a favore del Sud. La ricerca è stata realizzata con il patrocinio del Mediocredito Centrale ed è stata discussa nell’ambito del Comitato Scientifico dell’Osservatorio sulle Piccole e Medie Imprese del Gruppo Banca di Roma.

28 giugno 2011

Dopo il Manifesto per la libertà del pensiero economico, la Lettera degli economisti, il Manifeste d’économistes atterrés, l’appello di docenti e di ricercatori svizzeri ed europei; da Londra viene lanciato un nuovo appello per un’associazione pluralista, inclusiva e democratica con lo scopo di diffondere il pensiero critico nella rete e introdurre un metodo aperto nella valutazione scientifica superando la “peer review”  (leggi l’appello).

6 luglio 2011

I principali governi dei Paesi Ocse stanno cercando di uscire dalla crisi riducendo la tutela dei diritti dei lavoratori e le garanzie offerte dallo Stato sociale. Si stratta di soluzioni illusorie: la fiducia nella loro efficacia non è molto lontana da un atto di fede (leggi tutto…).

La manovra di Tremonti varata in queste ore dal governo affossa ancora di più il paese nella depressione economica, deprime le possibilità di ripresa dell’economia, fa pagare alla parte più esposta del paese il peso e le conseguenze di questa crisi. Il pareggio di bilancio del 2014 non ci è stato imposto dall’Unione Europea. E’ una scelta politica di Tremonti che in questo modo rischia di portare il paese ancora di più nella recessione. E’ possibile, era possibile fare diversamente ? Sbilanciamoci – con la sua manovra da 51 miliardi di euro in 3 anni – dimostra che si può fare (leggi tutto… ).

14 settembre 2011

Molti economisti e molti politici sono propensi ad imprimere una forte accelerazione alla politica delle privatizzazioni  e delle liberalizzazioni. Per le privatizzazioni, in ristagno da anni, vi è la possibilità che siano cedute nuove quote dei colossi di Stato e  delle aziende municipalizzate. Ma vendere le azioni in un momento in cui le quotazioni azionarie sono ai minimi è veramente antieconomico oltre che un suicidio per la politica industriale ed energetica che si potrebbe fare con le grandi imprese ancora controllate dallo Stato. In questo momento difficilissimo per la tenuta delle finanze pubbliche, ENI, ENEL e Finmeccanica sono tra le poche imprese ad avere le risorse finanziarie e le capacità tecnologiche per elaborare importanti progetti di ricerca e per realizzare grandi investimenti volti a stimolare la crescita del nostro Paese. Il rilancio della crescita avrebbe anche l’effetto di far risalire le quotazioni azionarie di queste imprese che oggi sono pesantemente sottovalutate a causa del “rischio Italia”.  E lo stesso discorso vale per il sistema bancario che è molto migliore di quello di altri paesi europei ma è penalizzato dalla bassa crescita e dall’elevato debito pubblico che affliggono il nostro Paese. Dunque, vista l’impossibilità di stimolare la crescita attraverso maggiori spese pubbliche e riduzioni delle entrate fiscali, le grandi imprese a partecipazione statale e il sistema bancario devono assumere un ruolo più attivo in un progetto volto a rilanciare la crescita dell’economia, non solo per motivi di solidarietà nazionale ma anche per tutelare i loro stessi interessi. Compito del governo è quello di dare i giusti indirizzi di politica industriale e di mettere a sistema tutti gli attori che possono dare un contributo importante in questa direzione.

La green economy: un’opportunità di crescita sostenibile

Un commento sulle partecipazioni statali

Anche le banche nel nuovo patto sociale

26 luglio 2011
28 agosto 2011

L’interazione virtuosa tra espansione dell’indebitamento privato, inflazione finanziaria e creazione di moneta endogena che ha contrassegnato il ciclo di crescita neoliberista del periodo 1983 – 2007  ha esaurito la sua spinta propulsiva. Ma ora la maggior parte degli Stati avanzati ha un debito pubblico che non è più possibile espandere ulteriormente. In questo breve saggio in corso di pubblicazione su Argomenti Umani, Giorgio Ruffolo e Stefano Sylos Labini analizzano i processi monetari e finanziari che negli Stati Uniti hanno prodotto la crisi attuale e ragionano sulle possibili vie di uscita nel breve e nel medio-lungo periodo  (leggi tutto… ).

Nel brillante  articolo di Giorgio Ruffolo  su Repubblica di sabato 27 agosto sono richiamati alcuni punti del saggio per Argomenti Umani.

Post scriptum. Se la moneta privata dipende dalla fiducia nella capacità di rispettare gli impegni di pagamento e la fiducia a sua volta si regge sulle aspettative di crescita dell’economia, ne consegue che il livello di liquidità del sistema bancario è in stretta relazione con il ciclo economico. Ciò significa che la strada maestra per aumentare la liquidità delle banche non passa attraverso le ricapitalizzazioni, ma è legata al rilancio della domanda aggregata e quindi della produzione, degli investimenti e dell’occupazione. Aspettative di crescita positive generano fiducia la quale fa aumentare il livello di liquidità degli attivi bancari e alimenta la circolazione della liquidità nell’economia.

5 settembre 2011

Paolo Sylos Labini fu uno dei fondatori dell’Università della Calabria situata nei dintorni di Cosenza insieme a Beniamino Andreatta, un democristiano “tutto d’un pezzo”. Sul Quotidiano della Calabria di domenica 4 settembre 2011 è stato pubblicato un approfondimento sull’Università della Calabria nel suo quarantesimo anniversario a cura di Franco Bartucci (per errore la foto di Paolo Sylos Labini non ha come sfondo Unical, ma la città di Cagliari). Oggi l’Università della Calabria   è la maggiore delle università calabresi e una delle migliori tra le università di medie dimensioni. Il progetto dell’Università di Cosenza ha incontrato grandi difficoltà  ma alla fine ha dimostrato che, se si vince lo scetticismo e ci si da’ da fare con determinazione e tenacia, in questo paese si possono ottenere risultati positivi e insperati.

11 settembre 2011

Sono passati 10 anni dall’11 settembre 2001 ma la versione ufficiale del Governo degli Stati Uniti convince sempre meno. Perché gli aerei dirottati non furono immediatamente intercettati e abbattuti ? Perché le torri gemelle si disintegrarono in 10 secondi ? Perché si sbriciolò l’edificio 7 che si trovava ad una certa distanza dalle torri ? Perché non c’è neanche una immagine del boeing 757 che si andò a schiantare sul Pentagono ? Perché i danni sul Pentagono sono di entità molto minore di quelli che sarebbero stati prodotti dall’impatto di un boeing 757 ? Queste sono alcune delle domande che fino ad ora non hanno trovato risposte convincenti nella versione ufficiale.

Nell’articolo di Giulietto Chiesa viene riportata la notizia della costituzione del   “9/11 Consensus Panel” per presentare al pubblico mondiale una serie di domande collettive sulle quali esiste un larghissimo consenso tra tutti gli esperti consultati nelle diverse materie.

Nel film “ZERO – inchiesta sull’11 settembre” ,  un documentario realizzato da Giulietto Chiesa, Franco Fracassi e Francesco Trento, sono approfonditi tutti i punti oscuri della versione ufficiale con testimonianze e ricostruzioni tecniche.

12 settembre 2011

La Repubblica del 12 settembre 2011 riporta che Fedele Confalonieri e Gianni Letta, i due più fidati amici del Cavaliere, la scorsa settimana hanno esortato Berlusconi a considerare un percorso  che lo guidi fuori dalla presidenza del consiglio senza scossoni e soprattutto con iter concordato. Ma lui resiste dicendo: “Finirei in galera”. Esattamente quello che Paolo Sylos Labini, riprendendo un’intervista di Berlusconi a Biagi su L’espresso del 30 novembre 2000, aveva scritto a proposito della decisione di Berlusconi di entrare in politica e cioè che si trattava di una scelta dettata dalla necessità di “evitare la galera e salvare la roba” (Berlusconi e gli anticorpi, Laterza 2003). Ora, nel mezzo di una pesante crisi finanziaria internazionale, l’Italia è ulteriormente penalizzata dall’ostilità che circonda il premier italiano a livello europeo a cui si aggiungono il dietrofront della Confindustria e della Cisl e persino la diffidenza della Chiesa.

16 settembre 2011

Nei libri di economia si parla tanto del New Deal, però, ci si dimentica che il vero miracolo economico si verificò in Germania. Quando Hitler andò al potere nel 1933 oltre 6  milioni di persone (il 20 % della forza lavoro) erano disoccupate ed al limite della soglia della malnutrizione mentre la Germania era gravata da debiti esteri schiaccianti con delle riserve monetarie ridotte quasi a zero. Oggi i tedeschi hanno il terrore che l’eccesso di debito spinga la Banca Centrale Europea a stampare grandi quantità  di moneta la quale farebbe scoppiare l’inflazione. Per questo la Cancelliera Merkel, con la sua intransigenza sul risanamento dei bilanci  dei paesi europei più in difficoltà e con la sua posizione contraria verso l’emissione degli Eurobond e verso gli acquisti di titoli del debito pubblico da parte della BCE, sta spingendo l’Europa in una pericolosa recessione e in una crisi di fiducia che potrebbero avere conseguenze devastanti.  Ma nel miracolo economico degli anni ’30 i nazionalsocialisti si erano creati una teoria monetaria che suonava pressappoco così: ”le banconote si possono moltiplicare e spendere a volontà, purché si mantengano costanti i prezzi. Il solo motore necessario per questo meccanismo è la fiducia. Basta creare e mantenere questa fiducia, sia con la suggestione sia con la forza o con entrambe”. Sorprendentemente, l’artefice del miracolo economico della Germania nazista fu un uomo di origini ebraiche, Hjalmar Schacht, Ministro dell’Economia e Presidente della Banca Centrale  del Reich  (leggi tutto…  ).  

Nel sito Appello al Popolo  alcuni commenti sull’articolo e una risposta di Stefano Sylos Labini.

23 settembre 2011

Sul Corriere della Sera di venerdì 23 settembre, nella sezione Interventi & Replicheè stata pubblicata la precisazione della famiglia di Paolo Sylos Labini in merito al rapporto di parentela con Edoardo Sylos Labini.  Questa rettifica si è resa necessaria in seguito alla notizia riportata dal  Corriere della Sera del 17.9.2011  (ed anche da altri quotidiani) secondo la quale Edoardo Sylos Labini sarebbe il nipote di Paolo Sylos Labini.

“Il signor Edoardo Sylos Labini non è nipote dell’economista Paolo Sylos Labini, in quanto la comunanza di cognome trova origine in un rapporto molto indiretto risalente alla fine del 1800  (il bisnonno del sig. Edoardo Sylos Labini era cugino del padre dell’economista Paolo Sylos Labini). Inoltre si tiene a precisare che, non esistendo tra le due famiglie né rapporti di parentela diretta né contatti o frequentazione alcuna, nessuna considerazione è stata mai fatta in merito al recente matrimonio del sig. Edoardo Sylos Labini”.

Marinella, Stefano e Francesco Sylos Labini 

7 ottobre 2011

Il commissario Ue per gli affari economici e monetari, Olli Rehn, in un’intervista al Financial Times ha sottolineato l’unità di intenti sul fronte bancario: «C’è convergenza in Europa sulla necessità di rinforzare i capitali delle banche». Il portavoce del commissario europeo per gli affari economici ha risposto ad un giornalista che chiedeva di precisare se l’ordine di grandezza della ricapitalizzazione delle banche fosse tra 100 e 200 miliardi di euro. «Non è il caso di speculare sull’ammontare di quanto sarà necessario per la ricapitalizzazione delle banche, la situazione cambia giorno per giorno». Il portavoce ha ribadito che Rehn «ha parlato di approccio europeo» intendendo «sforzi nazionali coordinati».

Ritengo che l’idea di ricapitalizzare le banche europee sia assolutamente sbagliata, perchè i soldi devono andare nell’economia reale e non nel sistema bancario. Nel saggio scritto con Giorgio Ruffolo  abbiamo sostenuto che, se la moneta privata (endogena) dipende dalla fiducia nella capacità di rispettare gli impegni di pagamento e la fiducia a sua volta si regge sulle aspettative di crescita dell’economia, ne consegue che il livello di liquidità del sistema bancario è in stretta relazione con il ciclo economico. Ciò significa che la strada maestra per aumentare la liquidità delle banche non passa attraverso le ricapitalizzazioni, ma è legata al rilancio della domanda aggregata e quindi della produzione, degli investimenti e dell’occupazione.  Aspettative di crescita positive generano fiducia la quale fa aumentare il livello di liquidità degli attivi bancari e  alimenta la circolazione della liquidità nell’economia.  Per questi motivi, credo che chi si trova oggi nei vertici decisionali non avesse compreso appieno il funzionamento del sistema finanziario prima del crack della Lehman Brothers e ora non abbia ben chiara la strada per uscire da una situazione che tende a peggiorare di giorno in giorno (1). 

(1) In occasione della 87° Giornata Mondiale del Risparmio, 26 ottobre 2011, Giuseppe Guzzetti, Presidente dell’Associazione delle Fondazioni Bancarie, ha lanciato l’allarme sul fatto che l’obbligo di ricapitalizzazione mette a rischio il sistema bancario italiano e costituisce un freno all’espansione del credito per le famiglie e per le imprese.

14 ottobre 2011

Dietro questa foto, scattata nella sede storica di Repubblica a Piazza Indipendenza, c’è un pezzetto di storia economica e anche un episodio poco noto di storia politica che riguarda Giulio Tremonti, all’epoca giovane ma già brillante tributarista e consigliere del ministro delle Finanze dell’epoca, il socialista Rino Formica (leggi tutto… )

 

24 ottobre 2011

Nel 1969 la Banca Centrale di Svezia ha istituito quello che è comunemente assimilato al sesto premio Nobel, quello per l’economia, ma che invece è  denominato  “Premio in Scienze Economiche della Banca di Svezia in memoria di Alfred Nobel”.  Recentemente Peter Nobel,  avvocato e discendente di Alfred Nobel, ha rilasciato una dichiarazione  per dissociare la famiglia Nobel dal  “premio Nobel in economia”  sottolineando che, nel suo testamento originale, Alfred Nobel non aveva specificato che ci dovesse essere un premio in economia, e che il premio per  l’economia è stato finanziato solo in un secondo momento  da parte della Banca di Svezia. Molti altri, tra cui alcuni membri dell’Accademia Svedese, hanno condiviso il punto di vista secondo cui  “la banca svedese ha messo un uovo nel nido di un altro uccello e ha pertanto violato il  marchio di Nobel. Due terzi dei premi della Banca in economia sono andati ad economisti americani della Scuola di Chicago che creano modelli matematici per speculare sui mercati azionari e delle opzioni. – L’opposto degli scopi di Alfred Nobel per migliorare la condizione umana” (leggi tutto… ).

Non si è fatta attendere la risposta degli economisti di Noisefromamerika i quali, nell’articolo Nobel ed economia: una risposta alle polemiche, affermano che “una delle cose che Lucas & Co. ci hanno insegnato (sì proprio loro della famigerata scuola di Chicago) è che l’unica previsione che possiamo fare in economia è che non si possono fare previsioni”.

Ma a questo punto si impone una domanda: se in economia non si possono fare previsioni, perchè i brillanti economisti della scuola liberista  continuavano a credere che il ciclo di crescita ripartito nel 2003 sarebbe potuto andare avanti senza grandi contraccolpi ? Non è questa una previsione ?  Torna in mente il periodo precedente al terremoto de L’Aquila quando i sismologi dicevano che i terremoti non si  possono prevedere e poi rassicuravano la gente dicendo che non c’era pericolo di una forte scossa. Insomma, dobbiamo constatare  che, prima delle conoscenze economiche, mancano le basi logiche per poter avviare una discussione con questi economisti di Noisefromamerika. Infine, teniamo a ricordare che c’era chi aveva segnalato che il regime economico liberista era diventato ormai insostenibile e si erano create le condizioni perchè scoppiasse una crisi paragonabile a quella del 1929: si tratta per esempio di Paolo Sylos Labini che nel 2003 pubblicò il suo famoso saggio su Moneta e Credito “Le prospettive dell’economia mondiale” . Scrive PSL: …Da almeno due anni avevo notato alcune rassomiglianze fra la situazione che si era determinata in America negli anni Venti del secolo scorso, un periodo che sboccò nella più grave depressione nella storia del capitalismo, e la situazione che si va delineando oggi in America… .

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